Intervista a Claudia Calderoli

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Il suo libro

Benedetta Il suo nome è la sua storia

Un diario lungo una vita, scritto con l’inchiostro dell’amore. Il racconto del rapporto tra una figlia fragile, disarmata, angosciata, ma amata così com’è, e una madre che non si è mai arresa, bensì ha caparbiamente e disperatamente tentato di comprendere i propri vissuti e quelli di Benedetta per decifrarli e offrirle esperienze che possano aiutarla a crescere, donarle quiete proteggendola dalle tempeste di angoscia da cui è facilmente travolta, mitigare il suo isolamento e vuoto di soggettività.

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01/08/2011

Eccoci con Claudia Calderoli, autrice del diario “Benedetta Il suo nome è la sua storia”. Come nasce questo libro? Cerchiamo di rintracciare l’ispirazione che ha condotto un autore a scrivere di una cosa, questo romanzo da dove trae ispirazione?
L'ispirazione a scrivere questo percorso di vita è stato dato dalla necessità di mettere per iscritto una testimonianza di quanto è stato fatto con e per Benedetta: la necessità di avere, per me e per lei, una traccia del vissuto
e per mostrarle l'amore di molte persone, le quali hanno concorso alla sua crescita.
È anche un percorso che può aiutare altri genitori a non deprimersi, ma a lottare, perché, anche dopo una “defaillance”, c'è sempre lo spazio per una risalita e ciò rinfranca la speranza.
E la sua passione, il suo bisogno di esprimersi con la scrittura, da dove nasce?
Dall'avere elaborato molto, dall'avere provato a decodificare e a dar voce ai sentimenti, agli stati d'animo percepiti e analizzati e dalla voglia di restituirli a qualcuno che potesse leggerli, comprenderli e condividerli empaticamente.
Ci vuole dire perché questo titolo?
Perché ho pensato che la storia di Benedetta ben si lega al suo nome, poiché la Provvidenza ci ha fatto incontrare, e credo che tutte le persone da lei avvicinate siano arrivate, non per caso, al momento giusto , affiancandola, offrendo il loro supporto, consentendole di divenire la persona che è.
Quando ha cominciato a scrivere “Benedetta Il suo nome è la sua storia” e quanto tempo ha impiegato per concluderlo?
L'idea era presente da molto tempo ed è sempre stata rimandata.
Alla mia insegnante di grafologia, Francesca Morelli, circa un anno e mezzo fa,dopo aver consegnato un articolo per il nostro giornale , ho casualmente parlato di questo mio progetto che lei ha caldamente appoggiato, e così ho iniziato la stesura.

Già negli anni trascorsi ero stata stimolata dalla musicoterapeuta a scrivere con lei questa esperienza .Una traccia, da tempo, era stata abbozzata, però gli impegni relativi all'accudimento di due figli, con molte necessità, non me lo consentirono. Anche l'invito di Vania a prospettarle un curriculum di vissuti inerenti all'accrescimento di Benedetta, che le sarebbero serviti per la tesi di laurea specialistica per la facoltà di psicologia,mi ha permesso di raccogliere una successione di fatti e di far riemergere tanti vissuti che mi hanno fatto ripercorrere e riattualizzare pregnanti emozioni.

Il tempo impiegato per la stesura e correzione è stato di circa un anno
Come in tutti i diari la nota autobiografica è forte, qual è l’aspetto che vorrebbe fosse colto dai suoi lettori?
L'imprevedibilità degli incontri visti con il nostro limitato sguardo. Vorrei trasmettere che, insieme alla sensazione d'impotenza che spesso ci coglie, Qualcuno con passi di lana, in modo inspiegabile, ci sorregge nelle fatiche e ci regala mani sensibili a cui aggrapparci:non ci lascia mai soli!
Il diario affronta tematiche forti legate all’autismo, tratta di emozioni come l’amicizia, la paura, l’apertura verso il mondo reale. Ma anche riflessioni sul senso della vita. Cosa le ha ispirato queste riflessioni?
Il mio percorso di vita legato a quello di mia figlia Benedetta, l'incontro con persone speciali dotate di forte carica umana, che mi hanno aiutato e sorretto, e la fortuna di avere avuto dei genitori sensibili, che sempre mi hanno portato a riflettere sulla sofferenza, sulla gioia, sul bello e sulla vita, e forse l'essere stata così attesa, amata dai miei, che hanno rischiato di perdermi a nove mesi, ma non si sono mai arresi, dimostrando una caparbietà sovraumana, sostenuta da una fede incrollabile che li ha sorretti tutta la vita.
Le persone che la conoscono cos’hanno detto quando hanno saputo dell’uscita del libro?
Hanno vissuto con me questa esperienza, avendo condiviso le mie ansie e le mie gioie.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Mi piacerebbe regalare a mio figlio una storia che riguardi lui e il suo amore sconfinato per i cavalli, descrivere la forte empatia che si instaura tra cavaliere e cavallo.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autrice, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Dopo aver insegnato alcuni anni nelle scuole elementari, mi sono ritirata da scuola per seguire i miei figli. La mia passione per i fiori mi vede spesso intenta a preparare bouquet o centri tavola: sul tavolo da pranzo c'è sempre un vasetto di fiori freschi. Mi piace molto ascoltare la musica classica, lirica, moderna. Ho seguito diversi corsi inerenti all'arte: amo molto la pittura e adoro dipingere. Sono interessata allo studio della grafologia e delle sue applicazioni in generale.
Nella sua vita cosa reputa fondamentale?
La serenità, l'essere in pace con sé stessi, godere delle cose semplici e della natura, nella quale ti immergi e senti palpitare l'universo dimenticando le preoccupazioni e le paure, perché vieni avvolto dal medesimo battito di vita.
Come esprime la sua creatività? La concentra nella scrittura o usa altre forme espressive?
Mi piace il colore , la forma, l'armonia, sia nella creazione di un giardino, di un vestito , di un gioiello, di un ambiente o di una tavola ben apparecchiata e bandita. Credo che il bello e l'armonia visibile nei costrutti naturali più semplici, dai quali copiamo accostamenti cromatici e architettonici, rielaborati e riadattati per mezzo della nostra fantasia e utilizzati a nostro piacimento, rendano la vita più gradevole.