Intervista a Emma Carrubba Alessia Lopis

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Il suo libro

Broken Lights

Fantascienza

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21/06/2017

Alessia Lopis ed Emma Carrubba, nate e vissute a Catania, diplomate al liceo scientifico dove si sono conosciute, adesso frequentano rispettivamente il Dipartimento di Scienze e Tecniche Psicologiche e quello di Fisica dell’Università degli studi di Catania. Vivono con le loro famiglie e i loro gatti. Broken Lights è il loro romanzo d’esordio.


Eccoci, curiosi e interessatissimi finalmente conosciamo Alessia Lopis, autrice del libro “Broken Lights”.


Ci vuole dire come mai è arrivata a questa pubblicazione?
Io ed Emma siamo sempre state accomunate da una grande passione per la lettura. Fin da quando ci siamo conosciute, al primo anno di liceo, ci siamo sempre prestate i libri che ci incuriosivano per poi parlarne e scambiare opinioni e idee. Abbiamo notato fin da subito come i nostri gusti fossero molto simili e con il tempo abbiamo anche sviluppato una bella sintonia e complicità. Senza queste probabilmente non saremmo giunte a questo risultato.
Siamo molto grate alla Kimerik per averci dato questa splendida opportunità.
Quando e come nasce “Broken Lights”?
L’idea di questo libro è nata l’anno scorso per puro caso, da una ordinaria conversazione tra me ed Emma. Scherzando, ci siamo chieste (anzi io) come sarebbe stato se una persona avesse avuto un cervello con entrambe le nostre personalità. Da questa mia domanda Emma ha subito pensato che probabilmente sarebbe stato un ottimo personaggio per un libro. Anche se era nato come uno scherzo alla fine l’idea ci ha entusiasmato e per giorni non siamo riuscite a smettere di parlarne fin quando abbiamo deciso di discuterne seriamente e abbiamo iniziato ad abbozzare la storia e i personaggi.
Il genere fantascientifico è uno di quelli che ci piace di più, per questo lo abbiamo scelto per Broken Lights.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Sia io che Emma abbiamo un profilo Facebook, inoltre abbiamo di recente creato una pagina dedicata al nostro libro. Si chiama “Broken Lights”, se siete interessati potrete facilmente trovarla su Facebook.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Innanzitutto ci piacerebbe portare a termine la storia di Broken Lights, che secondo i nostri progetti dovrebbe comprendere altri due libri. Abbiamo abbozzato qualche capitolo del secondo libro e abbiamo già le idee abbastanza chiare su come dovrebbe essere strutturato il terzo. Per il resto ci sono già venute in mente altre interessanti idee per dei possibili progetti futuri.
Riserviamo l’ultima parte dell’intervista a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Ho appena iniziato l’Università. Non so ancora dove mi porterà, ma so di aver scelto l’indirizzo più adatto a me, ovvero quelle delle scienze psicologiche. La mente umana mi ha sempre incuriosito e studiarne tutti i meccanismi è una cosa che mi affascinata molto.
Cosa le piace?
Penso sia ormai chiaro che alcune delle mie principali passioni siano quelle della scrittura e della lettura. Per il resto mi piacciono anche il cinema e la musica, con un profondo amore per le serie TV. Anche se non amo particolarmente i luoghi affollati faccio sempre un eccezione quando si tratta di andare a vedere i concerti delle mie band preferite. La musica dal vivo è qualcosa di imperdibile per quanto mi riguarda.
Cosa non le piace?
Non mi reputo una persona molto socievole. Preferisco evitare luoghi come i locali o le discoteche, a meno che non si tratti di una rara eccezione. Non mi piace cucinare (forse dipende dal fatto che sono totalmente negata) e lo lascio volentieri fare agli altri.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Reputo fondamentale rimanere coerente con me stessa. Non mi piace fingere di essere diversa da quella che sono pur di piacere alla gente. Anche per questo penso che gli amici di cui mi circondo siano persone di cui mi posso fidare e, soprattutto, persone a cui piaccio veramente, dal momento che non ho mai finto di essere qualcun altro.
Dopo aver conosciuto Alessia Lopis, ecco che ci accingiamo a conoscere Emma Carrubba.


Una domanda diretta: com'è stato lavorare a quattro mani?
Personalmente è stata una fortuna lavorare con una persona con la quale ho così tanta sintonia come Alessia. Mi è sempre piaciuto scrivere ma penso che entrambe, lavorando insieme, siamo riuscite a trovare gli spunti che da sole non eravamo in grado di trovare. Tra l’altro sono certa che sia stato più divertente di quanto sarebbe potuto essere se avessimo lavorato da sole.
Vuole aggiungere qualcosa a quanto detto dal coautore?
Lavorare a questo libro è stata una delle cose più divertenti ed entusiasmanti che abbia mai fatto e sono grata di aver raggiunto questo risultato. La parte più divertente è senza dubbio stata quella della strutturazione della trama, la creazione dei personaggi, fare in modo che avessero delle personalità reali, ognuno con i propri pregi e propri difetti.
Anche per lei qualche domanda personale: il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
Questa è sempre una domanda a cui è difficile dare una risposta. Penso che i libri del Trono di Spade siano alcuni dei miei preferiti, accattivanti sia per trama che per personaggi. Ultimamente ho letto (e anche Alessia, ovviamente) Illuminae e Gemina di Amie Kaufman e Jay Kristoff, un esempio di quanto possano risultare incredibili le opere scritte a quattro mani.
Se potesse cambiare qualcosa nel mondo in cui viviamo cosa farebbe?
Probabilmente cercherei di fare in modo che la gente sia più consapevole dell’impatto che ha su questo pianeta. Penso che le persone dovrebbero avere più rispetto per gli altri e per l’ambiente. Credo che questo sia un aspetto molto interessante in Broken Lights: le condizioni in cui versa la Terra ha portato le persone ad avere molto più rispetto e quasi una sorta di gratitudine nei confronti della natura, grazie alla quale sopravvivono.
Progetti editoriali in cantiere?
Come ha detto Alessia, siamo già al lavoro sul seguito di Broken Lights. Abbiamo intenzione di concludere questa storia che ci appassiona così tanto, e che speriamo possa appassionare tanti altri. Il nostro sogno è di continuare a scrivere, speriamo che la nostra passione per la scrittura possa diventare più di un semplice hobby. Ci piacerebbe farne a tutti gli effetti un vero e proprio lavoro. Siamo ancora giovani, c’è ancora tempo per far avverare questo nostro sogno, anche se siamo già sulla buona strada.