Intervista a Marta Nicolussi

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Il suo libro

Il teatro a due facce

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03/07/2017

Marta Nicolussi è nata a Valdagno (Vi) nel 1954. Nel 1966 si trasferisce a Mestre dove vive tutt’ora. Laureata in Lettere Moderne all’Università di Padova, trova impiego in banca dove resta per trent’anni, lavorando in diverse filiali della provincia di Venezia. In pensione dal 2010, decide di dedicare più tempo alla propria famiglia, al volontariato e ai suoi hobby. Ha pubblicato i due romanzi, entrambi editi da Albatros il Filo, L’Uomo dai fili d’argento (2013) e Diamoci la mano (2014).

Eccoci, curiosi e interessatissimi finalmente conosciamo Marta Nicolussi, autrice del libro “Il teatro a due facce”.
Eccomi, sono io, di carattere un po’ timido e riservato, ma se siete curiosi.. “Vi parlo di me” ….
Ci vuole dire come mai è arrivato a questa pubblicazione?
Ho riconosciuto in me una passione innata: mi piace guardare e osservare le persone, in genere, il loro modo di fare, di parlare, di muoversi, per arrivare a scoprire o intuire il loro carattere e i loro pensieri. Da qui sicuramente sono nati e tratteggiati i personaggi adulti del mio racconto, sospesi tra il grottesco e l’umoristico.
Da quando ho avuto i miei due figli poi, ho iniziato a osservare con attenzione anche il comportamento dei bambini, soprattutto quando sono vivaci e curiosi di scoprire e capire il mondo che li circonda. E mi piace perché lo fanno con spontaneità e naturalezza.
Insomma mi piace immaginare un mondo dove bambini e adulti possano essere sinceri e disinvolti, senza dover cercare inganni e stratagemmi per mostrare agli altri ciò che in realtà non sono.
A questa verità punta proprio la storia che ho inventato.
Quando e come nasce “Il teatro a due facce”?
Nasce da un desiderio di lanciare una sfida all’uomo di oggi rappresentando le due facce di uno stesso importante messaggio:
1 – L’idea di vincere la tentazione di vivere dietro a una tenda di protezione, la tanto decantata privacy, che ci fa prigionieri e ci impedisce di comunicare con chi è vicino, se non rispettando le severe regole del distacco.
2 – L’idea di non rassegnarci a vivere accontentandoci di vedere e intendere solo ciò che appare per finire col trovarsi d’accordo forzatamente con ciò che la maggioranza dice e sostiene, spesso senza prima pensare.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
No, ho provato tempo fa ad aprire un profilo Facebook, e poi ho scelto di non utilizzarlo e chiuderlo, ritenendo che fosse troppo il tempo dedicato a selezionare e scremare i messaggi in arrivo, che quello utile a tenere contatti significativi.
Preferisco di gran lunga stabilire e mantenere contatti diretti (via mail o WhatsAp), nei limiti del possibile. Per ora penso :“Chi mi cerca, mi chiama, o si farà vivo!” Ma non si sa mai … potrei ripensarci!

Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Al momento non sto scrivendo materialmente, ma ho molte idee e progetti in mente. Di solito “mi scrivo in testa” i punti salienti di un ipotetico racconto, finché all’improvviso mi compare il titolo appropriato. E da quello parto. Prima o poi vorrei dedicare un racconto agli anziani di oggi, personaggi spesso tenaci ma pure sconosciuti o ignorati. Al loro tempo hanno affrontato di tutto e di più: guerra, fame, emigrazione, ma hanno anche sperimentato dal vivo la solidarietà e l’aiuto tra le famiglie. Hanno saputo costruire speranza nel futuro, coscienti di dover “partire” da poco o niente. I loro racconti preziosi, possono essere di grande insegnamento per i più giovani, che spesso tendono a pensare di poter avere e fare tutto facilmente.

Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Sono sposata da più di trenta anni. Vivo con mio marito e, visto che i nostri figli stanno avvicinandosi alla trentina, cerchiamo insieme di impegnare più tempo ai nostri ideali di vita, cercando di favorire nello stesso tempo, le passioni e le capacità di ciascuno di noi.
Abbiamo due caratteri molto diversi, lui più operativo, io più contemplativo, ma questo non ci impedisce di coltivare profondi legami di amicizie in comune, progettare viaggi insieme per confrontarci con nuovi ambienti e nuove culture, partecipare a iniziative culturali, quali visite guidate a città o musei e mostre. Svolgiamo attività di volontariato dedicate spesso agli anziani o di supporto ai ragazzi, come il doposcuola.
Cosa le piace?
Mi piace vivere la “dimensione famiglia” con tutte le sue implicazioni e sfumature. Sperimentare ogni giorno la catena degli affetti, della vicinanza e della collaborazione tra i coniugi, rivivere l’esperienza fatta per l’educazione dei figli piccoli e l’affiancamento responsabile e rispettoso agli stessi quando divengono grandi.
Mi piace per questo leggere romanzi che ricalcano tali tematiche o saggistica che affronti con approccio scientifico – matematico o con elementi più vicini alla spiritualità, la dinamica dell’animo umano, teso a scoprire sempre nuove dimensioni e nuovi aspetti della vita.
Cosa non le piace?
Non sopporto i film che insistono su scene di violenza e di sopruso del più forte sul più debole, tanto più se questi comportamenti sono fine a se stessi e non trasmettono insegnamenti e messaggi profondi a chi li segue.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Vivere onestamente e nella pienezza delle proprie capacità, accettando le sfide che la vita ogni giorno ci pone, senza fuggire da se stessi bensì affrontandole con forza e coraggio, per contribuire a costruire il presente con realismo e uno sguardo illuminato, che ci aiuti a vedere oltre e ritrovare la motivazione, ricca di mistero, da sempre racchiusa nel cuore dell’uomo.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
Mauro Villone, “Il Mistero della Libertà”
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?

“Chi la dura, la vince!”