Intervista a Luca Campo

L'Autore

Nessun dato inserito

Sei l'Autore?
Vuoi completare la scheda e inserire novità e completare il tuo curriculum letterario?
Clicca qui e aumenta la tua visibilità.

Il suo libro

L'anonimato

Poesie

Acquista online

10/07/2017

Luca Campo nasce nel settembre del 1995 a Santo Spirito, un piccolo paesino di mare in provincia di Bari. Fin da bambino esprime la sua fortissima sensibilità ed empatia nei confronti della gente che lo circonda, non perdendo mai occasione per descrivere a suo modo il mondo in cui sta crescendo. Dopo la morte del nonno materno, saldo punto di riferimento per il giovane autore, amante della poesia, decide in suo onore e dalla sua grande vena poetica, di dedicare parte del suo tempo alla poesia. Ispirato dalle esperienze vissute e dai costanti cambiamenti, crea fluidi versi che rispecchiano i suoi pensieri e la sua visione della realtà. Attraverso la poesia cerca dunque di spiegare l’ineffabile e di plasmare attraverso le parole quelle emozioni che agitano l’animo di ogni uomo.

Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Luca Campo, autore del libro “L'anonimato”.

Cominciano da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questa scelta?
Il titolo nasce in realtà dall'idea di voler descrivere un uomo privo di alcuna “direzione”. L’anonimo è figlio di un mondo dormiente, distratto dalla quotidianità, è un uomo bidimensionale che non ha e non cerca una profondità. L’anonimo è un uomo destrutturato e depersonalizzato in balia delle sue centomila personalità. La soluzione è dunque quella di abbattere le pareti delle proprie dimensioni e cercare l’elevazione attraverso qualcosa che possa riempire la propria profondità, come la poesia.
La copertina nasce da questo. L’uomo senza volto è un uomo senza caratteristiche che ne permettano il riconoscimento. La copertina è dunque la rappresentazione grafica dei miei pensieri.
Quando e come nasce 'L'anonimato'?
Tutto ha avuto inizio nel momento in cui è venuto a mancare il mio nonno materno, un uomo umile, sincero, anch'egli amante della poesia. In onore suo decisi di iniziare a scrivere dei pensieri, tra questi, una poesia dedicata a lui dal titolo “Grazie”. Così tra una poesia e l’altra ecco nascere l’idea di voler riunire tutti i miei testi e di scrivere un libro. Tuttavia, quale regalo migliore avrei potuto fargli, se non proprio questo.
Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questo libro?
No, non c’è stato un momento particolare. La chiave di volta è stata quella di non voler che i miei pensieri fossero fini a se stessi, ma che fossero condivisi.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Sì, utilizzo Facebook e Instagram, inoltre ho un profilo su entrambe le piattaforme virtuali chiamato “L’anonimato: pensieri e poesie” sul quale potete trovare in tempo reale ogni novità e riflessione.
Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.
- Cosa scrivo nelle mie poesie?
- Tutto ciò che non si riesce a leggere nei miei occhi.
Cosa le piace?
In realtà mi piace tutto. Ogni esperienza mi rende più ricco, dalla partita a calcetto con gli amici al più profondo viaggio interiore. Ogni istante è un nuovo tassello da aggiungere al mosaico della mia vita.
Cosa non le piace?
Non mi piacciono le etichette. L’uomo tende a categorizzare le emozioni e ad inserirle con la forza in uno schema predefinito. Io credo che nessuna emozione vada etichettata ma debba essere lasciata libera di evadere i confini della loro stessa definizione.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o un'adozione universitaria?

Al momento direi né una né l’altra. La traduzione in inglese, nonostante sia un’ottima possibilità di crescita personale, andrebbe a cambiare il sottile senso dei miei versi. L’adozione universitaria invece andrebbe a etichettare la mia scrittura, cosa che non desidero.
Io mi auguro semplicemente che il mio libro dia la possibilità ad ogni uomo di scavare dentro di sé e costruire la propria personalità.
Il suo pubblico ideale ha 20, 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Non credo di avere un pubblico con un’età particolare, d'altronde penso e spero che possano rispecchiarsi un po’ tutti nei miei versi.
Saluti i suoi lettori con un aforisma o una citazione che parli di lei e delle sue emozioni...
L’”impossibile” è un castello di carta. È nostro dovere intellettuale liberare la nostra mente da ogni tipo di preconcetto. Un mio aforisma a proposito di questo dice: “Quando il corpo non è capace, le idee non conoscono l’impossibile”.