Intervista a Vanessa Marini

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Il suo libro

Switch-off

Narrativa

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08/09/2017

Vanessa Marini nasce a Livorno il 18 agosto 1969. Ha frequentato l’I.T.C. Calamandrei di Livorno e la Facoltà di Economia Aziendale di Pisa. Lavora in banca al Monte dei Paschi di Siena. Attualmente vive a Rosignano Solvay con le sue due figlie gemelle. Suo padre è un pittore, autore tra l’altro delle precedenti copertine dei suoi libri. L’autrice ha esordito nel 2016 con il primo di cinque libri che compongono una collana intitolata “Le donne sono farfalle, non formiche”, dedicata alla violenza, agli stereotipi e alle discriminazioni di genere. Tutti editi da Kimerik, sono La lama invisibile, La ragazza che dipingeva sui muri, Io mi salvo da sola e Muri di cristallo. Swich-off - Vittima collaterale chiude il progetto volto alla sensibilizzazione riguardo a questi temi di grande attualità e al mondo delle donne in generale.

Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Vanessa Marini, autrice del libro “Switch-off”.


Cominciano da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?
Intanto la copertina è un quadro di mio padre, Marini Mario, in continuità con tutte le altre copertine dei miei libri precedenti. Il titolo invece ha una duplice valenza. E’ il nome di un progetto europeo che si è occupato di analizzare l’esperienza dei figli rimasti orfani per femminicidio. Inoltre il riferimento alla traduzione letterale, “spento”, ci riconduce all’idea del buio traumatico in cui cadono improvvisamente queste vittime collaterali della violenza di genere a seguito dell’evento che li rende doppiamente soli con la madre uccisa e il padre in carcere o suicida.

Quando e come nasce 'Switch-off'?
Questo libro è l’ultimo nato di una collana “Le donne sono farfalle e non formiche” volta alla sensibilizzazione verso il tema degli stereotipi, discriminazione e violenza di genere. Tema purtroppo di grande attualità. Questo romanzo è la storia di una bambina vittima di violenza assistita e della sua lotta per sopravvivere alla perdita della madre uccisa dal padre. Il libro si pone anche l’obiettivo di gettare uno sguardo nel menage familiare di una coppia mista, in cui lei è un’italiana cattolica e lui un immigrato musulmano.
Attenzione, non voglio essere fraintesa, però. Il mio libro non ha uno sfondo razzista o islamofobico. E’ solo l’evidenza di un’ennesima faccia della violenza di genere, perpetrata in questo caso per motivi religiosi. La violenza è sempre un reato ed è sempre ugualmente grave, chiunque sia la vittima e chiunque sia il criminale. Vorrei solo far capire quanto possa essere difficile integrare persone che provengono da culture e consuetudini, oltre che leggi, dove la donna è trattata come un essere subalterno al maschio se non addirittura come una proprietà, simile ad una capra o un campo. Onestamente non sono disponibile a cedere a questo di modo di pensare e non trovo giusto che le nostre leggi, così faticosamente conquistate, debbano essere interpretate in modo restrittivo solo per andare incontro ad una cultura che noi ospitiamo. L’integrazione è possibile solo se è una strada a doppio senso e se che viene nel nostro paese rispetta le nostre leggi.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Si ho un profilo Facebook e una pagina dell’autore aperta sul portale della mia Casa Editrice Kimerik.
Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Il mio pubblico è generalmente femminile tra i 30 e i 60 anni. Ma non vorrei che restasse così. Vorrei attrarre anche donne più giovani, e soprattutto uomini perché credo che su questi temi sia necessario un cambiamento culturale globale, soprattutto per quanto riguarda l’impegno educativo verso le nuove generazioni.