Intervista a Gianpaolo Limardi

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Il suo libro

Il sorriso di un arcobaleno

Narrativa

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04/10/2017

Nato a Roma l’1 luglio 1969, Gianpaolo Limardi è sposato, ha due figli e vive a Foggia dal 2005. Giornalista dal 2001, ha lavorato per radio, giornali e siti web, occupandosi prevalentemente di calcio, che ha sempre cercato di raccontare liberandone le sensazioni più coinvolgenti. Questo è il suo primo libro.

Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Gianpaolo Limardi, autore del libro “Il sorriso di un arcobaleno”.

Cominciano da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?

Inizialmente avevo in mente un titolo più articolato, poi però ho riletto una delle mie poesie inserite nel libro e ho incrociato un verso che parlava proprio del “sorriso di un arcobaleno”. E considerando che l’immagine dell’arcobaleno ritorna in momenti importanti nella vita del protagonista del libro, alla fine ho scelto questo titolo, la cui essenza sensoriale è stata riprodotta graficamente in maniera perfetta nella copertina. Davvero bellissima!
Quando e come nasce 'Il sorriso di un arcobaleno'?
“Il sorriso di un arcobaleno” nasce dalla volontà di condividere un’esperienza di vita attraverso la scrittura, che rappresenta l’espressione più consona ai miei talenti naturali. In realtà non c’è stato un tempo specifico in cui è germogliata l’idea di scrivere il libro, è stato un procedimento quasi fisiologico che mi ha portato un giorno davanti alla tastiera del computer, di fronte a un foglio bianco, a percorrere i primi passi di quest’avventura meravigliosa.
Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?
Claudio, il protagonista del libro, affida le memorie della sua storia al mare. Forse sono stati proprio gli squarci straordinari di un mare come quello del Gargano ad ispirarmi. Ma con certezza, il fattore decisivo è stato la definitiva riunione con la mia famiglia, dopo diversi anni in cui per ragioni di lavoro sono stato costretto a viaggiare molto, rimanendo con moglie e figli solo per una porzione di settimana.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Devo dire che il mio rapporto con i Social è sempre stato molto conflittuale. La virtualità non apparteneva al mio modus vivendi, molto più portato al contatto diretto, alla telefonata che alla messaggistica di qualsiasi forma. Poi però, proprio questo progetto editoriale mi ha spinto a crearmi un profilo Facebook con il mio nome e cognome, Gianpaolo Limardi, che utilizzo oggi soprattutto per condividere le notizie e le emozioni che riguardano il libro.
Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: “Si faccia una domanda e si dia una risposta”.
La domanda me l’ha fatta mio figlio più piccolo, di sei anni, sul palco della prima presentazione de “Il sorriso di un arcobaleno”. Mi ha chiesto: “Papà, ti piace la tua vita?” E io gli ho risposto: “Sì, mi basta veder sorridere voi e la mamma per essere felice”.
Cosa le piace?
Scrivere. Prendo in prestito una frase di Mario Vargas Llosa, citata anche nel libro, che dice: “Scrivere è la cosa migliore che mi sia capitata e che possa capitarmi, perché scrivere significa per me il miglior modo di vivere possibile”. Non credo serva aggiungere altro.
Cosa non le piace?
Vedere ragazzi che giocano più con i cellulari che con il pallone.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Una traduzione in portoghese. Chi leggerà il libro capirà il perché.
Il suo pubblico ideale ha 20, 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Il mio target è un pubblico senza età e che legga senza pregiudizi. Che si lasci guidare dalle emozioni e che sappia ancora meravigliarsi di fronte alle sorprese della vita.
Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni...
Ho vissuto e dopo aver vissuto ho scritto.