Intervista a Alessandra Gallo

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Il suo libro

Viaggio nella relazione di aiuto

Narrativa

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30/10/2017

Counselor Analista Transazionale, dedita allo studio di discipline che spaziano dalla psicologia, sociologia, neuroscienze, psiconeuroendocrinoimmunologia, musica, danza, all’arte terapia, l’Autrice è consapevole che il benessere psicosociale passa attraverso il possesso, per chi se ne occupa, di una visione integrata dell’individuo.


Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Alessandra Gallo, autrice del libro “Viaggio nella relazione di aiuto - Storie di Counseling, disoccupazione e malattia”.

Cominciano da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?
Il titolo fa riferimento al viaggio professionale di Orientatrice e Counselor Analista Transazionale intrapreso circa 20 anni fa, in cui mi occupo di persone disoccupate e malate di cancro. Si tratta di un viaggio nelle emozioni vissute attraverso la disoccupazione e la malattia.
Quando e come nasce 'Viaggio nella relazione di aiuto - Storie di Counseling, disoccupazione e malattia'?
L'idea di scrivere un libro é nato molti anni fa durante i miei colloqui di Orientamento rivolti a disoccupati realizzati per conto di alcuni Centro Impiego e in Università. Sono stati e sono colloqui importanti, intensi, in cui la ricerca del lavoro rappresenta una parte, seppur importante, della vita della persona cui si collegano, come un puzzle, altri aspetti della vita (salute, famiglia, relazioni, etc). Questo aspetto di complessità ho deciso di riportarlo trascrivendo le storie vissute e a me raccontate. Le statistiche relative al funzionamento dei servizi per l'impiego sono un modo di rappresentare le dinamiche quantitative di un mercato del lavoro. Ma io mi occupo di persone, non solo di numeri. Comunque, poiché sono anche Counselor Professionista e il mio lavoro é ascoltare, quando alle competenze di ascolto rivolto ai disoccupati ho aggiunto quelle di ascolto rivolto a donne malate di cancro istintivamente ho sentito dentro di me che era giunto il momento di scrivere per raccontare la disoccupazione e la malattia.
Il libro quindi racconta la complessità, l'articolazione della vita. Non credo ci si annoi, leggendo.

Infine, parlo di 'viaggio' perché ascoltare le persone entrando in relazione con loro significa entrare e osservare il loro mondo mentre ne raccontano aspetti problematici ma anche di bellezza, di cui capita che le stesse persone si meraviglino di quanto da loro vissuto.
É un viaggio nell'animo umano, in cui il tema della disoccupazione si può intrecciare con quello della malattia condividendo insieme (purtroppo) il 'dolore sociale', di cui parlo nel libro.



Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?
No, non c'é un luogo fisico. O meglio: é il mio cervello la sede del processo di elaborazione dell'idea, partorita in quattro e quattr'otto' nei primi mesi del 2017. Ricordo che una sera all’improvviso ho avvertito la necessità di scrivere, di buttar fuori. E ricordo che ho trascorso successivamente un paio di mesi intensi a recuperare nella mia memoria e nei files del mio pc le storie che avevo conservato tempo fa in previsione di un libro.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Si. Ho un profilo personale su Linkedin e Facebook. Inoltre con Humanacare Onlus (www.humanacare-onlus.it), cooperativa sociale onlus, mi sto occupando di servizi di assistenza domiciliare rivolti a persone anziane e/o malate e ai loro familiari e di servizi di Counseling, che a breve realizzeremo via Skype in ambito oncologico per l'Associazione Nazionale Il Nastro Viola (malati di tumore al pancreas).

Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.
Mi pongo la domanda rivoltami da mia madre: “Cancro? Ma ti occupi anche di cancro? Non ti basta la Musicoterapia, l’Orientamento e il Counseling?”
Risposta: “ E perché non dovrei? Non ho problemi ad affrontare l’argomento “cancro” visto che descrive parte della vita...anche la mia”
Cosa le piace?
Mi piacciono le emozioni espresse nelle biografie delle persone
Cosa non le piace?
Non mi piace il giudizio espresso a priori
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Per il mio libro mi augurerei una trasposizione cinematografica per il semplice motivo che parlo della vita delle persone in cui inserisco anche parte della mia.
I colloqui rappresentano brevi flash di vita vissuta in cui le emozioni sono il motore delle azioni, delle scelte e delle non scelte raccontate sullo sfondo di una relazione tra persone. Perché siamo persone, in primis. Poi viene il resto.

Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Il mio pubblico può spaziare dal 20 enne al 70 enne. Non esiste un target di riferimento. Chiunque abbia interesse a osservare da lontano la realtà altrui per trarne eventualmente spunti di riflessione, può leggere questo testo. Osservare leggendo è molto utile..

Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni...
“La musica è sentimento, emozioni, momento in cui la mente si libera da oscuri pensieri e volteggia in uno stato quasi di estasi”