Intervista a Suzanne Maier

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Il suo libro

Tra le braccia del tempo

Narrativa

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17/11/2017

L’autrice Susanne Maier, è un’imprenditrice internazionale che ha maturato negli anni una vasta esperienza professionale in oltre trenta paesi europei ed extra europei, operando in vari settori e permanendo per lunghi periodi in Medio ed Estremo Oriente. Dalle molte esperienze e avventure vissute per il mondo e dai vari, interessanti personaggi incontrati nella sua vita, ha tratto lo spunto per scrivere questa sua opera prima, e un secondo romanzo in via di pubblicazione. Vive e lavora a Roma.

Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Susanne Maier, autrice del libro “Tra le braccia del tempo”.


Cominciano da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?
Il titolo e il sottotitolo “Tracce di vite e di leggende”, sono ovviamente legati al contenuto del romanzo in cui le vicende narrate si verificano in tempi diversi e lontani fra loro.
In tempi moderni, nel drammatico periodo a cavallo dello scoppio della seconda guerra mondiale per quanto attiene alla sostanza della storia che riguarda il protagonista Kurt Maier, e nel cuore del Medioevo per quanto attiene alla leggenda del Ponte dei quattordici passi.
Quando e come nasce 'Tra le braccia del tempo'?
Questo romanzo nasce oltre sette anni fa come storia ambientata quasi interamente in Germania, indirettamente collegata a quello che doveva essere il mio primo romanzo intitolato “Il segreto di Sophie”, ambientato in Francia ed in altri paesi europei, africani e mediorientali, che sto invece scrivendo attualmente come mio secondo libro, che spero di dare alle stampe entro la fine del prossimo anno.
Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?
Sì, il momento si è verificato all'improvviso quando sono giunto ad un terzo della scrittura del romanzo “Il segreto di Sophie”, in cui il padre della bambina Suzanne Maier decide di abbandonare la famiglia quando sua figlia ha solo poco più di tre anni.
Giunto a quel punto della storia mi venne l’idea di scrivere qualche capitolo per descrivere le vicende della sua vita e della sua sorte dopo aver abbandonato la famiglia. E’ qui che la fantasia mi ha poi preso la mano ed ho impiegato quasi sette anni per scrivere un intero romanzo di 480 pagine sulle vicende di vita di Kurt Maier che in realtà non ha poi alcun collegamento con la seconda opera che sto scrivendo che ha tutt’altro soggetto e storia.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Suzanne Maier è su facebook.
Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.
Ritiene che il suo romanzo possa interessare molti lettori e perché?

Ritengo di sì perché è un romanzo volutamente ricco di contenuti come: l’amore, i sentimenti, l’amicizia, il sesso, la religione, la paura e la morte, fondamentali tasselli del complesso ordito che è l’esistenza umana.
Costruito su personaggi effettivamente esistiti ed altri puramente immaginari, mescolando invenzione e realtà, fantasia e documentario, frammezzato fra diversi riferimenti letterari e storici, il romanzo si ripropone di immergere il lettore in un profondo viaggio emotivo, fra ricordi e riflessioni, percorso attraverso un caleidoscopio di esperienze in cui ognuno può riconoscersi e si conclude con un inatteso e sorprendente finale.
Cosa le piace?
Considerando che ho quasi ottant'anni, il futuro - come si dice - è ormai dietro le spalle. Dunque la mia curiosità, la voglia di vivere, di correre l’avventura, il coraggio di affrontare la vita con tutte le sue incognite, hanno già trovato ampia risposta in passato e posso dire che essendo riuscita, anche se con tanta fatica, a superare le tante difficoltà ne sono piuttosto soddisfatta.
In conclusione ho, comunque, imparato che per quanto ci possiamo sforzare, il nostro destino è già stato scritto altrove e quindi in questo momento della mia vita, la mia condizione di imprenditrice in pensione mi fa amare la scrittura ed ogni forma di arte.
Cosa non le piace?
Tornando ai miei quasi ottant’anni, nonostante le molte difficoltà che ha dovuto superare la mia generazione, non mi piace il degrado morale, oltre che fisico che mi circonda a tutti i livelli, e che nella mia ormai lunga vita ho visto progressivamente prodursi senza riuscire ad arrestarlo in alcun modo.
Temo quindi che di questo supposto “progresso”, le future generazioni soffriranno molto.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?

Per il mio libro mi augurerei per primo una traduzione in tedesco perché le vicende trattate nel mio romanzo sono ambientate per lo più in Germania.
Ma anche la traduzione in inglese non sarebbe male, perché molti degli argomenti che sono alla base del libro hanno importanti riferimenti storici e letterari da cui, chi nel mondo non li conosce, può trarre importanti insegnamenti.
Quanto ad una eventuale trasposizione cinematografica, ben venga perché le molte vicende raccontate permetterebbero ampi spazi alla sceneggiatura ed alla regia di valorizzarle.
Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Il mio pubblico ideale ha dai 40 agli 80 anni, acculturato, perché i fatti narrati nel romanzo, essendosi sviluppati in larga parte in periodi storici molto importanti, sono da ricordarsi in quanto non del tutto, o affatto conosciuti e sono essenziali per la storia vissuta dalle persone di quelle generazioni.
Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni...
Scriveva Luigi Pirandello: “La vita o la si vive o la si scrive” ed io lo sto ancora facendo con grande emozione.