Intervista a Simone Zecca

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Il suo libro

Alla ricerca della libertà

Romanzo

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04/01/2018

Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Simone Zecca, autore del libro “Alla ricerca della libertà”.
Simone Zecca nasce il 1996 a Sondrio. All’età di diciassette anni inizia a lavorare come programmatore di macchine a controllo numerico da un piccolo artigiano. A diciannove anni inizia a lavorare come pizzaiolo e a vent’anni si licenzia e decide di partire e viaggiare per la Spagna. Finisce il suo primo libro e a ventuno anni completa il suo secondo libro, il seguito del primo, e a fine anno finisce di scriverne un terzo. Ora, sempre a ventuno anni, sta per iniziarne un quarto. Momentaneamente vive in Spagna, dove vorrebbe vivere la maggior parte della sua vita e sopravvivere grazie alla scrittura e ai suoi libri.
Cominciano da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?
Per la copertina ho deciso di utilizzare un’immagine che assomigliasse a un quadro descritto nell’opera, il quale rappresenta la vista che si ha dove ho la casa in montagna. Ho deciso di scegliere come titolo “Alla ricerca della libertà” perché il mio personaggio (come la gran parte della popolazione) non è libero e perciò scappa in Spagna, alla ricerca della libertà, ma si accorge che anche se, apparentemente è libero e può esprimere la sua volontà come meglio crede, è schiavo dei veleni della società e del capitalismo, si accorge che le città sono sudicie e infime, così, dopo aver appresso il necessario per poter sopravvivere, si avvia verso la vita nella natura selvaggia e tra pochi mesi uscirà il seguito, dove Wayne creerà qualcosa di spettacolarmente magico.
Quando e come nasce 'Alla ricerca della libertà'?
L’idea di scrivere codesta opera mi è venuta quando avevo vent’anni e lavoravo come pizzaiolo. Lavoravo cinque sere su sette e la notte finivo tardi e iniziai a soffrire d’insonnia, la notte pensavo molto e da quando mi svegliavo a quando iniziavo il lavoro avevo molto tempo libero, così, un bel giorno, decisi di scrivere un libro sull’adolescenza immaginaria di un ragazzino della mia valle e decisi di inserirci i miei pensieri.
Ho deciso di scrivere la verità e la realtà dei fatti, cosa realmente la notte succede per le strade della Valtellina e del mondo e sentivo la necessità di scrivere la mia opinione, le mie idee su ciò che penso di questo mondo, perché io credo che al giorno d’oggi le persone veramente libere siano davvero poche, se ci guardiamo attorno, se usciamo qualche attimo di casa, ci possiamo accorgere che noi tutti non siamo realmente liberi ma siamo schiavi di un sistema capitalistico che ci induce a consumare e ci induce a desiderare oggetti a noi inutile e senza i quali potremmo vivere tranquillamente, ci induce a lavorare come schiavi per ottenerli e ci opprime e ci rende infelici ogni giorno.



Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?
Non c’è un luogo in particolare dove mi piaccia scrivere, scrivo ovunque, le uniche cose di cui ho bisogno quando scrivo sono poche; della musica tranquilla e rilassante, della solitudine e della marijuana che ampli la mia creatività e la mia immaginazione.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?

Non sono una persona a cui piacciano i social, credo che la creazione di un social network con lo scopo di poter sentire e vedere, grazie alle videochiamate, persone che vivono lontane da te alle quali si vuole bene sia una buona invenzione, ma l’utilizzo al giorno d’oggi lo trovo un poco squallido, però anche io, come la maggior parte della gente, ho e utilizzo Facebook.
Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.
Non crede di esser stato un po' troppo volgare, erotico e un po' troppo esplicito nel suo libro? Non crede di aver usato un linguaggio un po' troppo spinto, scurrile e osceno?

Domanda interessante, alla quale risponderò con un'altra domanda.
Dov’è la differenza tra l’essere esplicito o l’esser vago e allusivo su una determinata scena?
La risposta è nessuna, anzi, l’unica differenza che esiste è che nel primo caso, nell’essere espliciti, la scena la descrive l’interlocutore e quindi è come te la spiega egli, mentre nel secondo caso, se l’interlocutore è vago e allusivo egli lascerà il compito di immaginarti la scena alla tua immaginazione, ma ciò nonostante, non toglie il fatto che sia a esser espliciti, sia a esser allusivi il finale della scena è il medesimo. Inoltre si certo, il mio libro è un poco volgare e un poco erotico, ma senza l’amore e il sesso come potrei scrivere un libro? Essi sono fondamentali in una storia e in ogni vita umana, inoltre basta accendere la televisione qualche ora per sentire qualche volgarità e per vedere qualche oscenità.

Cosa le piace?
Mi piace la musica, la natura, il divertimento e la festa, mi piace sentirmi libero e vivo, mi piace godere di ogni giorno come se fosse l’ultimo, mi piace spreme e vivere a pieno ogni giornata, mi piace vivere senza festività da celebrare o da rispettare, senza dio da venerare, mi piace vivere senza orari e scadenze, se voglio fare qualcosa la faccio, non mi precludo nessun piacere, mi piace viaggiare, il mistero, scoprire e vedere luoghi nuovi e conoscere culture e stili di vita di tutto il mondo e mi piacciono le strade tortuose e in salita.
Cosa non le piace?

Odio la monotonia, la routine quotidiana e la prevedibilità, odio le persone che sfruttano altre persone e odio esser sfruttato, odio il sistema, le banche, i governi, le chiese, il capitalismo, la globalizzazione e disprezzo i soldi e il valore che a essi viene attribuito, odio le persone materiali e false, odio i bigotti e gli uomini-pecora.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Probabilmente una trasposizione cinematografica potrebbe esser vista da più persone e di conseguenza aver maggior successo, ma in primis, fama e successo non sono ciò che cerco, inoltre amo leggere e adoro i libri e preferirò sempre carta e inchiostro a uno schermo, perciò sarei lieto se il mio libro venisse tradotto e sarei più che onorato se quest’opera (e tutte quelle future) venisse tradotta in un'altra lingua, e perché no, in tutte le lingue del mondo e farsi che il mio pensiero, le mie idee e le mie parole arrivino in ogni angolo del globo.
Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Credo che chiunque abbia più di vent'anni possa leggere questo libro, non scrivo per nessuna specifica età.
Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni...
Spero che la lettura del mio libro sia piacevoli per tutti, ho già terminato di scrivere il seguito e uscirà tra qualche mese, inoltre alla ricerca della libertà sarà una trilogia e in un futuro uscirà anche il terzo, sempre che riuscirò a vivere scrivendo. Questo è il messaggio che lascio per voi: ricordatevi che il tempo speso per leggere è come il tempo speso per amare: necessario alla vita.