Intervista a Luca Livelli

L'Autore

Nessun dato inserito

Sei l'Autore?
Vuoi completare la scheda e inserire novità e completare il tuo curriculum letterario?
Clicca qui e aumenta la tua visibilità.

Il suo libro

Qualcuno da perdere

Narrativa

Acquista online

10/01/2018

Luca Livelli ha ventidue anni e vive alla periferia sud-est di Milano. Dopo il diploma di ragioniere-programmatore, ha seguito il percorso universitario a Pavia per la laurea triennale di Co-municazione, Innovazione e Multimedialità. Ha continuato a coltivare la sua passione per la scrittura e, attualmente, collabora con la redazione di una rivista settimanale online: Le Journaliste.


Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Luca Livelli, autore del libro “Qualcuno da perdere”.

Cominciano da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?
Un ragazzo che guarda il cielo mentre cala il tramonto penso rappresenti nel modo migliore i momenti in cui ognuno di noi riflette nel pensare alle persone che ha perso.
Qualcuno da perdere è il titolo che rappresenta la mia storia, in cui il giovane protagonista Tyler si trova di fronte alla sua paura più grande: la paura di perdere tutte le persone più importanti nella sua vita. Partendo dal nonno che è la sua più grande figura di riferimento, passando agli amici fino alla persona che ama…
Quando e come nasce 'Qualcuno da perdere'?
Ci sono stati episodi nella mia vita che mi hanno fatto capire che tante volte ci accorgiamo dell’importanza di alcune persone solamente quando rischiamo di perderle. Tante volte avevo pensato di mettere per iscritto i miei pensieri senza poi mai farlo. Così con l’occasione della tesi di laurea, nell’Aprile del 2017, ho deciso di non raccontarmi più scuse e di scrivere una storia che potesse esprimere tutte le mie sensazioni. Sicuramente un episodio che mi ha spinto a fare nascere “Qualcuno da perdere” è stata la perdita di mio nonno, a cui ero molto affezionato e sicuramente rientrava in quella cerchia di persone da cui non mi sarei mai voluto separare. Una delle mie credenze più forti è che “le persone che porti nel cuore non muoiono mai”, così ho deciso di scrivere una storia e di dedicargli un personaggio, perché era una persona che sapeva amare e si meritava di rimanere per sempre vivo, in qualche modo…
Così ho pensato, Dio non posso essere, ma una storia la posso scrivere!
Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?
Si c’è un momento particolare, dopo aver visto il film “Hunger Games” mi sono chiesto come sarebbe stato possibile vedere lo stesso episodio da un altro punto di vista. Nel film la protagonista è coinvolta in un gioco mortale ed è tutto descritto dalla sua prospettiva, ma il suo ragazzo, sua madre e sua sorella seguono ogni attimo dei suoi combattimenti da dietro un televisore. Mi incuriosiva pensare a come si sarebbero sentiti loro nel rischiare di perdere una persona fondamentale per la loro vita.
Così poi ho pensato, e se non fosse solo una persona “importante” in pericolo, se lo fossero tutte, come potremmo sentirci?
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Si, ho un profilo su Facebook e su Instagram. Trovarmi è molto semplice, basta cercare Luca Livelli!
Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.
Ci sarà una continuazione di “Qualcuno da perdere”? Chi può dirlo…
Cosa le piace?

Trovo molto interessante che tutti possano immedesimarsi nel protagonista e nella storia, del resto tutti abbiamo “qualcuno da perdere”. Tutti abbiamo delle persone che sono la nostra forza, quella forza che non ci accorgiamo di avere ma che ci aiuta a svegliarci ogni mattina e che ci fa sciacquare la faccia prima di una dura giornata di studio o di lavoro.
Un altro aspetto che mi piace del mio libro è che racconto la mia storia in 100 pagine, non è uno di quei libri che ti porti nello zainetto tutta l’estate… si legge in qualche ora, tutto d’un fiato come ho scritto dietro la copertina!
Cosa non le piace?
Considerando che è il mio primo libro, penso sia ovvio che ci sia qualcosa che possa essere migliorato. Ma ho lavorato molto su questo mio progetto, e nel momento in cui l’ho pubblicato ero davvero felice. Non c’è niente che non mi piace, perché ho cercato di scrivere il libro che mi sarebbe piaciuto leggere: non troppo lungo, ricco di episodi e soprattutto di emozioni.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Il mio sogno è una trasposizione cinematografica. Penso potrei commuovermi se un giorno un proiettore di un cinema rifletterà sullo schermo i miei personaggi, che poi molti di loro hanno caratteristiche di persone che fanno realmente parte della mia vita. Il miglior amico di Tyler per esempio è molto simile al mio migliore amico.
Più che vedere un film, sarebbe come vedere la mia vita.
Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Senza alcun dubbio il libro è scritto in modo molto chiaro proprio per poter essere letto da chiunque. Il protagonista è un ragazzo di vent’anni e molti giovani potrebbero appassionarsi alla sua storia, che conserva però la caratteristica di poter far immedesimare chiunque.
Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni...
Non essere triste per chi non c’è più. Vivi ogni istante con gioia anche per lui.
Tante volte giriamo il mondo quando la felicità è nelle nostre tasche, per essere felici non abbiamo bisogno di molto, basta passare qualche minuto con le persone che ci vogliono bene. Perché oggi ci sono, e domani?
Se vivi al 100% quello che hai oggi non lo rimpiangerai mai domani!