Intervista a Mario De Crescenzo

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Il suo libro

Viaggio da Qui a Oltre

Narrativa

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13/01/2018

Mario De Crescenzo è nato nel 1949 a Salerno, città di sole, di mare, di molteplici esperienze. Laureatosi con ottimi voti a Napoli nel 1972, ha lavorato prima in provincia di Milano, poi si è trasferito in Sardegna, dove ha insegnato per molti anni nel Liceo di Iglesias, attuale sua città di residenza. Cultore di poesia da giovanissimo, ha ottenuto premi e riconoscimenti in diversi concorsi letterari, ai quali tuttavia, per scelta, partecipa assai raramente. Ha pubblicato nel 1989 la raccolta di liriche Grumi verdi Grumi rossi (Cultura Duemila Editrice) ed è presente nell’Antologia In linea con la Poesia edita da “Pagine” nel 2011.
Con questo Viaggio vuole offrire una panoramica ben più vasta e articolata della sua produzione, caratterizzata da inesauribile scavo del Sé e del Mondo, salda consapevolezza della funzione sociale dell’Arte, intenso appassionato originale impegno nella scelta di multiformi espressioni stilistiche.

Eccoci, curiosi e interessatissimi finalmente conosciamo Mario De Crescenzo, autore del libro “Viaggio da Qui a Oltre”.


Ci vuole dire come mai è arrivato a questa pubblicazione?
Credo che la Poesia sia un grande merito della Letteratura Italiana, abbiamo avuto Quasimodo e Montale Nobel, nonché altri Autori assai meritevoli. Tuttavia i lettori di poesia non sono molti, il grande pubblico (quando legge) legge altro, la qualità in genere della letteratura che circola non è sempre esaltante. La mia pubblicazione è una “scommessa” per presentare a tutti una raccolta poetica di buona qualità, se fossi meno modesto direi eccellente, per riavvicinare i lettori al gusto speciale della Poesia (Arte comunicativa di inimitabile espressività) ed elevare quanto possibile il livello medio della letteratura che consumiamo.

Quando e come nasce “Viaggio da Qui a Oltre”?
L’idea nasce più di un anno fa, sulla scia di una passione creativa per la scrittura che coltivo da adolescente. Precedenti pubblicazioni poetiche (ma anche in prosa su riviste) non davano un quadro esauriente della mia produzione e del mio impegno letterario, così ho deciso di lavorare attorno a un progetto organico, che desse una visione a tutto tondo della mia lunga evoluzione di contenuti e di stile. Da qui il senso di un VIAGGIO problematico, accidentato, ma capace anche di offrire certezze e valori. Permane la netta prevalenza dei componimenti poetici, ma compaiono anche alcuni interessanti e originali racconti.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Mario De Crescenzo è tranquillamente presente su Facebook.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Continuerò senz’altro a scrivere poesie, magari, data l’età, a carattere più “gnomico” che “lirico”… Ma un proposito che m’intriga è dedicarmi a una raccolta ampia di racconti o, perché no, a un romanzo di tipo antitradizionale, postmoderno, capace di fondere insieme temi forti e radicali per l’uomo contemporaneo, l’ossessione erotica, l’oppressione politica, il disastro ambientale, l’inquietudine religiosa …

Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Lasciato l’insegnamento, continuo a coltivare studi di vario genere, soprattutto umanistici, a volte un po’ dispersivi, ma non privi di approfondimento. Mi capita di tenere ogni tanto conversazioni all’Università della Terza Età, piuttosto apprezzate. Molto tempo naturalmente lo dedico alla vita familiare, con mia moglie cerco di curare attentamente la funzionalità della casa e dell’attiguo grazioso giardino in cui ho salvato alcune querce, ho due bravissimi figli abbastanza realizzati nel lavoro che ci hanno regalato quattro splendidi nipotini.
Cosa le piace?
Ho viaggiato molto in passato, ora un po’ meno, ma scoprire le novità del Mondo rimane una mia esigenza primaria. Amo fin troppo il mare (vivendo in Sardegna, ho attutito un po’ la mia nostalgia della natia Salerno), mi attrae la buona cucina, seguo lo sport, soprattutto il calcio (tifo per tre squadre, Juventus, Cagliari e Salernitana). Non trascuro le amicizie, vicine e lontane, che allietano diversi momenti della giornata e spesso risolvono problemi e situazioni.
Cosa non le piace?
Non essendo più giovanissimo, ho potuto constatare concretamente una progressiva involuzione dei rapporti sociali e delle psicologie individuali : la forte crisi economica e culturale che da decenni stiamo vivendo – non adeguatamente affrontata da classi politiche/dirigenziali spesso prive delle necessarie capacità – ha favorito una regressione generale (non solo dei giovani) verso la paura del futuro, una estesa chiusura egoistica , atteggiamenti di colpevole indifferenza verso chi purtroppo vive nell’indigenza e nel bisogno. Non mancano naturalmente singoli ed associazioni che si spendono con altruismo e generosità verso gli altri, ma la soluzione radicale di questi problemi non arriverà dal volontariato, bensì da serie e strutturali riforme economiche e politiche.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Fondamentale è la salute, senza la quale nulla si può fare. Salute fisica, per avere gambe e occhi aperti sulla Terra meravigliosa che ci ospita e merita di essere apprezzata, rispettata, goduta; salute fisica per essere autonomi, non dipendere dagli altri, non essere di peso. Salute mentale, per non abbattersi, non arrendersi mai, continuare – anche nelle circostanze più gravi – a credere nel Bello, nel Buono per sé e per gli altri, lottando con tutte le proprie forze (sia da soli che organizzati) per realizzarlo.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?

Difficile fare una cernita tra i molti che mi si affollano nella mente; dovendo proprio scegliere indicherei BENTORNATO MARX ! di Diego Fusaro (Saggi Tascabili Bompiani). Su un argomento teoricamente ostico, “filosofico”, il giovane Autore naviga con ammirevole scioltezza e chiarezza espositiva, togliendo dall’ideologia marxiana le foglie morte e ingiallite, ma recuperando un pensiero rivoluzionario che il mondo d’oggi potrebbe ancora utilizzare per un suo profondo e fondamentale riscatto.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
I pensieri sintetici e intensi spesso condensano un’intelligenza e una sensibilità supreme, sono molti nella nostra cultura quelli che ci attraggono. Diciamo che per me è irresistibile l’aforisma di Gandhi : “ Sii il cambiamento che vuoi vedere nel Mondo”.