Intervista a Edna Magenga

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Il suo libro

L'uomo che mangiava le rose

narrativa

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30/01/2018

Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Edna Magenga, autrice del libro “L'uomo che mangiava le rose”.


Cominciano da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?
Arrivare a questo titolo non è stato facile, in realtà l’ho deciso solo dopo aver terminato la prima stesura del libro. Inconsueto ma fortemente connesso con l’atmosfera surreale della storia. Per amore si fanno le cose più strane, le più folli.
Quando e come nasce 'L'uomo che mangiava le rose'?
In Bugatti Victoria i personaggi si muovevano intorno al mistero, a un castello di menzogne difficile da sgretolare senza far crollare anche certezze pensate indistruttibili. La protagonista di questo nuovo romanzo è la stessa di Bugatti, ma questa volta é lei, in prima persona, a fare i conti con se stessa, le sue scelte, il suo desiderio e una passione tenuta a freno per troppo tempo. Non si aspetta più niente quando accade tutto. E il suo mondo si capovolge, i sentimenti la travolgono, scopre cosa vuol dire amare fino al centro del sole o dell’inferno.
Dovremmo tutti augurarci una simile scoperta!
Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?

La storia “voleva“ essere scritta. C’era qualcosa di incompiuto in Bugatti. La protagonista doveva venir fuori con la sua anima, col suo cuore.
Era lei a bussare alla mia porta, non potevo non darle ascolto…

Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Edna Magenga, sono su fb, ma confesso che non amo particolarmente i social. Li utilizzo per fini pratici. Prediligo i rapporti personali.
Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.
“Perché scrive?”
“E’ la cosa che so fare meglio. Non scrivo per gli altri, lo faccio per me, per la mia anima, per la mia vita, per capire, per sognare.
I miei personaggi sono reali per me, e in ciascuno di essi c’è una parte di me.”
Cosa le piace?
Tutto ciò che è bello. Dipingere, la natura, la musica, la poesia.
La poesia mi commuove quanto un paesaggio mozzafiato.
Cosa non le piace?
Questa domanda mi renderà impopolare.
Non mi piacciono gli esseri umani in genere, la loro superficialità, la mancanza di passione, la distrazione che li fa rivolgere al nulla. Amo quelli che nel silenzio costruiscono cattedrali non quelli che si intruppano e vanno verso i pantani.
Non mi piace tutto ciò che proviene dalla mancanza di anima.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Non scelgo. Mi auguro una traduzione in inglese che porti a una trasposizione cinematografica!
Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni...
CHI AMA E’ CAPACE DI SVUOTARE L’UNIVERSO SENZA ASPETTARSI UNA RISPOSTA!


Grazie