Intervista a Cinzia Panarella

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Il suo libro

Storie, segreti con… caffè

Romanzo

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30/01/2018

Cinzia Panarella (Como, 1963) da venticinque anni lavora come naturopata. Ama la lettura e la scrittura. Ha scritto favole per bambini, poesie e viaggi in luoghi lontani. Questo libro è la sua prima pubblicazione.

Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Cinzia Panarella, autrice del libro “Storie, segreti con… caffè”.


Cominciano da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?
La scelta iniziale del titolo era: Storie intrecciate. Al termine della stesura del libro, ho pensato ad un titolo più sincero, come un buon caffè. Con in mano una tazzina di un buon caffè, si rivelano racconti. Da bambina, mi ricordo l’aroma di questa bevanda uscire fumante dalla moka, che mia madre faceva più volte al giorno con “il rito dell’accoglienza”. Vedevo mia madre insieme alla vicina di casa, alle amiche e parenti, gustarsi insieme il caffè, accompagnato a qualche confidenza, risata, segreto raccontato da custodire.

Quando e come nasce 'Storie, segreti con… caffè'?

Mi piace molto leggere e nel mio caso segue il piacere per la carta e penna. Molte pagine le ho scritte di pancia, di getto, una penna o matita a portata di mano su un foglio possibile. Quando ho iniziato a scrivere questo libro sentivo i personaggi già lì, stavano aspettando solo che potessi descriverli. E così intorno alle loro personalità ho scritto la storia.

Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?

Di quando in quando ho scritto qualche pagina per perdermi poi, in altro. Accade che mia madre ci lascia. Da lì, ho deciso che avrei scritto il romanzo. Radunando i fogli accantonati, lavoro, scrivo e mentre le parole danno senso alle frasi, il libro si costruisce.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Gradirei tanto suggerimenti. Da qualche giorno sono iscritta a facebook.

Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.
Vorrebbe fosse evidenziato qualcosa del libro?
Una cosa mi sta molto a cuore e vorrei fosse percepita dal lettore. Ho voluto ci fossero il nord e il sud come ambienti che si uniscono si piacciono non che si dividono. Ho voluto rompere il pregiudizio verso l’omosessualità, le persone che vivono ai limiti della società. Sensibilizzare al rispetto dei nostri amici animali, tanto generosi con noi! Quanto sia pesante il giudizio nei confronti di chi è diverso da noi, o ha fatto scelte discutibili. Ma come sempre il giudizio si fa sulle apparenze, su quello che vediamo. La realtà non è quasi mai quella che vediamo, o meglio vogliamo vedere.
Cosa le piace?
Amo il mare, le persone. La politica, quella che si pone al servizio dei popoli, dell’ambiente e dei bisogni veri. Amo le differenze, sono il vero arricchimento.
Adoro viaggiare, visitare paesi nuovi.
Cosa non le piace?
La mafia. La mentalità mafiosa, quella che salta le liste d’attesa negli ospedali, nel frattempo qualcuno muore. Il lavoro senza merito. Chi fa uso di droghe, non per giudizio nei confronti di chi ne fa uso, ma solo perché arricchisce le mafie, mentre loro pagano anche con la morte. Le mafie nuocciono alla società sana. E il razzismo, in qualsiasi direzione, credo sia una bruttura degli uomini e delle società. L’arroganza di chi crede essere migliore di altri.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Bella Domanda. Difficile la risposta. Per essere sincera ci ho pensato più volte. Non sarebbe male una fiction intitolata : Stories, secrets with…coffee! (vorrei poter mettere la faccina sorridente, scherzo!)
Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Non posso rispondere con precisione, ma chi l’ha già letto, sono persone di età dai 20 ai 70 e ne sono state piacevolmente entusiaste.
Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni...
Prima di chiudere con i saluti, vorrei dirvi che scrivere questo libro ha emozionato me per prima. Ho sorriso in alcuni momenti e ho pianto in altri. Quando l’ho visto come libro fisico, con la sua copertina che le dà un’identità precisa, l’impaginazione, le parole stampate, lo stretto a me come qualcosa di prezioso, ma che avrà una vita sua, io sono stata un mezzo. Spero faccia lunghi viaggi e porti ore liete a chi lo leggerà. Grazie a tutti di cuore.