Intervista a Fabrizio Ducceschi

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Il suo libro

I cipressi di Bajkal

Narrativa

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01/02/2018

Fabrizio Ducceschi nasce nel 1967 a Pietrasanta, da oltre trent’anni lavora autonomamente nel settore elettrico/elettronico, la passione per il cinema e la grande esperienza per i viaggi hanno generato, complice la sua fantasia, la sua prima opera letteraria, identificando nel suo romanzo il forte concetto di amore tra padre e figli tramandato dai suoi genitori. Non vuole definirsi uno scrittore e non ha la presunzione di esserlo, perché le sue parole in merito sono state chiare: “Per essere scrittore devi vedere bene dentro una stanza colma di vapore, ma io purtroppo porto gli occhiali”.

Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Fabrizio Ducceschi, autore del libro “I cipressi di Bajkal”.


Come mai questo titolo?
Era da moltissimo tempo che volevo scrivere una storia ma non avevo l'idea giusta fino a che non ho pensato ai cipressi di Bajkal
Non posso spiegarlo altrimenti svelo la trama del libro
Quando e come nasce 'I cipressi di Bajkal'?
Il libro nasce nell'ottobre del 2016 dopo che una domenica ho fatto visita ad un paesino di nome San Vivaldo in provincia di Firenze. Quel posto misterioso mi ha fatto venire le idee giuste per scrivere il mio libro
Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?
Si, come ho già detto San Vivaldo è stato fondamentale per l'input iniziale del testo
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Facebook ducceschi fabrizio o la pagina del libro I Cipressi di Bajkal
Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.
Cosa si aspetta da queso libro?
Essere riuscito a pubblicarlo per me è già un traguardo, dopodiché non ho aspettative tutto quello che viene lo accolgo con molta umiltà
Cosa le piace?
L'onesta delle persone, fortunatamente ne conosco qualcuna

Cosa non le piace?
L'ipocrisia, la falsità, le persone che si credono immortali
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Essendo un amante del grande schermo, sicuramente una trasposizione cinematografica
Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Il mio libro, per il forte contenuto, non è adatto a persone anziane e forse nemmeno a un pubblico troppo giovane il target giusto si colloca tra i 30 e i 60 anni
Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni...
Aprire la mente non è stato facile, scrivere certe cose mi destabilizzavano e mi si presentavano frequentemente nei sogni durante la notte, poi mi dicevo:
È solo un racconto....... non può esistere una storia del genere!
Spero veramente di sbagliarmi ma purtroppo non credo che quello che ho scritto sia così lontano dalla realtà.