Intervista a Gabriele Proglio

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Il suo libro

Ossa Rotte

Narrativa

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02/03/2018

Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Gabriele Proglio, autore del libro “Ossa Rotte”.


Cominciano da questo libro: Come mai questo titolo?
Sono due le ragioni fondamentali: la prima è che suona dannatamente bene, la seconda è che il protagonista di questa storia ne esce sovente con le “ossa rotte” dalle vicende narrate ma, a suo modo, vittorioso.. dimenticandoci la definizione di “vittoria” che si trova sul vocabolario.

Quando e come nasce 'Ossa Rotte'?
Nel 2013, mi ero preso una pausa, ovviamente forzata, dal lavoro e al posto di scrivere curriculum ho preferito scrivere un romanzo, che poi uso il termine “romanzo” a sproposito, un autore scrive un romanzo, io ho scritto solo una storia e magari un giorno spero che diventi “un vero romanzo”, ma quello lo decidono i lettori non sicuramente io.
Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?

Seduto alla scrivania del mio studio volendo raccontare una storia perché quelle che avevo davanti agli occhi, in quel momento, mi annoiavano. Penso che questo sia un denominatore comune quando si decide di raccontare qualcosa per iscritto.. ma difficilmente lo si riconosce.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Vorrei dire di essere molto attivo sui social .. e appunto lo dico. “Sono molto attivo sui social”. Ho un profilo Facebook a mio nome che ho riaperto quando ho scoperto della pubblicazione di Ossa Rotte solamente per parlare con quegli sporadici lettori che, fortunatamente a volte appaiono, generalmente sono sempre persone molto interessanti o magari sono solo abbaiato dalle lusinghe, a tutti piacciono. C’è anche una pagina chiamata, appunto, “Ossa Rotte” dove vengono pubblicate news, interviste, foto, eventi direttamente dall’universo intorno a quello che ho scritto. Siamo un buon numero dopo tutto. Infine un sito internet www.ossarotte.it che lo uso un po' come vetrina ed è ancora più immediato di un social. Si sono decisamente attivo su internet, non saprei nemmeno se sia un bene o un male .. ma è un dato di fatto.
Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.

Pronto, chi parla?
Sono Gabriele.
Già il fatto dire “sono” lo considero un traguardo.
Cosa le piace?
Ho degli interessi piuttosto comuni: sono appassionato di cinema, letteratura, animazione, musica, videogiochi , action figures e bevande in genere. Mi piace viaggiare ed è una cosa piuttosto banale dopo tutto.. ma la “cosa” che amo di più è sicuramente la mia famiglia, scrivi un libro pieno di sesso e porcherie e poi dai una risposta alla Adinolfi ..mica male eh? Però è vero.
Cosa non le piace?
Non mi piacciono le cose che prevedono un uso del cervello particolarmente limitato, sono uno spreco. Una risposta che forse non vuol dire niente, ma questa è.
Direi anche che non mi piace lo sport, ma non sarebbe preciso, semplicemente non lo comprendo molto. La situazione che cerco sovente di evitare è che qualcuno mi parli di sport perché non so mai cosa rispondere. Non sopporto nemmeno chi non si fida, lo trovo presuntuoso. Purtroppo ci viene “quasi insegnato” da bambini il fatto di non fidarsi .. ma è normale in un paese dove ci insegnano ad essere “furbi” piuttosto che intelligenti. Peccato.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Prima di arrivare a quel punto mi augurerei che venga letto. Ci sono persone che lo hanno letto che mi hanno riferito che il libro li ha addirittura aiutati a guardare la quotidianità in modo diverso .. inutile dire che questa è una cosa bellissima di cui vado orgoglioso.
Poi se devo fantasticare su quello che non accadrà mai, mi piacerebbe sicuramente un film, magari una serie tv italiana così la smetterebbero di rifilarci tutti quei telefilm dove i membri della criminalità organizzata italiana vengono dipinti in modo quasi mitologico, abbiamo così tante storie e così tanto talento da attingere in questo Paese che finiamo a produrre delle serie tv su Rosy Abate.. facciamoci i complimenti da soli.. penso che ognuno di noi sia responsabile.

Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Questa è una domanda dove viene sovente risposto: “chiunque può leggere questo libro”.. in effetti è così. Mi accontenterei anche del pubblico di Fabio Volo ma non perché voglia migliaia di lettori ma perché vorrei che smettessero di citarlo. Sognare costa niente ..è vivere il sogno che costa una vita, no?
Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni...
In questi casi mi viene sempre d’aiuto Karl Kraus:
“L’odio deve essere produttivo altrimenti è più intelligente amare.”