Intervista a Corrado Leoni

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Il suo libro

Migrare

Narrativa

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06/03/2018

Leoni Corrado nasce a Dro il 25 Settembre 1942. Laurea in economia politica, insegna Economia Aziendale. Vive a Casola in Lunigiana, diventando presidente della Pro Loco. È alla sua nona pubblicazione.

Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Leoni Corrado, autore del libro “Migrare”.
Cominciamo da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?
E’ un titolo che racchiude una somma di sentimenti e di sensazioni: curiosità, spinta alla conoscenza, voglia di vivere e sperimentare nuove conoscenze, insoddisfazione e nostalgia, realizzazione di sogni e della propria personalità. “Migrare” è un’esigenza ineluttabile dello spirito umano per ampliare e vivere esperienze che proiettino il singolo e l’umanità verso realtà che stanno al di là della “siepe” che ci circonda verso orizzonti infiniti. La copertina vorrebbe esprime tutto ciò.
Quando e come nasce 'Migrare'?
Nasce da un’esperienza personale degli anni settanta del ventesimo secolo, che si colloca nel contesto dell’emigrazione italiana in Germania. E’ un atto di attenzione per chi emigra sia all’interno di una nazione che all’estero, perché l’emigrazione nasce non solo da bisogni materiali, ma spesso da spinte ragionate per conoscere tramite la sperimentazione.
Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?

Raccontare è una spinta che matura con i fatti della vita e che si manifesta in vari momenti a gradi diversi con vicissitudini impreviste; ora la Casa Editrice Kimerik mi offre questa opportunità di rilanciare in seconda edizione un romanzo che esprime la voglia di miglioramento dei protagonisti e l’ammirazione dell’Autore per il popolo tedesco, che uscito distrutto e umiliato dalla seconda guerra mondiale è riuscito a creare una grande nazione civile e economica con un genuino respiro di rispetto e capacità organizzativa nell’accogliere gli stranieri.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?

Ho una pagina face book, che aggiorno con continuità. Collaboro con un settimanale “Il Corriere Apuano”. Da alcuni mesi mi confronto con un blog letterario “Les fleurs du mal” che mi ha gentilmente accolto come Editor.
In collaborazione con la Casa Editrice Kimerik ho uno spazio sul sito www.gruppokimerik.com/Autori/CorradoLeoni .
Cosa le piace?

Riuscire a meravigliarsi: osservare la natura, ascoltare, apprendere, Comunicare: leggere, scrivere e suonare il sax.
Cosa non le piace?
La presunzione, l’incompetenza, la doppiezza costruita a sistema.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Se dovessi scegliere: sarei orgoglioso di una traduzione in lingua tedesca per far conoscere il rispetto che esprimo per una cultura e una società, un popolo che sa riconoscere i propri errori ma che sa sognare e organizzarsi per una società libera ed equa. Una trasposizione cinematografica sarebbe un ambìto riconoscimento per il grande popolo italiano, da sempre migrante sul proprio territorio e all’estero, che sa confrontarsi con le culture che lo circondano.
Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Ritengo che per i ventenni il romanzo “Migrare”possa esser una fonte da cui attingere informazioni sulla Germania del secondo dopoguerra; i cinquantenni potrebbero confrontare le nostre istituzioni politiche e sindacali con quelle tedesche e elaborare proposte interessanti e utili per render più partecipativa e solidale la nostra società; i settantenni troveranno tracce del loro passato culturale sviluppatosi dopo il sessantotto con rimpianti o conferme.
Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni...
L’Odissea mi ha sempre turbato ed emozionato, Ulisse è l’emblema del “migrare” e nessuna espressione può superare i sublimi versi di Dante Alighieri:
“Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza'.