Intervista a Fulvio Uccella

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Il suo libro

Germogli d'autunno

Poesie

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20/03/2018

Fulvio Uccella, magistrato, già Presidente del Tribunale di Ascoli Piceno, oltre che aver diretto la Collana sul diritto di famiglia per i tipi della CEDAM ed essere autore di numerose pubblicazioni giuridiche, di recente pubblicate – cfr. Lo straniero (detenuto) tra diritto ed etica cristiana (Visioni etico-giuridiche all’alba di una nuova era), Libreria Editrice Vaticana, 2016 –, ha vinto nel 2005 il Premio letterario internazionale Rocca di Montemurolo-Prato con la poesia inedita Meteora. È autore di: Te voglio bbene assaje (emozioni amanti) (2004), Il Canto di Pegaso - in italiano (2006), Abbracciame pe’ sempe (2006), Pentecoste (l’effusione di trepido amore) (2007), Potente sinfonia (2008).


Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Fulvio Uccella, autore del libro “Germogli d'autunno”.
Sono nato e son vissuto in una famiglia che guardava alla magistratura come il segno sacrale della Giustizia, valore etico e sociale, capace di essere anche misericordia.
E questo ho vissuto durante tutta la mia vita da magistrato ed ho cercato di attuare, passando dall’ Olimpo della legittimità ( Procura generale e Corte di cassazione-4 novembre 1976-8 luglio 2013) a quella che definisco il Pronto Soccorso della Giustizia, il Tribunale, quale presidente del Tribunale di Ascoli Piceno ( 9 settembre 2013-31 dicembre 2015), ove mi sono curato di essere il giudice di strada, nella sua accezione non solo sociologica, ma umanamente etica.
Quando e come nasce 'Germogli d'autunno'?
Nasce dal desiderio di offrire al mio prossimo la testimonianza del mio vissuto,ispirato da un concetto, per me fondamentale:sono semplicemente “un dono” e come tale non posso non donarmi.
“Errante” come tanti, non ho mai, però, perso le mie radici, alimentandole con la “ fotosintesi clorofilliana” della speranza.
Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questo libro?
Il “ luogo” è la mia coscienza che mi ha spinto a proporre, tramite i versi, la fotografia della mia “ cronaca”, che vivo con gioia serena, perché sono testimone veritiero che c’ è sempre Qualcuno, il Signore, che cammina davanti a me.

Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Sono su Facebook, ma in modo, direi, sobrio.Sono abbastanza schivo e riservato.
Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.
La domanda: Sono stato veramente una persona capace di donarsi o piuttosto un affabulatore o un giocoliere?
La risposta:Non lo so, ma, rifiutando pur ogni attraente “gallone”, ho cercato di essere me stesso, quale rampollo di una famiglia dai valori immanenti e trascendenti, al contempo, quali Giustizia, Onestà, Verità, ossia un semplice messaggero della mia eternità precaria.

Cosa le piace?
Mi piace di credere che sono una scintilla dell’ Eterno, consapevole di essere un soffio della precarietà.E perché tale, avere la possibilità di donarmi.
In effetti, cosa è la vita se non un affidamento continuo che ti porta a perdersi nell’ altro?
Cosa non le piace?

Non mi piace l’ inganno, il sospetto, il “ baratto” dei sogni o delle emozioni che ciascuno prova nel suo quotidiano.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o un'adozione universitaria?
Una traduzione in inglese, o , meglio, in lingua francese, perché quest’ ultima , come la nostra, è una lingua colta, capace di cogliere ogni sfaccettatura della vita con puntuale terminologia e , perché no, anche un’” adozione universitaria”.
Penso, infatti, che le mie emozioni siano alla portata dei sogni che i giovani come tali posseggono e avranno modo di coltivare ed esprimere.
Il suo pubblico ideale ha 20, 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
No. Per il vero, non penso che ci sia un “pubblico ideale”.
Il “pubblico” è ed è stato il mio prossimo( parenti, amici, detenuti, utenti di una “ giustizia” talvolta rivelatasi “ ingiusta”) con problematiche più o meno severe e/o drammatiche, ma proprio per questo non bisogna rassegnarsi o incupirsi.
Siamo tutti in attesa della luce; ci struggiamo per un assaporare un po’ di gioia, per vivere l’ avvento della nostra luminosità.
E per questo con la mia “ fiammella” ho cercato di accendere la speranza negli altri che ho incontrato lungo la strada.
Saluti i suoi lettori con un aforisma o una citazione che parli di lei e delle sue emozioni...
Confido che essi, leggendo i miei semplici versi, possano interrogarsi sul loro modo di vivere questa affascinante e leggiadra avventura: quella di stare qui, in questo mondo, popolato da variegata umanità, non facendosi sedurre dal “selfismo”-mi passi questo termine-e circondato da un creato , che è semplicemente melodiosa armonia.
Grazie, per avermi intervistato.