Intervista a Armando Colagiacomo

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Il suo libro

Malta, il ponte

Narrativa

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29/03/2018

Armando Colagiacomo è nato il 4 aprile 1949 a Segni, in provincia di Roma, e risiede a Cisterna di Latina (LT). Proveniente dalla provincia di Frosinone e affascinato dalla vita rurale e dalle montagne innevate, sin da bambino, tra i racconti del nonno e le lezioni degli insegnanti, si avvicina con curiosità ai fatti storici. Si diploma all’Istituto Tecnico Industriale Statale come Capotecnico per l’Industria Chimica. Subito dopo il servizio militare, inizia a lavorare come tecnico di produzione nello stabilimento di una multinazionale americana specializzata in additivi chimici per l’industria. Inviato in Libia come rappresentante di assistenza e vendita nei campi petroliferi, in seguito fu promosso Dirigente e poi Direttore Vendite per tutti i paesi intorno al Mar Mediterraneo, Mar Nero e Mar Caspio. Oltre che in Libia, ha vissuto in Algeria ed Egitto ed effettuato numerose trasferte di lavoro in Africa equatoriale. Per lavoro ha girato il mondo. Attualmente è in pensione, ma il ricordo dei vari viaggi lo ha avvicinato alla scrittura. Nel 2017 pubblica il suo primo romanzo, Hic sunt leones (Ed. Kimerik).

Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Armando Colagiacomo, autore del libro “Malta, il ponte”.
Cominciano da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?
Malta è il paese della UE al centro del Mediterraneo e al centro di rotte di migranti provenienti dalla Libia. Ha ospitato, nei suoi grandi e lussuosi alberghi in cui io stesso ho transitato per lavoro, convegni ministeriali dell’Unione Europea dedicati proprio al problema migranti e salvataggi.
Effettivamente mi è capitato di prendere in quell’ Hotel Hilton una camera con balcone sul … mare. Ho immaginato che il protagonista pensasse, in sogno, a Malta come pilastro di appoggio di un ponte tra l’Africa e l’Europa.
Quando e come nasce 'Malta, il ponte'?

Era il pomeriggio del 2 giugno dello scorso anno (2017). Scambiavo due parole con mio nipote. Entrambi al riparo dal sole nel ombra proiettata dalla nostra casa di famiglia. Si parlava di politica attuale e delle componenti politiche contenute nel libro Hic Sunt Leones che portano fino ai giorni nostri. Mi venne in mente che si sarebbe potuto facilmente strutturare un romanzo sui problemi di oggi dell’Italia, dell’Europa e delle incongruenze che sono alla base delle dissonanze tra i paesi membri… nonché della politica americana, strettamente pro America, nel mondo che l’Europa stessa accetta pressoché supinamente pur sapendo che immancabilmente si riverberano contro l’Europa stessa e soprattutto contro i paesi dell’unione esposti al Mediterraneo.
La sera stessa iniziai a fare delle ricerche e prendere appunti.
Il 15 giugno il libro nasceva con le prime quindici pagine A4 e con il titolo “Malta, il ponte”.
Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?
Posso dire “Si, c’è un luogo”. Per il “finalmente” adesso scrivo questa storia… non posso menzionare altro se non che non ho avuto un qualcosa nei miei pensieri che subiva un procrastinarsi nel tempo. Posso affermare senza ombra di dubbio che Il libro “Malta, il ponte” è iniziato nello stesso giorno in cui l’ho pensato.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Si, Facebook e Linkedin. Veramente è tanto che penso di renderli più vivi. Pochissimi giorni fa ho preso appuntamento con un esperto. Vi farò sapere al più presto.
Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.
Domanda: Perché l’ho scritto?

Risposta: Troppe parole, pochi fatti e risultati fatiscenti sono la caratterizzazione della politica italiana, europea e americana.
Quasi sempre il palesato nasconde interessi di parte e brame che travolgono paesi, popoli ed etnie che immancabilmente ci tornano a boomerang.
La tecnologia moderna sta cambiando il mondo rapidamente. La politica è ancora ancorata nel passato e lo coltiva senza accorgersi che sta affondando nelle sabbie mobili del presente solo perché si ostina a non produrre statisti in grado di vedere oltre e immaginare un futuro diverso dal presente.
La maggior parte di chi si getta in politica da l’impressione che lo fa assumendo che (la politica) sia un ramo di business. Insomma non si vedono uomini con visioni e missioni e…i famosi fari antinebbia.

Cosa le piace?
La natura, le stelle, la storia, le finestre nell'universo aperte dalle scoperte dei nostri studiosi. Trovo tutto affascinate.
Cosa non le piace?
Difficile dire… però veniamo da una lunga campagna elettorale. Bene, si sono sentite delle cose strane dette solo per agguantare qualche voto. Ne deduco che “si vuole sfruttare la non conoscenza di un largo strato della popolazione”.
Non mi piacciono i doppiogiochisti… intenti a coprire le mire personali.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Preferirei una traduzione in Inglese.

Il suo pubblico ideale ha 20, 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Non ha importanza l’età. Però mi piacerebbe che i ragazzi leggessero di più.

Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni...
“Scrivere è il piacere di fermare su un foglio le proprie emozioni. Leggere libri è vivere quelle degli altri”.

Armando Colagiacomo