Intervista a Maria Elisa Loletti

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Il suo libro

L'elefantino curioso

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26/04/2018

Maria Elisa Loletti è insegnante e formatrice montessoriana e dal 2012 direttrice della Casa dei Bambini presso il Centro Internazionale Montessori di Perugia. Attiva dal 1995 come pittrice, si esibisce regolarmente in mostre ed esposizioni. La sua esperienza quarantennale di insegnante e la sua passione per la pittura si incontrano ora in una serie di brevi racconti illustrati volti a stimolare la fantasia e la curiosità dei bambini dai 3 ai 6 anni e ad accompagnarli nel passaggio dalla fase di ascolto a quella di lettura attiva. L’elefantino curioso è il primo di questa serie di racconti.

Eccoci, curiosi e interessatissimi finalmente conosciamo Maria Elisa Loletti, autrice del libro “L'elefantino curioso”.


Ci vuole dire come mai è arrivato a questa pubblicazione?
Durante gli anni di insegnamento, mi è sempre piaciuto leggere o raccontare storie ai miei piccoli allievi ed ogni giorno cercavo di ritagliare un momento per questa attività, che i bambini attendevano con gioia.
Nel raccontare usavo spesso storie frutto della mia fantasia e notavo che erano molto gradite dai bambini, i quali rimanevano quasi con il fiato sospeso e quando il racconto terminava, ne erano quasi dispiaciuti e mi chiedevano di raccontare ancora.
Alcuni anni fa, è sorto in me il desiderio di fissare su carta queste mie storie, affidate fino a quel momento alla mia memoria e di farne dei libri per bambini.
Quando e come nasce “L'elefantino curioso”?
Negli ultimi due anni poi, ho deciso di cimentarmi nelle illustrazioni di questi piccoli libri, allontanandomi in questo contesto, dalla pittura astratta che prediligo per i miei lavori di pittura e calandomi in quella figurativa più adatta a bambini così piccoli.
Le storie che hanno come protagonisti animali, affascinano molto i bambini piccoli, ed è per questo che le mie prime storie hanno come protagonisti animali con caratteristiche speciali, come la curiosità, la fame di conoscenza, la diversità.
Ed è così che è nato” L’elefantino curioso. “
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Ho un sito Internet (www.mariaelisaloletti.it) dedicato attualmente alla mia attività di pittura e ho un profilo su Facebook Maria Elisa Loletti.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Ho già pronti altri libri, alcuni adatti a bambini dai 4 agli 8 anni, altri a bambini più grandi dagli 8 agli 11 anni.

Sto inoltre lavorando ad un saggio sul Linguaggio del bambino, dalla nascita ai 6 anni di età, alla luce della pedagogia montessoriana, prendendo in esame gli aiuti più opportuni per un arricchimento e perfezionamento dello stesso.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Ho iniziato ad insegnare quando ero molto giovane e mi sono appassionata alla pedagogia e filosofia Montessori, grazie ad una persona speciale, la Dott. Maria Antonietta Paolini che io ho sempre considerato “mio mentore”.
Grazie a Lei ho scoperto la grande rivoluzione compiuta in campo pedagogico da M. Montessori e la bontà del suo metodo.
Nel 1971 mi sono sposata con il mio attuale marito e nel 73 è nato il nostro primo figlio Simone, al quale sette anni dopo è seguita la nascita di Elena la nostra seconda figlia.
Il menage con due figli, la casa e il lavoro era un po’ complesso, ma quando la Dott. Paolini, nel 1990, mi chiamò chiedendomi se avessi voluto frequentare una Scuola per Formatori Montessoriani, non ho saputo dire di no e mi sono tuffata in questo nuovo progetto. E’ stata dura ma non me ne sono mai pentita.
I miei figli ormai grandi, hanno fatto le loro scelte di vita: Elena lavora, ormai da otto anni, alla Università di Scienze Applicate a Lucerna (in Svizzera Tedesca)come Capo Dipartimento Ricerca nelle Scienze della Performance Musicale e Simone lavora come Consulente Informatico e Programmatore.
Man mano che i miei figli si allontanavano da casa, o per lavoro o per matrimonio, la solitudine cominciava a farsi sentire e così ho deciso di impegnarmi sempre più per colmare il vuoto che mi avevano lasciato.
Mi sono impegnata così tanto che ora non ho più tempo neanche per me stessa, ma non me ne pento.
Cosa le piace?
Molte sono le cose che mi appassionano e mi piace fare.
Sicuramente al primo posto metterei il mio lavoro, che ho sempre fatto con grande entusiasmo e nel quale, anche dopo tanti anni, credo ancora fermamente.
Un’altra mia grande passione è la pittura.
Dal 1995 ho iniziato a dipingere come autodidatta, sperimentando tecniche e cromatismi e dopo un periodo figurativo sono approdata ad una pittura più astratta, capace di dar voce alla geografia della mia anima.
Un’altra mia grande passione è ascoltare musica classica. Non posso dipingere se intorno a me c’è silenzio, quindi prima di iniziare a dipingere, decido cosa voglio ascoltare e quando poi mi sento pronta, mi avvicino alla tela bianca.
Anche fare giardinaggio rientra nelle cose che mi piacciono, ma anche leggere un libro lo considero un vero toccasana per le mie giornate più stressanti.
Negli ultimi anni, si è aggiunta anche la passione per la scrittura. All’inizio ero un po’ scettica, ma pian piano mi ha preso la mano e quando trovo il tempo di scrivere mi sento molto soddisfatta.
Cosa non le piace?
Non so dire, ma sicuramente non amo l’arroganza, la presunzione, la non sincerità.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Sicuramente gli affetti sono al primo posto. La famiglia, mio marito, i miei figli
con i loro rispettivi compagni di vita e la mia nipotina Bianca.

Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
Ultimamente ho letto un libro che mi ha fatto molto riflettere, di Serge Marquis “Il giorno in cui ho imparato a volermi bene”
Un libro delicato e toccante.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Una frase di Mahatma Gandhi mi è piaciuta molto e ne ho fatto un mio motto ”Scopri chi sei e non temere di esserlo”.