Intervista a Antonio Tufano

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Il suo libro

I cafoni

Raccanti

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09/05/2018

Antonio Tufano è nato a Teano (CE) il 25 febbraio del 1943. Laureatosi
in Lettere Antiche presso l’Università “Federico II” di Napoli, ha
insegnato in diverse scuole nella provincia di Isernia, iniziando dal
Liceo Classico “O. Fascitelli” di Isernia e terminando la sua carriera
presso l’I.T.E.F., sempre di Isernia. Ha deciso, andando in pensione,
con maggior tempo libero a disposizione, di continuare la sua attività
didattica, realizzando il suo grande desiderio: impegnarsi nella
narrativa, dando libero sfogo alla sua fantasia, legandola alla realtà
storica della sua provincia di adozione. Ha già pubblicato, con Terzo
Millennio di Isernia, i libri Isernia-Napoli, andata e ritorno e Il settimo
sigillo e altre narrazioni.
Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi
parliamo di Antonio Tufano, autore del libro “I cafoni”.



Cominciano da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è
molto diretto. Come mai questo titolo?
A dire il vero, il titolo ha un impatto particolare, perchè siamo soliti
dare un'accezione negativa al termine cafone! Il sottoscritto, invece,
parte dalla probabile analisi etimologica della parola stessa.
Intorno al 1400, quando, per le fiere degli animali,
nella pianura del frusinate arrivavano gli abitanti dei monti con
delle funi arrotolate intorno alle spalle o alla vita, con le quali
legavano il bestiame acquistato, venivano individuati come quelli
co' 'a fune. Io individuo con il termine cafone, in modo molto
generico, quindi, il contadino.
Quando e come nasce ' I cafoni '?
Mi trovavo con un amico al bar a prendere un caffè, quando
ricordando il lavoro duro ed oscuro dei contadini, che ancora
oggi danno vitalità a questo territorio, l'amico disse: “In un
paese molisano, Roccamandolfi, hanno costruito un monumento
al “Brigante”, che si oppose all'unificazione dell'Italia
combattendo con eroismo contro quelli che considerava
invasori, sarebbe giusto che Isernia dedicasse una piazza
al cafone, cuore pulsante di questo territorio, che ancora oggi
ne tiene viva l'economia.
Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice:Ecco
finalmente scrivo questa storia?
Il pomeriggio di quel giorno sedetti davanti al computer e le mani
da sole, come guidate da una voce silenziosa, ma assidua,
scrissero il titolo: I Cafoni. Non ci sarà un monumento, una piazza
ma qualcuno si sarà ricordato di loro, lasciando brevi testimonianze
scritte della loro storia e della loro cultura.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Ho iniziato proprio scrivendo le mie storie, i miei racconti
sul social facebook, cercando di mantenere i contatti con
i tanti alunni che per me sono stati come dei figli o amici
e questi mi hanno gratificato con i loro commenti positivi.
Ho pensato, allora, di tradurre in cartaceo questi racconti
altrimenti sarebbero stati persi o sarebbero entrati nel dimenticatoio.
Per chi volesse mettersi in contatto con me basta scrivere a:
tufano43@libero.it
Cosa le piace?
Mi piace il contatto con il lettore, utilizzando uno stile molto
lineare e chiaro sforzandomi a cercare di essere il più chiaro
possibile. Se è possibile inviare dei messaggi positivi è importante
che questi raggiungano tutti e non solo un nucleo piccolissimo di acculturati.
Cosa non le piace?
Forse proprio il contrario di ciò che ho detto prima, a volte,
rileggendo, provo la sensazione di uno scritto troppo elementare,
ma sono stato smentito dai tanti lettori che si sono congratulati per
la chiarezza dell'espressione. E tra i miei estimatori ci sono molto
anziani!
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si
augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione
cinematografica?
Trattando di argomenti troppo specifici, legati al territorio,
credo inefficace una traduzione degli stessi in una lingua diversa.
Ci sono, invece, dei racconti, che meglio sviluppati, io stesso
ritengo molto belli e che potrebbero avere una trasposizione
sicuramente cinematografica
Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Ritengo che la cultura debba appartenere a tutti, senza limiti di
età. Ho, però, dovuto constatare che il racconto prende piede
più del romanzo. Il romanzo impegna di più, invece, con il racconto
lo scrittore compie il suo compito specifico, che è quello didattico,
senza pesare sui tempi del lettore.
Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue
emozioni...
Sono sempre stato innamorato della scrittura, ed ho sempre
pensato, così come affermava il Foscolo, che tutto finisce...
solo la robusta Arte rimane! Quando quelli che verranno dopo
di me vedranno quel libro abbandonato, pieno di polvere,
su di una mensola e lo prenderanno nelle proprie mani,
anche virtualmente, io mi riaffaccerò alla vita!