Intervista a Anna Nacci

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Il suo libro

La rosa madre

Narrativa

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20/08/2018

Anna Nacci nasce ad Ostuni. Musicista e sociologa, conduce ricerche in ambito socio-antropologico e musicale collaborando con Georges Lapassade. Appassionata di letteratura mitologica e psicoanalitica, giunge oggi alla sua ottava pubblicazione.

Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Anna Nacci, autrice del libro “La rosa madre”.
Cominciano da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?
La copertina è stata dipinta appositamente per questo romanzo dal pittore pugliese Pasquale Nero Galante al quale sono molto grata per aver colto l’essenza del romanzo. La figura di donna che compare è quanto meno ipnotica, eterea, leggera… è luce! Quindi un ottimo indizio per chi si appresta a leggere il lavoro.
Il titolo è stato anch’esso una combinazione di pensieri, eventi e sinergie. Come diceva un grande scrittore, i titoli non si spiegano, così come i quadri, i brani musicali: si interpretano a seconda delle emozioni e del vissuto di chi si appresta a vivere l’arte, qualsiasi linguaggio essa usi.
Quando e come nasce 'La rosa madre'?
Nasce nell’inverno del 2016 grazie ai racconti di una persona cara, la protagonista del romanzo, la quale conservava dei preziosi sogni in un suo quaderno. Mi sembrava davvero doveroso oltre che affascinante dare risalto a quanto l’inconscio di questa donna poteva esprimere, alla sua potenza, alla sua profondità. Inoltre la psicologia junghiana ci insegna bene che quando gli inconsci entrano in comunicazione, si sviluppano fenomeni assolutamente meravigliosi. Quindi è stato grazie a “Lisa” che la fantasia, la creatività e il desiderio di un viaggio su più livelli hanno preso forma.
Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?
Leggendo i suoi sogni è sorto dirompente il desiderio di creare attorno a loro una storia magica, un viaggio introspettivo che avesse i connotati di un’alta spiritualità, che potesse porre quesiti che ognuno di noi cerca di svelare, che possa offrire al lettore degli spunti di riflessione per meglio vivere con sé e con gli altri.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
C’è il profilo Facebook LA ROSA MADRE, appositamente creato per dare la possibilità ai navigatori della rete di poter assaporare in anteprima delle piccole chicche. Il romanzo è caratterizzato da momenti “multimediali”, ci sono delle immagini comprese fra le pagine del libro. Vengono narrati anche dei suoni e citate delle celebri canzoni che hanno segnato la storia mondiale della musica. Col profilo Facebook creiamo anche delle possibilità sonore e visive di quanto il romanzo voglia offrire.
Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.
Di domande me ne sono posta a migliaia durante la scrittura del romanzo, dato che, ovviamente, un’opera rispecchia sempre in qualche maniera alcuni momenti e/o motivi salienti della vita dell’autore. Sceglierne una sarebbe penalizzante per la globalità del lavoro e della vita in sé. Consiglio di leggere l’opera per cercare di ipotizzare delle risposte, in quanto non si può prescindere da domande eterne e perennemente in cerca di soluzione.
Cosa le piace?
Questa domanda potrebbe essere rivolta a più livelli e tipologie di percezione e preferenza. Se riguarda preferenze a livelli emotivi, relazionali, sociali, direi che assolutamente amo investire la mia vita in progetti che riguardino la solidarietà, l’accoglienza, la capacità di offrirci la possibilità di vedere nell’altro noi stessi, perché è nell’altro che io/noi ci rispecchiamo. È proprio in virtù di questo rispecchiamento che ci viene offerta la grande opportunità di crescere e costruire una vita migliore per tutti.

Cosa non le piace?
Di rimando a quanto suddetto, cerco di costruire reti in cui convergano collaborazioni volte ad arginare atteggiamenti di razzismo, di istigazione all’odio, di intolleranza verso il diverso, il povero, il disadattato, fenomeni oggi dilaganti anche nelle figure istituzionali che manipolano e condizionano sempre più gli animi.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Essendo un romanzo che coinvolge non solo tutti i sensi, ma che porta alla trasposizione delle percezioni in altre dimensioni, quindi si parla di trance e stati modificati di coscienza, mi piacerebbe una lettura cinematografica che dia al lavoro le dimensioni delle percezioni extrasensoriali.
Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
La ricerca interiore, la conoscenza di sé non ha età. Un adolescente, così come un adulto nella sua terza età, si chiede cosa c’è oltre la vita terrena, se esiste un dio, e quale, chi eravamo millenni fa. Senza confini di età, ognuno di noi ha bisogno di sognare, immaginare, ha bisogno di eroi, di riferimenti certi. Ognuno di noi vive delle relazioni con tutte le conseguenze emotive che possono generarsi. Quindi direi che il romanzo si rivolge a chiunque ami leggere, vivere emozioni senza confini e porsi delle domande.
Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni...
Ascolta i tuoi sogni, raggiungerai l’Uno.