Intervista a Vanina Antonelli

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Il suo libro

Favole per cuori rivoluzionari

Pikkoli

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11/09/2018

Vanina Antonelli è nata a Narni (Tr) il 22 febbraio del 1986, è avvocato dal 2013. Durante un convegno venne colpita dalla frase “Ognuno ha bisogno di dar sfogo alla propria nota creativa, al fine di curare la propria anima”. Ed è proprio da lì che nacque l’iniziativa dell’Autrice “fare anima”. Favole adatte a un pubblico eterogeneo, che descrivono comportamenti umani, che sottendono morali che colpiscono il cuore di grandi e piccini, che raccontano di come si può essere eroi anche nei piccoli gesti quotidiani, che celebrano le virtù dell’uomo e ne fanno vere e proprie rivoluzioni personali.

Eccoci, curiosi e interessatissimi finalmente conosciamo Vanina Antonelli, autrice del libro “Favole per cuori rivoluzionari”.


Ci vuole dire come mai è arrivata a questa pubblicazione?
Le favole erano pronte, sulla scrivania, sistemate una sopra l’altra. La spinta fondamentale me l’ha data mio marito, ripetendomi che avrei dovuto pubblicarlo. Quindi alla fine ho pensato che sarebbe stato bello, un domani, ritrovare una copia di questo libro con il mio nome sulla copertina.
Quando e come nasce “Favole per cuori rivoluzionari”?
Nasce in un periodo della mia vita in cui regnava la confusione ed ero talmente tanto presa da mille cose di irrilevante importanza, da perdere di vista quelle più importanti. Così mi sono ricordata di un concetto base che venne spiegato durante un convegno a cui avevo partecipato: il bisogno di ciascuno di noi di prendersi cura della propria anima, dandole lo sfogo che più si addice a ciascuno di noi. E così, su suggerimento di un caro amico, Alberto, ho iniziato a scrivere delle favole..

Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Si ho sia un profilo Facebook (Vanina Antonelli) che un profilo Instagram (vaninaaanto)
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Diciamo che una volta incominciato a scrivere, poi è difficile fermarsi…
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Sono avvocato dal 2013 con master di alta formazione in Giurista d’impresa, dunque nulla di paragonabile al mondo di fantasia delle favole. Ho molti interessi diversissimi tra loro e mi piace crearmene di nuovi, sono sommelier e ottica. Ho viaggiato tanto, sia per lavoro che, soprattutto, per piacere, e alla fine mi sono stabilita nella città dove ho frequentato i corsi universitari: Perugia.

Cosa le piace?
Scoprire e condividere. Mettermi alla prova. Ma soprattutto mi piacciono i progetti.
Cosa non le piace?
Annoiarmi, non solo nel senso più stretto della parola. La noia che intendo è soprattutto quella che comporta una chiusura nei confronti delle persone, delle cose, di se stessi.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Per me è fondamentale condividere le emozioni, gli obiettivi, esprimere ciò che provo. Mi appaga il senso di condivisione nei confronti delle persone che amo e che stimo, mi aiuta a mettermi in discussione, rende reale un’idea e le da la forma di un progetto.
Ritengo fondamentale avere sempre la voglia di provare nuove cose, riservarsi nuovi slanci anche nei confronti del quotidiano. Continuare ad avere la voglia di scoprirsi, capendo che siamo esseri talmente tanto complessi che in ognuno di noi c’è davvero un mondo, che va dalla vetta fino all’abisso.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
Di libri belli ne ho letti molti, ma IN NOME DELLA MADRE e LA FACCIA DELLE NUVOLE di Erri De Luca sono arrivati in un momento particolare per me..e mi hanno regalato conforto. QUALCUNO CON CUI CORRERE di David Grossman, invece, mi ha invasa di positività.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?

Don’t call it dream, call it plan.