Intervista a Carlotta Casolaro

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Il suo libro

L’uomo con i girasoli negli occhi

Narrativa

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21/09/2018

Carlotta Casolaro definisce questo testo una ribellione interiore nei riguardi di chi rifiuta la vita, di chi rifiuta la libertà individuale. Ha trasposto, dunque, sulla carta, questa ribellione che la sua persona non era più in grado di contenere, né di assecondare. Con quest'opera ha, dunque, intrapreso un viaggio che sa di libertà.

Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Carlotta Casolaro, autrice del libro “L’uomo con i girasoli negli occhi”.


Cominciano da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?
Questo titolo non è premeditato, io ho visto nel girasole un modo per dare colore al contenuto a prescindere dai colori che poi sarebbero stati messi in copertina.





Quando e come nasce 'L’uomo con i girasoli negli occhi'?
L’uomo con i girasoli negli occhi è una sfida e una provocazione. Provoca chi crede che Vangogh sia solo morte e sfida chi pensa abbia solo rappresentato, nei suoi dipinti, la vita. Il girasole è proprio simbolo di ambedue le facciate, il Van Gogh di cui ho trattato si interfaccia con la vita e la morte.
Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?
Sia un luogo, che un momento. Ho trovato luogo tra le pagine dell’epistolario tra Vincent e Theo e momento nell’otto infinito dell’amore di Vincent per l’arte.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Sì, semplicemente appellata con il mio nome e cognome. Di contro, ho una pagina, di cui ho condiviso il link sul mio stesso profilo, incentrata completamente sul libro L’Uomo con i girasoli negli occhi.
Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.
Mi chiederei come si sono sentita nel momento in cui ho scritto il mio romanzo. La risposta giungerebbe fiera, fluida e diretta. Me stessa.
Cosa le piace?
Amo scrivere, amo scrivere, amo scrivere (ride). Tra le cose che amo, e sicuramente tra i primi posti, c è il condividere le mie giornate e le mie gioie con i miei due amori.
Cosa non le piace?
Il gorgonzola e il pecorino (ride). Non mi piacciono le persone che, quando hanno popolarità, si svendono per tutto. Io, dal canto mio, rimango sempre ancorata ai miei valori.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Una traduzione in inglese, più che altro perché trovo sia un migliore supporto per la distribuzione. Ciò non toglie che una trasposizione cinematografica mi renderebbe la persona più felice della Terra.
Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Le rispondo con un NO secco. Non c è età per riscoprire se stessi tra le righe di un libro e provare emozioni.
Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni…
L’essenziale è invisibile agli occhi.
Tutto ciò che sa emozionare non si vede ed io l ho trovato. Auguro a chiunque di trovare il suo essenziale e, in futuro, di poter concretizzare il proprio sogno (come è avvenuto nel mio caso).