Intervista a Monica Ongaro

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Il suo libro

Sempre un passo dietro a te

Narrativa

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16/10/2018

Monica Ongaro nasce il 10 gennaio 1968 a Sondrio, in Valtellina (Lombardia). Già in tenera età dimostra il suo lato estroso, partecipando a competizioni scolastiche di novelle e poesie; e disegnando e scrivendo nel tempo libero. Terminati gli studi inizia la sua carriera presso un istituto bancario che, dopo quindici anni, decide di abbandonare, trasferendosi nella vicina città di Morbegno, dove deciderà di dedicarsi ai due figli ed ai sette cani. Qui, libera da ogni impegno lavorativo e spronata dalla figlia Alessandra, riprende la sua antica passione, ricominciando a scrivere e concentrandosi sui racconti per bambini. L’Autrice ripercorre così il periodo in cui si inventava fiabe della buonanotte per allietare le sere dei giovani figli.


Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Monica Ongaro, autrice del libro “Sempre un passo dietro a te”.


Cominciano da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?
Questo breve ed intenso romanzo è ispirato ad una storia vera di persecuzioni e stalking da parte di un ex compagno verso la donna che lo ha lasciato.

Quando e come nasce 'Sempre un passo dietro a te'?
Nasce da una riflessione su un fatto realmente accaduto che, purtroppo, è di grande attualità. Nasce durante una cena tra amici, frutto di confidenze, che hanno portato a mettere nero su bianco questo romanzo in cui vengono toccati punti della vita di uno dei commensali.
Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?
No, è stato scritto a seguito di questa cena, nel corso della notte, riflettendo appunto sulla confidenza raccontata. E’ stato un avvenimento che ha segnato profondamente la persona che l’ha raccontata.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Ho una pagina Facebook Monica Ongaro e la pagina Instagram monicaongaro68.
Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.
Perché questo libro? Perché le donne devono imparare a volersi bene e a denunciare, altrimenti non vivono.
Cosa le piace?
Mi piace la solitudine, l’autunno, i cani, leggere ..e ovviamente scrivere.
Cosa non le piace?
Non mi piace la confusione, la gente invadente, i pettegolezzi ed i curiosi che pullulano i piccoli centri abitati.. non mi piace dover stare attenta a misurare le parole ed a fare quello che faccio perché spesso le persone ci fanno dei romanzi, anche se non li pubblicano!
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Sicuramente la seconda, sarebbe molto intenso.
Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Direi tra i 20 anni ed i 50, anche solo per i temi trattati.
Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni…
“Tutte le volte che gli altri sono d’accordo con me, ho sempre la sensazione di avere torto” (Oscar Wilde)