Intervista a Alexssandra Minissale

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Il suo libro

Questa non è una poesia

Narrativa

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03/11/2018

Alexssandra Minissale nasce in Sicilia il 27 ottobre 1998.
Studentessa di psicologia, nutre la passione per la danza, per la lettura e per la scrittura. Questo è il suo libro d’esordio.

Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Alexssandra Minissale, autrice del libro “Questa non è una poesia”.


Cominciano da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?

Il titolo è nato prima del libro, l'ho sempre saputo. Quando ho cominciato a scrivere sul serio l'ho fatto con delle poesie, ma non mi sentivo di definirle tali.
Erano premature, timide, non rispettavano nessuna regola, nessuna metrica.
Avevo scritto tre anni fa, su un foglio, 'Questa non è una poesia' mentre fantasticavo tra i banchi di scuola, foglio che ancora possiedo.
Quando mi capita di riguardarlo capisco quanto può essere soddisfacente dare vita ad un sogno, le cose belle arrivano sempre per chi sa aspettare.
Quando e come nasce 'Questa non è una poesia'?

Avevo qualcosa da dire e invece di restare zitta, l'ho scritta. Questo è essenzialmente 'Questa non è una poesia' è pensiero, è verità, è vissuto, è voglia di raccontarsi senza che nessuno interrompa.

Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?
Nelle storie che scrivo mi piace raccontare sempre le sensazioni, le emozioni e mai le vicende. Quando c'è qualcosa che sento che non riesco ad esternare capisco che è arrivato il momento di metterlo su carta: scrivere è la mia terapia.
Quando le mie storie vengono lette dagli altri capisco che non siamo soli al mondo, c'è sempre qualcuno che si è sentito esattamente come noi e questo secondo me è fantastico.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?

Sì, ho una pagina su instagram: noneunapoesia.
Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.
Ne vale la pena? Sì, ne vale sempre la pena.
Cosa le piace?
La tranquillità, la riservatezza, ascoltare, le persone che mantengono le promesse.

Cosa non le piace?
Non mi piace l'eccessiva esuberanza, il voler apparire a tutti i costi. Non mi piace la superficialità, l’imprecisione.

Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Sarei più predisposta ad una trasposizione cinematografica, ma in entrambi i casi sarei felice del traguardo raggiunto
Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?

Non mi rivolgo ad una fascia d'età ben precisa, scrivo per chi ha la sensibilità di cercarsi tra le righe, per chi trova in ciò che scrivo ciò che vorrebbe dire.

Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni…
“C'era talmente tanta roba nella mia testa, che il mondo fuori lo sentivo appena, passava come un'ombra, la vita era tutta nei miei pensieri.”
- Alessandro Baricco