Intervista a Oderigi Lusi

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Il suo libro

Pulcinella, Petruška e l'eredità dello zio Zar

Narrativa

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05/11/2018

Vincitore di diversi concorsi pianistici e di composizione, Oderigi Lusi ha inciso e pubblicato vari lavori discografici. Le sue partiture sono edite dall’etichetta giapponese “Da Vinci” e distribuite in tutto il mondo. Il lavoro compositivo degli ultimi anni è volto soprattutto alla valorizzazione della propria terra natìa e della Campania Felix. Attualmente ricopre il ruolo di Composer in residence dell’Orchestra Filarmonica Campana con la quale ha pubblicato ed eseguito in prima assoluta diversi lavori. Insieme alla passione per la musica, coltiva quella per la pittura, il disegno e la scrittura.


Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Oderigi Lusi, autore del libro “Pulcinella, Petruška e l'eredità dello zio Zar”.


Cominciano da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?
Il titolo racchiude il cammino lungo due sentieri che da tempo percorro: l’esperienza musicale raccontata attraverso le maschere di Pulcinella e Petruška, nonché personaggi protagonisti di due balletti del grande compositore russo Igor Stravisnkij, due opere che amo molto. E da qui, l’approccio alla danza avvenuto grazie a mia moglie che fa parte del corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Infine l’eredità, intesa non in modo materiale, ma come arricchimento dell’anima attraverso il bello, quello che spero di lasciare a mio figlio.
La copertina è invece un’opera di un mio carissimo amico, Marco Pompoli. Le nostre strade si sono incrociate grazie alla musica e all’arte e la nostra collaborazione, così come la nostra amicizia, dura già da diversi anni.


Quando e come nasce 'Pulcinella, Petruška e l'eredità dello zio Zar'?
E’ il frutto e la sintesi di tanti anni di lavoro e studio, di esperienze che hanno lasciato un’impronta dentro di me. Come ho già detto prima, lo studio e la visione dei “Ballets Russes” e delle relative partiture, tra cui appunto “Pulcinella” e “Petruška”, ma anche la partecipazione come pianista a diversi spettacoli di burattini presso il Teatro San Carlino a Roma, hanno stuzzicato la mia immaginazione. Questa volta da un punto di vista letterario: invece di usare le note e il pentagramma, mi è piaciuto cambiare registro, mescolare tra di loro le parole e plasmare una storia nella storia.
Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?
Non c’è stato un momento in particolare, ma sicuramente, così come è successo per altri lavori precedenti, alcuni luoghi che ho visitato, i loro colori, gli odori, le atmosfere si sono prepotentemente insediati dentro di me e hanno fermentato fino ad esplodere in opere d’arte. In questo caso, il viaggio a San Pietroburgo, dove ho lasciato un pezzo di cuore, mi ha spinto dopo anni a rendere la città russa lo sfondo vibrante della storia unendola alle mie radici campane, e quindi a Pulcinella.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Sì, sono attivo sui social, ecco alcuni miei indirizzi:

http://oderigi.wix.com/oderigilusi
https://davinci-edition.com/composer/oderigi-lusi/
https://www.facebook.com/Oderigi-Lusi-Pianist-Composer-109016931279/timeline/
https://www.instagram.com/oderigi_lusi/

Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.
E’ più semplice comporre musica o scrivere una favola?
Mi rispondo con una frase del grande compositore tedesco Robert Schumann, che ho inserito anche all’interno del libro: “L’estetica di un’arte è quella delle altre; soltanto il materiale è diverso”.
Cosa le piace?
Amo camminare tra i campi, scalare le montagne in bicicletta, avere quel rapporto intimo con la natura che mi aiuta a creare e a sentirmi parte di questa immensa bellezza che è il mondo. Amo la vita!
Cosa non le piace?
Tutto ciò che è artefatto e tutto ciò che l’uomo fa contro natura.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Nessuna delle due. Penserei piuttosto ad una trasposizione teatrale. Il teatro è molto più ricco di emozioni rispetto all’arte cinematografica. Sarebbe bello vederlo in scena con attori e burattini, ma ci sto lavorando… Intanto il libro verrà presentato in forma di favola in musica con voce recitante e pianoforte. Circa le musiche utilizzerò: estratti da “Petruška” di Stravinskij; alcune sonate per forte-piano di Domenico Cimarosa, compositore napoletano strettamente legato alla città di San Pietroburgo dove ha lavorato per alcuni anni come Maestro di Cappella durante la sua vita; brani composti da me ad hoc per caratterizzare alcuni momenti e personaggi non presenti nella favola originale di Petruška.
Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
No, a maggior ragione in questo caso: avendo a che fare con una favola, il lavoro può essere fruito da tutti e leggibile a diversi “stati di conoscenza”.
Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni...
La scultura e la musica sono l’una di fronte all’altra, come opposte durezze. La pittura apre una via di transito tra l’una e l’altra. La scultura è la sostanza rigida che viene plasmata. La musica è la sostanza liquida, a sua volta plasmata. La pittura e il disegno traducono tutto in superficie e in fenomeni che avvengono in superficie, la musica traduce tutto in parola e in segni linguistici.
La poesia, intesa in senso stretto, sembra quasi l’arte intermedia tra le due arti della figura e le arti del suono. E se la battuta musicale corrispondesse alla figura, e il singolo suono al colore?
Novalis