Intervista a Andrea Pascone

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Il suo libro

La prima volta

Narrativa

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12/11/2018

Andrea Pascone è nato e vive a Biella, ha studiato in una scuola cattolica e privata senza diplomarsi mai. Dice di aver iniziato a scrivere per l’esigenza di mandare un messaggio e lasciare un pezzo di sé per sempre su questa terra.

Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Andrea Pascone, autore del libro “La prima volta”.


Cominciano da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?
La decisione di intitolare il libro cosi viene spontanea,scrivendo.
All’interno del libro ho raccontato molte prime volte. Credo che non necessariamente una prima volta è anche l’ultima,anzi, può essere un inizio.
immersi nella routine della quotidianità ci dimentichiamo la bellezza di assaporare le sensazioni di una prima volta, qualsiasi essa sia.
Quando e come nasce 'La prima volta'?
La prima volta nasce dentro di me ancor prima che diventasse realtà è che le parole riempissero fogli bianchi, nasce dall’ego dell’artista.
Quello che mi facevano leggere a scuola non mi piaceva lo trovavo noioso.
Nasce per l’esigenza di poter esprimere pensieri senza filtri e di raccontare la realtà sotto altre prospettive.
Le parole sono rivoluzionarie.
Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?
Amsterdam, dov’è ambientata questa storia,dove in gran parte è stata scritta.
Era Gennaio 2018,seduto al tavolo di un coffee-shop,dopo l’ennesimo soggiorno da quelle parti e l’ennesima canna, decisi che era il momento di omaggiare la città che mi ha regalato tanto e ha apportato un forte cambiamento in me.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Si, mi trovate su:
Instagram @A-PASCONE
Facebook @Andrea Pascone.
Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.
Molti mi chiedono dove si può collocare questo romanzo a livello letterario.
lo confondono per un romanzo psicologo o addirittura rosa, a tratti il viaggio interiore può ricordare Joyce,ma,le mie influenze derivano principalmente dalla musica rap,e in un secondo momento dai Romanzi della beat generetion,Jack Kerouac, Bukowski.
Cosa le piace?
Mi piace scrivere, mi piace la musica,i film d’autore,quadri ,il buon cibo, i gatti, le donne e la marijuana.
Insomma,tutto quello che ritengo Arte.
Cosa non le piace?
Praticamente tutto il resto (sorrido),
Non mi piacciono le masse, chi giudica senza conoscere, non mi piacciono gli stereotipi e qualsiasi forma di razzismo.
Non mi piace nemmeno Salvini.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Ovviamente sono due immagini che fanno gola, ed entrambe le immagini vestono bene il mio libro.
Mi piacerebbe entrar a far parte del mondo cinematografico e magari scrivere sceneggiature, ma, sceglierei come punto di partenza una traduzione in inglese, in maniera che il libro possa arrivare tra le strade di casa sua ad Amsterdam.
Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
il mio libro non ha un target preciso, è scritto in maniera semplice e scorrevole,
In maniera da poter arrivare a tutti, dal sedicenne al settantenne,contiene testi espliciti lo sconsiglio ai deboli di cuore e i perbenisti.
Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni...
Cercando un punto fermo,
Qualcosa che sia per sempre.
Siamo pieni di tutto però non lasciamo niente.
Non sarei così noioso se non mi sentissi così solo.
Che ci faccio qui cosa c'entro con loro?

Marracash