Intervista a Fausta Barile

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Il suo libro

Unico Moto

Narrativa

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23/11/2018

Fausta Barile nasce a Milano il 1° marzo del 1970. Si appassiona fin da bambina agli studi che protrarrà fino al luglio del 1998 per il conseguimento della laurea in DAMS a Bologna presso la Facoltà di Lettere e Filosofia. La sua personalità vivrà una lunga esperienza “transgender” in abiti assolutamente maschili. Con il passare degli anni la scelta verrà ostacolata dai genitori. Non troppo fortunata in amore, conosce un ragazzo dello Sri Lanka con il quale nel marzo 2011 avrà un figlio: Flavio Leonardo. Le strade con il compagno si sono separate, ma Fausta non demorde dal grande sogno d’amore. Attualmente è un operatore socio-sanitario e ha pubblicato a giugno 2017 una raccolta di racconti brevi dedicati all’era Internet: Antiumano.


Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Fausta Barile, autrice del libro “Unico Moto”.


Cominciano da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?
Nel titolo è insita la voglia di comunicare un assoluto con il termine UNICO che magari non si riferisce inscindibilmente a una moto, ma al moto generico della vita, al moto “dell’amore”, a qualcosa che è in costante divenire ma l’idea di questo “turbinio travolgente” vorrebbe essere radicale con l’aggettivo unico.
Dai colori scelti per l’immagine, sia per contesto quale una curva di un circuito motociclistico è inevitabile pensare al grandissimo e per molti
unico campione di questo sport: Valentino Rossi, vorrei che il pensiero
del lettore curioso tra le tante copertine possa trovare una miccia innescata proprio dal designato al quale il libro è anche dedicato.


Quando e come nasce 'Unico Moto'?
Inizialmente e ben 18 anni fa inizia la prima stesura del libro, io ero ancora giovane ed impreparata al mercato editoriale, il titolo nasce con il numero “46” per riprendere la moto del Vale; viene registrato in SIAE, in una forma assolu-tamente immatura alla realizzazione di un’opera completa sobria e salubre.
E’ fresco, giovane e dinamico ma manca di molte raffinatezze, sottigliezze e ricchezze teoriche, quindi non vedrà la luce; se non dopo almeno tre attuali ristesure.
Ovvio che le difficoltà di una personalità “trasgender” trovavano 18 anni fa, molte remore ad essere accolte e quindi pochissimi furono i risvolti positivi; si era avviata un’importante comunicazione con “Einaudi” che però fece cadere
il discorso di fronte alla possibilità di un intervento chirurgico che mi avrebbe restituito fattezze maschili; oggi non sento più alcuna necessità di mostrare sembianze maschili, sono io; in qualsiasi forma, ricerco nell’impatto iniziale del titolo qualcosa che invi immediatamente all’universale che è UNICO, moto perché la stasi non esiste.


Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?
Il periodo Natalizio, per me fortemente cattolico, è sempre ricco di spunti e riflessioni, mentre si imbandiscono le tavole e ci si ritrova con i congiunti che arrivano da lontano; ed io oso soprattutto 18 anni fa interrogarmi sulle comunicazioni che si innescano fra noi, se è soddisfacente il grado in cui ci disponiamo a stare insieme di fronte alla festività suprema per un cattolico, preso da questo cipiglio, mi imbatto sempre ad abbozzare una trama, un incipit, qualcosa che poi diverrà il mio libro: “Antiumano” la prima raccolta risale al Natale 1998, UNICO MOTO al Natale 1999; se è vero che è un dono lo manifesto così.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Il mio profilo su Facebook è: Fausta Barile, di dominio pubblico e lo uso per pubblicizzare l’uscita di Unico Moto con entusiasmo, attraverso post e video; anche su YOUTUBE a mio nome è possibile vedere video.
Sto in questo periodo realizzando la campagna pubblicitaria anche attraverso “email” dalla zeppa agenda che posseggo.

Cosa le piace?
Mi piace la solarità delle persone che mi stanno vicine, la libertà di pensiero;
i miei amici anche senza parole, captano sensazioni e vibre che ci legano in ogni circostanza ed è per questo che dal quel campo di basket, non abbiamo mai abbandonato la presa.
Mi piace sdrammatizzare, che io abbia già 48 anni; e l’ironia è l’unica arma vincente in un mondo che spesso ci fa perdenti.
Mi contraddistingue la grinta e la determinazione.
Cosa non le piace?
La comunicazione con mia madre è sempre stata difficile e legata a stereotipi, mi devo uniformare alle sue necessità di rispetto della figura; non riesco talvolta a fare nemmeno una battuta perché questa viene interpretata male; quindi è un parlare molto canonico e superficiale; non le piace mai affrontare i pensieri ma essere assolutamente pragmatici; purtroppo lei è affetta da una menomazione quale la sordità acuta e porta una protesi acustica che non le permette comunque di sentire; oserei dire che il vero motivo per il quale scrivo è l’assenza pressoché totale di feeling con la mamma. Difficilissimi anni di battaglie soprattutto nel periodo trasgender, ero capace di volare dal terzo piano e restare illeso per non prendere le famigerate botte per un futile motivo.

Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Difficile esprimersi perché ho diversi amici disseminati in vari continenti che leggerebbero volentieri la versione inglese, poi in anni remoti io ebbi svariate frequentazioni con la Germania, perché mi piaceva tantissimo e volevo addirittura trasferirmici. Però se penso alle virtù caratteriali, sicuramente preferirei nella scelta una versione cinematografica, quale forma suprema di espressione artistica, sarei molto incline a parteciparvi sommessamente: ne uscirebbe un invincibile messaggio, accogli la tua vita e trasformala per come più ti piace o piacerebbe, usa l’illusione dell’amore e trasfigura, monta in moto e dai il meglio di te, vinci; anche se non sarei l’attore principale, perché mi piacerebbe un uomo bellissimo, al quale ancora ambisco.
Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Il romanzo è stato scritto per tutti, per qualsiasi mente infatti non è particolarmente intenso di riflessioni filosofiche o impegnative è molto duttile, nasce per gli adolescenti dai 17 anni ai 37, mi estendo con il gap generazionali a quelli come me che rivestono un anima giovane; ma il filone è condotto da una persona matura comunque il fondo della presenza di una figura come il padre si avverte quindi ottimo per qualsiasi target, 50 tra poco sono gli anni che avrò ed è l’ideale per ritornare un po' indietro e sentirsi più sbarazzini.
70 idoneo comunque perché nel suo impegno il libro ha voluto essere per tutti.
Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni...
Fondamentale non è l’immagine che percepisci vedendomi, osservandomi, ma l’energia che ne scaturisce, se io ti appaio donna o uomo importanza non ha, non è precipuo l’interesse del come io mi sento, quello che so è che qualsiasi forma io abbia in qualità di scrittore è solo Dio che ne sceglierà l’esito, è in quel momento dove nulla è determinato che assolverò un disegno che sarà il mio.