Intervista a Fabio Franzese

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Il suo libro

Oibaf e me ne vanto

Poesie

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31/12/2018

Fabio Franzese è nato a Roma nel giugno del 1971, e di Roma ha sempre sentito dentro una sorta di allegra e spensierata svogliatezza. Sua madre diceva di lui: “La pioggia lo bagna e er vento l’asciuga”, a indicare una innata capacità di lasciarsi scivolare addosso gli eventi. Poi, con il tempo, si è accorto di saper mettere in rima gli stessi avvenimenti che sembravano non interessargli, mentre invece li rielaborava, riproducendoli nel linguaggio a lui più familiare, il “romanesco”. All’inizio sembrava solo un gioco, ma piano piano, gli succedeva sempre più spesso di doversi fermare per trascrivere le sue emozioni e i suoi pensieri, qualunque fosse l’attività che stesse svolgendo. Da alcuni suoi cari poi, l’idea di raccogliere quanto scritto, e di provare a pubblicare un libro. Questo è il risultato, nella speranza di riuscire a farsi leggere dentro.


Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo Fabio Franzese, Autore del libro “Oibaf e me ne vanto”.

Quando e come nasce 'Oibaf e me ne vanto'?

L’idea di raccogliere tutto in un libro, nasce dalla spinta di parenti e amici,
mentre oibaf, da un giochino che faccio con il mio figlio più grande, con cui mi diverto a dire le parole al contrario, ed infine me ne vanto, perchè il mio nome mi piace molto.
Il tutto, con lo sfondo di una mia foto con i baffi, per creare un divertente gioco di parole.
Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questo libro?

Non esattamente, è stato un percorso durante il quale, ho pensato, che sarebbe stato interessante, confrontarmi con i pareri ed i gusti, di un pubblico più ampio, per capire se veramente, stessi creando qualcosa che si potesse definire un “opera”.

Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?

Si, sono su Facebook, semplicemente con un profilo che ha il mio nome e cognome.
Fabio Franzese.

Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.

La domanda che mi pongo più spesso è la seguente:” stò svolgendo bene il mio nuovo lavoro di Papà?”
La risposta, la stò scrivendo giorno per giorno, nelle testoline e nei cuori dei miei due meravigliosi figli, e saranno proprio loro, a darmi e a darsi una risposta in merito.

Cosa le piace?
Mi piace la positività, l’ottimismo in genere.
Mi piace l’idea che possa andare tutto per il verso giusto, mi piace la semplicità, l’assenza di troppi schemi preconcetti, mi piace ridere e sorridere, anche di me stesso.
Mi piace esternare le emozioni, che poi lo faccia scrivendo, cantando, o semplicemente piangendo, non importa.
Cosa non le piace?

Ovviamente, l’opposto di quello che mi piace, quindi la negatività, il pessimismo, e la capacità di complicarsi la vita ed i rapporti con gli altri, cercando di imprigionare tutto in schemi e regole, spesso superflue o esagerate.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o un'adozione universitaria?
Se proprio avessi questa possibilità, direi che il mio modo di scrivere, molto probabilmente, tradotto in inglese, perderebbe molto del suo slancio e della sua originalità.
Mentre, il confronto con un pubblico più elevato, sarebbe interessante, oltre che un occasione di crescita.
Il suo pubblico ideale ha 20, 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Il mio pubblico ideale, non lo catalogo in una fascia di età.
Io mi rivolgo a chi, ha un anima ed ha la voglia e la capacità di starla ad ascoltare.
A chiunque sia in grado di “sentire” ciò che scrivo, leggendolo a cuore aperto.

Saluti i suoi lettori con un aforisma o una citazione che parli di lei e delle sue emozioni..

A me, sono rimasti stampati nella mente, alcuni modi di dire, usati da mia madre, per esempio, lei diceva spesso “i piatti se rompono a chi li lava”
Ed io penso, che questo significhi, che non bisogna giudicare le persone dagli errori commessi, perchè sicuramente chi sbaglia, sta cercando di fare qualcosa, e sbagliando imparerà molto di più, di chi non fa niente, o di chi stà lì pronto a criticare e basta.
Quindi, grazie a tutti voi che avrete la voglia e la pazienza di leggermi, e spero proprio di ricevere da voi, la spinta giusta per continuare, e migliorarmi sempre.