Intervista a Fernando Fuschetti

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Il suo libro

L’alfiere di Norimberga

Narrativa

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11/01/2019

Fernando Fuschetti è nato a Marcianise nel 1946. Laureatosi in Scienze Agrarie, vince il concorso del Ministero dell’Agricoltura e Foreste – Corpo Forestale e ha una brillante carriera. In pensione si dedica alla sua passione scrivere storie


Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Fernando Fuschetti, autore del libro “L’alfiere di Norimberga”.
Cominciano da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?
Il titolo non l’ho scelto quando ho iniziato il racconto. Avrei potuto trovare diverse soluzioni che avrebbero comunque ben rappresentato l’anima delle vicende raccontate. Alla fine ho scelto, credo molto appropriatamente, il nome con cui viene appellato il personaggio principale del racconto, Eduardo de Dominicis, da un gerarca nazista durante l’interrogatorio al processo di Norimberga.
Il titolo scelto ha poi consentito una rappresentazione grafica della copertina di grosso impatto!

Quando e come nasce 'L’alfiere di Norimberga'?
Ho cominciato a scrivere il racconto all'inizio del 2018, ma avevo un canovaccio già nel 2017 mentre ero intento a pubblicare il mio primo romanzo “I sopravvissuti della battaglia di Teutoburgo”. Avevo voglia di affrontare questo tema tanto dibattuto del genocidio degli ebrei durante il regime nazista, tratteggiando anche una tormentata storia sentimentale dei due protagonisti.
Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?
Non c’è assolutamente un momento o un luogo preciso in cui ho deciso di scrivere questa storia, perché scrivere è la mia passione e quindi ho sempre in mente un progetto o una storia da raccontare. Credo però che per questo racconto sentivo un forte impulso a trattare questi argomenti, addirittura mentre stavo ancora scrivendo l’altro romanzo.



Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Ho un profilo su Facebook e sto preparando un blog dove potrò scambiare opinioni con i lettori del mio racconto e sentire le loro opinioni e i loro giudizi.

Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.
La domanda che potrei farmi è: ma tu perché scrivi?
La risposta è: perché scrivere mi dà la possibilità di creare personaggi cui mi affeziono e che riesco quasi a vedere, che mi fanno emozionare con le loro avventure con una partecipazione personale che va al di là delle semplici parole.
Cosa le piace?

Oltre a scrivere mi piace tanto leggere. Ho diversi autori italiani e stranieri che seguo nelle loro pubblicazioni con assiduità. Naturalmente mi piace molto seguire il campionato di calcio e la mia squadra.

Cosa non le piace?
Non ho mai sopportato la stupidità, l’arroganza e la falsità. Credo che uno dei problemi più grandi del nostro tempo sia la mancanza di rispetto per le persone che sfocia nelle più abberranti manifestazioni di razzismo, omofobia e violenza, in particolare contro le donne.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Come si svolge la storia, per i tempi e le situazioni proposte credo che una trasposizione cinematografia potrebbe esaltarne il messaggio che vuole trasmettere. La traduzione in inglese non mi dispiacerebbe perché consentirebbe la lettura ad un ampio pubblico.
Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Certi tipi di messaggi, per uno che scrive storie contestualizzate in periodi storici ben definiti, sono diretti a lettori di tutte le età perché ciascuno, secondo la sua esperienza, può trovarvi delle risposte a quanto conosce di fatti e avvenimenti storici e sociali.
Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni...
Non è semplice! Ma proprio perché per me il valore dell’amicizia ha un posto preminente tra tutti i miei sentimenti mi piace salutari tutti con un aforisma della signora Roosvelt “L’amicizia verso se stessi è di fondamentale importanza, perché senza non si può essere amici di nessun altro”.
Grazie e un saluto a tutti