Intervista a Barbara Appiano

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Il suo libro

Italia a fumetti e Italia a denti stretti

Narrativa

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05/03/2019

Barbara Appiano, di origine torinese, lavora presso una multinazionale tedesca che opera nel settore dell’automazione industriale; scrittrice prolifica dai molteplici interessi, ha pubblicato numerosi racconti e romanzi.


Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Barbara Appiano, autrice del libro “Italia a fumetti e Italia a denti stretti”.


Cominciano da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?
Il libro è nato da una visione che io ebbi un giorno a gennaio dello scorso anno quando andando a spasso con la mia lupa mi imbattei in una locomotiva Krupp abbandonata sotto il cavalcavia dell'autostrada Torino – Milano altezza Tronzano Vercellese nelle vicinanza di Santhia' , la cittadina nella provincia di Vercelli dove io attualmente risiedo.
Il luogo che mi si presento' agli occhi fu il degrado in cui la locomotiva con il suo tender annaspava per non farsi inghiottire da una discarica a cielo aperto tuttora presente, perche' tuttora la locomotiva giace in attesa che qualcuno la salvi...
Mi trovavo con il mio cane nelle vicinanze di questo luogo di periferico abbandono ,mentre sopra il cavalcavia , il mondo scorreva con macchine e tir che ignorandola sfrecciavano e sfrecciano senza curarsi della geografia dell'intorno e cioe' di ciò che ci circonda...
Immaginai la locomotiva con il comigliolo fumante e la immaginai come il treno della storia con Topo Gigio e Calimero rispettivamente capotreno e bigliettaio che conducevano la locomotiva nella storia d'Italia dall'ultima guerra ai giorni nostri ...Un fumetto dove i misteri delle varie stragi quale Piazza Fontana, la strage di Bologna piuttosto che l'omicidio di Aldo Moro e la scomparsa di Ettore Majorana, vengono raccontati come una fiaba, una fiaba che narra la storia come un fumetto.. Il titolo e' rappresentativo di quello che noi siamo : un Italia a fumetti, un Italia a denti stretti, che sorride poco e male visto che l'attuale crisi economica che stiamo vivendo impedisce a molti italiani di curarsi e di andare dal dentista per una normale detartrasi... Il sottotitolo “ trattoti , carri armati e barconi, scaldabagni e locomotive, trapunte e bigodini, sono l'espressione dell'Italia che ha marciato con i trattori , i carrarmati e gli attuali barconi di Lampedusa, arrivando ai giorni nostri con il boom ecomico che ha attraversato ben piu'di 70 anni di storia...
Gli scaldabagni e le locomotive sono unite dal vapore che entrambi producono , in un caso sono il progresso del dopo guerra che diede l'acqua potabile in casa agli italiani unitamente allo scaldabagno che la riscaldava, mentre dall'altro lato le locomotive hanno fumato come uno scaldabagno , viaggiando sulle rotaie della storia a suon di vapore che ha permesso alle locomotive di muoversi per trasportare la storia dell'umanita' in tutto il mondo.In questo io vedo la forza motrice del vapore e della storia che questo libro vuole portare in modo trasversale ai lettori.
Le trapunte e i bigodini , sono le trapunte del corredo di mia madre , una ricchezza che oggi non ha un rimando storico, visto che ormai anche le trapunte sono in vendita nei discount che ti vendono dal latte, alla lavatrice, sparigliando il senso delle cose, dove un tempo ogni cosa aveva un posto, il latte dal lattaio, la lavatrice nel negozio degli elettrodomistici,, Ora e' tutto in un frullatore indifferenziato,dove noi siamo solo dei consumatori che non ha la consapevolezza della miseria patita dai nostri padri ,che hanno ricostruito il paese..
I bigodini sono la messa in piega di mia madre che riscopri' quando ci trasferimmo a Torino, dopo anni di penuria, il piacere di andare dal parrucchiere per una messa in piega da farci acconciare ascoltando il chiacchiericcio e i pettogolezzi in compagnia di quei giornali che inventano le notizie , le trasformano in pettegolezzo e le fanno circolare cercando di abbinare la vita delle persone comuni a quella di coloro che sono l'argomento delle stesse riviste..il mondo dei cosidetti vip,che oggi occupano a 360 gradi in modo invadente tutti gli spazi televisivi , proponendosi come l'unica forma di cultura possibile...
Ora i bigodini non ci sono piu', perche' altre diavolerie si sono messe a violentare i nostri capelli per acconciarli secondo la moda del momento...






Quando e come nasce 'Italia a fumetti e Italia a denti stretti'?
Il libro nasce da questa visione, quando mi sono trovata davanti questa locomotiva che tuttora giace in stato di abbandono sotto il cavalcavia e l'ho immaginata in movimento , fumante e fischiante nel momento piu' sfolgorante della sua esistenza, immaginando le cose che aveva visto e sentito con gli occhi e le orecchie della memoria..
Corsi a casa e cominciai a scrivere questo libro con una furia creativa irrefernabile, immaginando Calimero, che mi ricorda la mia infanzia con il Carosello della prima televisione che oggi si chiama “pubblicita'” e Topo Gigio il mio personaggio preferito con cui mio padre mi convinceva a mangiare prendendomi in braccio e facendomi ascoltare la canzone del Topo piu' amato dai bambini degli anni ?60...
Il libro fu completato in circa 10 giorni, e sono stati giorni febbrili dove questa locomitiva fischiava e correva sullo schermo del mio PC per dire e raccontare la storia “in movimento”, un trasporto “su rotaia” particolare quello dei ricordi, del ritornare a raccontare “il sentito dire”, trasformando questa locomotiva in un postino...
Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?
Certamente 'c'è sempre un luogo, un momento , nel mio caso ,spesso io sono folgorata da momenti, luoghi abbandonati e abbruttiti da noi che non consideriamo la natura e il territorio come un habitat dove vivere , ma solo un luogo da trasformare in discarica o luogo dove accastare le cose che per noi sono inutili.
In realta' tutto e' utile, io scrivo degli altri, lo scrittore scrive degli altri per lasciare a coloro che verranno dopo di lui una testimonianza del tempo …
La locomotiva di “Italia a Fumetti , Italia a denti stretti” e' il movimento del ricordo, della ricomposizione dei fatti , della narrazione storica che deve avere un'oggettivita' per sviluppare il senso della critica e della discussione senza mai accettare nulla per scontato,visto che la storia ci dà la possibilita' di essere rivisitata attraverso i fatti documentati, in questo senso la storia e' una scienza di ricerca e verita' che non deve MAI essere trascurata.
Abbiamo bisogno di verita', di riconciliarci con il nostro passato attraverso la disamina dei fatti e delle motivazioni -assolutamente impaziali- che hanno formato il passato che e' il nostro presente, fatto da una costituzione che regge la normativa del nostro paese, pensando a coloro che l'hanno scritta come un regalo da lasciare alle nuove generazioni
Conoscere e' imparare, e imparare e' migliorare.
Non puo' esserci conoscenza senza pensare che la storia e' parte di noi, e in questo il libro e' l'unica forma di testimonianza viva che traghetta nel tempo sopravvivendoci e restando custode scevra da pregiudizi e libera di essere raccontata sempre attraverso la ricerca che e' conoscenza e ricordo.
Ricordare e' vivere ,e vivere e' condividere, il libro e' la massima condivisione che gli individui possono realizzare dove la dialettica e' il superamento dell'oblio.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?

Ho un profilo social su Face Book,sono su twitter e ho un mio sito www.appianobarbara.it dove i lettori potranno vedere che cosa intendo io per mestiere dello scrittore. Troppi si improvvisano scrittori, spesso e' il narcisismo esasperante alimentato dai social a creare dei falsi talenti che si rivelano nel tempo essere prodotti della nostra mediocrita', che e' pericolosissima, perche' annienta coloro che il talento ce l'hanno ma non riescono ad esprimerlo per l'esasperante clima di competizione cui tuttora io assisto. Non smetterò mai di dire che il talento e la genialita' sono rarissimi e spesso oggetto di discriminazione ed emarginazione...In questo l'editoria pura e meritocratica deve riscoprire il ruolo di “ricercatore di talenti “ che sono una risorsa per tutta la nostra societa'.Noi abbiamo bisogno di talenti che possano dare a tutti speranza e bellezza senza competizione ma con condivisione. La competizione e' nemica della bellezza e alimenta invidia.



Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.
La domanda è: perche' in Italia si legge poco. La risposta e': Perche' nessuno a livello istituzionale e di governo cerca di migliorare il clima culturale per esempio istituendo nelle scuole ore di lettura e di confronto.
Gli insegnanti sono lasciati da soli e si sobbarcano il disagio delle famiglie, le poche ore a disposizione e devono fare “efficienza”.Un giorno anche gli studenti che vanno a scuola con degli zaini che sono dei “macigni” avranno il “badge” che misurera' la loro efficienza.

La scuola e' il mondo della bellezza, della conoscenza che non puo' essere sottomessa al tassametro che bisogna fare tutto e in fretta, Per fare bisogna avere tempo e il la scuola e' il tempio del libro e del tempo.
Chiedo ai governanti di aiutare il libro che versa in stato di abbandono e viene messo in vendita vicino a lavatrici e aspirapolveri di restituirgli la dignita' di prodotto culturale assoluto e di istituire ore di lettura nelle scuole con la possibilita' che gli scrittori vadano nelle scuole a illustrare le proprie opere, lo scrittore e' parimenti importante quanto un amministratore delegato, un falegname, un medico, un idraulico , un ragioniere.


Cosa le piace?
Mi piace pensare che i libri sono comunque il futuro in divenire che restano i custodi di parole e mondi raccontati perchè immaginati e in questo diventando una specie di monumento vivente della nostra storia , fatta di microstorie che fanno la grande storia...
la storia e' di tutti coloro che vogliono raccontarsi, perche' in essa vi è la condivisione , un bene necessario per proporre un mondo alternativo a quello attuale dove la violenza e l'isteria si sono sostituiti al dialogo.

Cosa non le piace?
Lo dico sempre ,quando mi viene chiesto; non mi piace il pressapochismo , la superficialita'con cui si grida al talento, non mi piacciono i libri dozzinali, gli “scopiazzamenti” che mortificano l'arte del libro, non mi piace vedere la mediocrita' che fa a gomitate senza che nessuno intervenga per arrivare a diventare maestra di vita...
Non mi piace il chiacchiericcio da salone di bellezza dove l'informazione e' sapere se tizio o caio si sono rifatti il naso o ridotti la “pancia” per sembrare piu' giovani.
Detesto coloro che si vergognano-perche glielo hanno insegnato- di dire quanti anni hanno e che si imbarazzano a mostrare la loro eta'come se fosse un peccato. Pensare di vergognarsi perche' ti insegnano che invecchiare e' una forma di discriminazione e' un atto contro natura.
La natura e' il tempo , il tempo e' anche vivere e vivere non invecchiare ma sperimentare.
La nostra societa' ha pervicacemente indottrinato l'umanita' insegnando il non senso della vergogna nel dire la propria eta', proponendo modelli di uomini e donne assolutamente fuori dalla realta', e in questo ingannandoci.
Io assisto ad un continuo inganno della realta' dove si vuole camuffare la realta' incolpandola di essere “vera”.


Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Italia a fumetti, Italia a denti stretti “ potrebbe diventare un cartone animato e a mio avviso vedendo il panorama attuale di film documentari ecc.. potrebbe avere potenzialmente successo, visto la tipologia costruttiva del libro , il senso della narrazione come una favola i cui contenuti sono testimonianze di fatti che hanno segnato il nostro paese.
Penso che possa essere anche adottato nelle scuole della prima infanzia,visto che i personaggi del libro Topo Gigio e Calimero sono personaggi della mia infanzia che io voglio presentare all'infanzia contemporanea nata con il telefonino fra le mani a cui bisogna insegnare a sfogliare il libro.
“Io sono la parola , sono una sola , senza di me il mondo non esisterebbe, senza di me il mondo non avrebbe un nome “
Questo e' la sintesi del mio pensiero desunto da altro mio libro “ADELANTE PALABRA”. La parola e' proiezione di piu' mondi dove sono le persone e non i telefonini, piuttosto che la televisione a condividere dialogando la bellezza dell'esistenza in cui non esiste vergogna.


Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?

I miei libri sono definiti romanzi di formazione e in questo sono destinati per taglio, contenuto e struttura linguistica a fasce d'eta' che vanno dall'infanzia agli adulti. Non ho target, sono felice anche quando un solo lettore ha letto un



mio libro donandogli un'emozione. Non mi aspetto ricchezza dai miei libri, ma condivisione e possibilità di lasciare agli altri una speranza.
In questo il denaro e' poca cosa, perchè il libro quando nasce non e' pensato come fonte di denaro ,ma come interpretazione del mondo.

Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni...
Il libri sono degli esseri viventi, i miei libri sono i miei figli che lascio ai lettori , i libri hanno voglia di parlarvi , sfogliateli lentamente , assaporatene il gusto e il piacere della lettura, vivrete in prima persona l'avventura della fantasia che non ha bisogno di ricchezza e di camuffata..
Penso ad un mondo con tante librerie tutte affollate da lettori desiderosi di avvicinarsi ai libri, che sono degli amici silenziosi che parlano senza dire.