Intervista a La scrittrice smemorata

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Il suo libro

Sira e il ricordo di Goodland

Fantasy

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08/03/2019

Eccoci, curiosi e interessatissimi finalmente conosciamo La scrittrice smemorata, autrice del libro “Sira e il ricordo di Goodland”.


Ci vuole dire come mai è arrivato a questa pubblicazione?
Il testo è stato scritto in varie fasi. Non c’è stata una volta in cui l’idea di scrivere un libro è arrivata e poi si conclusa lì, in quel momento. Semplicemente cominciai a scrivere a seguito della mia interruzione agli studi universitari, quando compresi che la scelta da me perseguita non era quella giusta. Da lì, pensando e ripensando a quanto fosse errato il sistema in cui mi trovavo e di quanto simile fosse questo a tanti altri che compongono la nostra società, mi balzò nella testa l’immagine di un mondo diverso, in cui ognuno potesse perseguire la strada giusta..un mondo, a quanto pare, assai dissimile dal nostro, o almeno per chi non lo vuole, per chi non lo desidera.






Quando e come nasce “Sira e il ricordo di Goodland”?
Nasce dalla volontà di “ cambiare le cose”. Molti giovani oggi compiono mestieri, lavori che si traducono in scelte imposte, spinti da obblighi e in altri casi da vere e proprie necessità. Ma ci siamo mai chiesti cosa ci piace in realtà e nel profondo del cuore? Quale sia quella strada che ci fa essere liberi, sicuri e di conseguenza felici? Ritengo personalmente che una delle cose più complicate al mondo sia scovare per un uomo la retta via da seguire. Quando qualcuno la trova è molto fortunato. Se la trovassimo tutti sarebbe un’utopia, un mondo certamente migliore di quello in cui viviamo.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Certo! Ho un profilo instagram e uno face book. In entrambi i casi mi troverete come la scrittrice smemorata.

Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Nella mia testa ho mille idee. Credo che la scrittura sia bella perché non ha confini. Mi piacciono infatti tantissimi generi letterari. Due idee sono però costanti: una concerne un libro di favole per bambini, con disegni assolutamente elementari e simili a quelli già inseriti nel mio primo libro; la seconda invece riguarda un genere che si allontana notevolmente da questo e dal fantasy, ed è un giallo, da sempre il mio genere preferito.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Cosa le piace?

Mi piace l’Arte, in ogni sua forma e profumo. Mi piace il sole e il cinguettio degli uccelli al mattino, l’odore del caffè che inebria la casa, il sorriso di un neonato e il suo odore, l’odore della bontà fatta persona. Mi piacciono le cose belle, anche se sembra scontato dirlo, e l’onestà, quella più pura.
Cosa non le piace?
Non mi piace il buio, la presunzione, la superbia e la slealtà, è la cosa che più odio in questo mondo.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
In una sola parola, l’Amore. Credo che nulla abbia senso se manca quello, non può esservi coraggio, volontà, prospettiva e null’altro. E’ l’amore a muoverci e a renderci umani, altrimenti saremmo delle macchine, le più fredde e spente.

Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
Neve, di Maxence Fermine. Credo di averlo letto e riletto, poi letto e ancora riletto..è un libro fatto di un candore smagliante.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Io mi ripeto sempre una frase, da quando ero piccola; da quando vidi per la prima volta un film e mi colpì davvero tanto: Quando le cose vanno male pensa che potrebbero andare peggio. Da quel momento è diventato il mio motto e non mi abbandona mai, anche quando le cose vanno davvero male.