Intervista a Jasmine Mauri Velleda Dobrowolny

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Il suo libro

Dall’Intenzione all’Azione

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12/03/2019

¬¬Velleda Dobrowolny Formatore e coach conosciuta in ambito internazionale, Velleda offre workshops e trainings sulla comunicazione autentica e la leadership in Europa, India e Stati Uniti.
Jasmine Mauri Da sempre interessata all’esplorazione del mondo interiore, Jasmine ha coltivato per decenni tecniche d’introspezione e di meditazione yoga insieme a studi di filosofia orientale. Counselor diplomata dal 2010.
Eccoci, curiosi e interessatissimi finalmente conosciamo Velleda Dobrowolny, autrice del libro “Dall’Intenzione all’Azione”.
Ci vuole dire come mai è arrivata a questa pubblicazione?
Ho sempre avuto la passione di comprendere i meccanismi interiori, della mente conscia e inconscia, e il desiderio di acquisire una consapevolezza più ampia della realtà che creiamo con i nostri pensieri e abitudini. Questa ricerca mi ha portato ad avvicinarmi a varie tradizioni filosofiche e spirituali, a praticare yoga e meditazione. Nel 2009 ho fatto una prima breve pubblicazione nell’ambito della mia docenza nel Master all’Università di Udine: Quando parla la Dea, all’interno del libro “Il corpo delle donne - Tra discriminazioni e pari opportunità”, di Forum editrice, Udine.
Per anni ho trascritto le mie esperienze nei diari, descrivendo ostacoli e scoperte, epifanie in cui si dissolvevano limiti e difficoltà. Un giorno racconterò questa storia per esteso. Per ora, in questo libro sull’intenzione, metto a disposizione dei lettori una sintesi delle mie ricerche e del mio lavoro, il frutto di anni di pratica assidua degli insegnamenti d’illustri maestri, ai quali sono immensamente grata perché posso dire di aver finalmente sviluppato la capacità di ancorarmi al mio interno, nel mio cuore. Quest’ancoraggio mi è utile nella vita quotidiana, mi dà una sensazione di pace e di gioia, una centratura che mi sostiene anche nei momenti difficili, nelle relazioni e nel lavoro.
Quando e come nasce “Dall’Intenzione all’Azione”?
Ho avuto la grande gioia di potere trasferire il mio bagaglio di conoscenze nel mio lavoro di coaching e formazione sulla comunicazione, il Public Speaking e la leadership. È stato allora che ho scoperto il grande potere dell’intenzionalità. Ho visto che, lavorando sull’intenzione, è possibile andare più in profondità in quelle che sono le passioni, le motivazioni profonde che ci spingono a parlare, a creare progetti, a fare scelte. L’intenzione è una chiave per chiarire idee e superare preconcetti, giudizi e paure, permette di rivelare capacità nascoste e aree di sviluppo interessanti. In altre parole è uno strumento che ci aiuta ad essere più liberi e autentici nelle nostre scelte quotidiane e nella comunicazione con gli altri. In questo saggio troverete una serie d’indicazioni e strumenti che utilizzo regolarmente nei miei seminari e che ora metto a disposizione di tutti coloro che cercano chiarezza e direzione, e la forza per realizzare i propri sogni.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Sì, anche se confesso di stare muovendo i primi passi nel digitale! Il mio sito web è: www.easefulcoaching.com
La pagina facebook dedicata al tema dell’intenzione è: https://www.facebook.com/intenzione/
Mi piacerebbe iniziare un blog e un dialogo proficuo sull’intenzione e credo che dovrò aspettare le giuste sinergie per crearlo.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?

È stato arricchente scrivere questo libro insieme a mia figlia che mi ha affiancato in tante avventure e ricerche! Credo che continueremo a scrivere a quattro mani perché è molto più divertente e abbiamo già alcune idee sul tema della creatività. M’interessa capire come funziona esattamente il processo creativo, come si entra nel flusso, cosa ci dice che siamo nel flusso. Cosa agevola e cosa impedisce l’accesso a quella fonte inesauribile di gioia, di innovazione, di avventura che risiede dentro di noi!
Inoltre, come dicevo prima, un giorno racconterò la storia della mia ricerca personale di scopo e significato profondo della vita.

Riserviamo l’ultima parte dell’intervista a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?

La mia storia personale è particolare, perché ho sempre fatto tante cose contemporaneamente, come se non avessi tempo da perdere in questa vita: due lauree, il diploma d’interprete, l’insegnamento, e anche due figli che amo molto e che ho cresciuto da sola come madre single divorziata. Verso i 40 anni ho trovato nello Yoga tante risposte e nuove prospettive di sviluppo, e questo mi ha portato a viaggiare in India, in Europa e negli USA, dove mi sono traferita, con la benedizione dei miei figli ormai adulti, nel 1993.

Qui ho approfondito la meditazione e lo Yoga, come pure ricerche in diversi campi, viaggiando estesamente e lavorando come trainer di speakers e insegnanti di meditazione Yoga in Nord America e in Europa. Tornata in Italia nel 2005, ho cominciato a insegnare in una scuola di Counseling e attualmente lavoro come formatore e coach in vari ambiti.

Cosa le piace?
Mi piace sostenere le persone a scoprire le proprie potenzialità e realizzare i propri sogni! Credo che ognuno di noi abbia un mondo dentro di sé che è lì per essere scoperto, e a volte basta davvero poco per sostenere la creatività delle persone.

Yoga e meditazione a parte, mi piace molto il cinema, la musica, l’arte. Il buon cibo sano, e mi piace anche cucinare! Mi piace tutto ciò che arricchisce la vita e i rapporti umani, mi piace ciò che avvicina la gente di paesi diversi e permette di parlare la lingua del cuore. Adoro figli e nipoti e la mia famiglia, amo passeggiare in mezzo alla natura, godendomi lo spettacolo del mare e del cielo. A Trieste abbiamo la fortuna di avere un mare e un cielo meravigliosi, e anche bellissime passeggiate sull’altipiano del Carso! Amo la vita in tutti i suoi aspetti e le piccole cose che la rendono sempre nuova.

Cosa non le piace?
Non mi piace la chiusura rispetto a tutto ciò che è diverso da noi, che siano altre culture, altre strade spirituali, oppure emigranti o poveri. Cerco di combattere l’insensato sfruttamento delle risorse del pianeta sostenendo iniziative e comportamenti ecologici ed etici. Ritengo che sia un preciso dovere di ogni essere umano proteggere l’ambiente in cui viviamo, per noi stessi e per le generazioni future.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Per me è fondamentale la comunicazione con gli altri, una comunicazione autentica, sincera, di vero ascolto. Il rispetto e la trasparenza nei rapporti. L’apertura a dare e ricevere, in modo da poter continuare a imparare dalle relazioni, sia nei rapporti personali che nei rapporti di collaborazione professionale. A volte mi sembra di non avere abbastanza stimoli dove vivo, perché sono abituata a viaggiare e mettermi in gioco, a mettermi sulla lunghezza d’onda di persone di paesi diversi. Continuo a viaggiare regolarmente, tuttavia, se rifletto bene, mi rendo conto che ovunque io sia posso trovare stimoli interessanti e lezioni nuove, magari di segno diverso. A volte si tratta di accettare quello che c’è e semplicemente godere di un tramonto o di un concerto, di un raggio di sole in pieno inverno! Il ritmo può cambiare nel tempo. A volte mi trovo con una serie di progetti interessanti da sviluppare, a volte niente, e va bene anche questo. Sto imparando ad accettare il flusso naturale di espansione e riposo e a muovermi con esso. A volte, quando il ritmo è troppo serrato in un progetto, lancio un urlo silenzioso all’universo pregando di rallentare, non solo per me, ma per tutte le persone coinvolte in quel progetto, e mi accorgo che quest’appello viene ascoltato. È appena accaduto in un progetto che sto portando avanti con un team internazionale molto motivato e abbiamo davvero rallentato e rimandato alcune scadenze. Potere dell’intenzione! Ecco questo mi entusiasma, toccare con mano il fatto che siamo tutti connessi e quando la mia intenzione è chiara e amorevole, c’è qualcosa che risponde e sostiene.

Dopo aver conosciuto Velleda Dobrowolny, ecco che ci accingiamo a conoscere Jasmine Mauri.
Una domanda diretta: com'è stato lavorare a quattro mani?
Velleda e io ci siamo continuamente ispirate a vicenda attivando una serie di brainstormings e condividendo esperienze personali sul potere dell’intenzione nella vita quotidiana. Un potere, una forza che non ha mai cessato di stupirci per la sua efficacia. Ricordo le parole di una saggia donna, che era solita ripetere: “State attenti a cosa chiedete, perché alla fine otterrete esattamente quello!”
Vuole aggiungere qualcosa a quanto detto dal coautore?
Anche io come mia madre Velleda, pratico Yoga da 30 anni. Mi ha colpito in particolare la filosofia dello Shivaismo del Kashmir, uno studio che mi ha aperto al confronto con altre filosofie e tradizioni spirituali. Prediligo le tradizioni che esaltano l’esperienza di comunicazione intrapersonale, la relazione profonda con la natura, con il divino che trascende qualsiasi forma di comunicazione preconfezionata. Sono rimasta affascinata dalla storia del poeta sufi Rumi e del suo maestro Shams di Tabriz narrata tanto bene nel libro Le quaranta porte di Elif Shafak. Il misticismo sufi trascende la regola scritta e parla a chiunque voglia capire qualcosa di sé e del rapporto diretto con il divino. Amo immergermi nelle storie del Tempo del Sogno degli Aborigeni australiani, che sono metafore di crescita personale e spirituale. Amo il modo di rapportarsi alla natura colmo di rispetto dei Pellerossa, come pure lo straordinario esempio del fondatore dell’Aikido Morihei Ueshiba: dopo un durissimo allenamento giovanile, Ueshiba trascese i limiti del suo corpo fisico divenendo un guerriero imbattibile. Riusciva a respingere gli avversari anche solo con la voce, con la forza di volontà e l’intenzione. Molti non capivano come facesse a trovarsi in mezzo a uno stuolo di avversari e, un secondo più tardi, a salutarli dalla cima di una palma. In tanti si avvicinarono alla disciplina dell’Aikido ispirati dalla sua forza e soprattutto dalla dolcezza del suo sorriso.
Anche per lei qualche domanda personale:il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
È difficile fare una scelta fra i vari libri che mi hanno piacevolmente ispirata, ma se devo collegarmi a quanto ho scritto nell’ambito dell’art counseling, vorrei citare il Libro Rosso di C. G. Jung. Ad un certo punto lui, rivolgendosi direttamente al lettore, lo esorta a iniziare anche lui un “libro rosso” personale. Secondo lui, tutti dovremmo avere una sorta di diario nel quale attiviamo un dialogo con noi stessi, con ciò che ci accade, con i personaggi e gli elementi che s’intrufolano nei nostri sogni. È questo il tipo di dialogo che ho iniziato a esplorare attraverso il disegno e i colori. Un gioco creativo con i contenuti della mente e del cuore per comprendere e accogliere pensieri, impulsi, sensazioni in modo libero e spontaneo. Questo è ciò che amo coltivare e offrire anche agli altri: la possibilità di cambiare e scegliere la direzione da dare alla propria vita, una scelta basata sui valori personali, sui desideri del cuore ed esigenze reali.
Il counseling mi ha dato preziosi strumenti che mi permettono di leggere la realtà e i caratteri delle persone attraverso più lenti di lettura: dall’analisi transazionale di Berne e Harris all’enneagramma di Gurdjeff, dall’analisi del linguaggio della PNL di Dilts al puro ascolto rogersiano. L’approcciodel counseling mi ha dato gli strumenti per andare al di là di limiti fisici e mentali e lasciar andare tutto ciò che mi impedisce di essere me stessa, congruente con ciò che sento e sono.
Se potesse cambiare qualcosa nel mondo che viviamo cosa farebbe?
Mi piacerebbe portare nelle scuole alcune sessioni di libera esplorazione di sé utilizzando più canali espressivi: l’arte e il disegno, il movimento corporeo, lo yoga, la visualizzazione, la meditazione, la musica, la voce, il role playing.
Spero un giorno di poter dare un maggior contributo alla terra, in termini di sostegno diretto a piante e animali. M’ispirano molto le iniziative di agriturismi che mirano alla coltura e allevamento etico e biologico. Soprattutto le iniziative di recupero di razze in via di estinzione, di tipi di alberi da frutta poco coltivati e trascurati per favorire la biodiversità, così utile e preziosa per le generazioni future. Attraverso il lavoro dell’art counseling, vorrei poter sostenere e affiancare il loro lavoro, per esempio creando un laboratorio multi-sensoriale con il vantaggio dell’immersione totale nella natura e nella vita di campagna.
Progetti editoriali in cantiere?
Ho in mente un’idea per approfondire l’aspetto del potere creativo innato in ciascuno di noi. Un potere che ci permette di avere un ruolo attivo nella creazione del nostro destino, giorno dopo giorno. In realtà nulla ci trattiene dal farlo, se non le nostre stesse paure, le limitazioni che pensiamo di avere.
A proposito del potere dell’immaginazione creativa, mi piace ricordare una frase di Walt Disney: “Il mondo è una tela per la tua immaginazione. Tu sei il pittore. Non vi sono regole. Vai al lavoro.”