Intervista a Simona Maccarone

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Il suo libro

Lo sfascio

Narrativa

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20/03/2019

Simona Maccarone nasce a Milano nel 1992, si diploma al liceo scientifico, segue le sue inclinazioni all’università iscrivendosi alla facoltà di Lettere moderne. Questo è il suo romanzo d’esordio.
Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Simona Maccarone, autrice del libro “Lo sfascio”.
Cominciano da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?
Volevo un titolo che potesse suscitare interesse nel lettore ma al tempo stesso essere collegato al tema centrale del romanzo che è, sostanzialmente, quello della perduta innocenza, della contaminazione e della fragilità di tutto ciò che è puro. Nel momento in cui il destino ti punta il dito contro e le persone sbagliate entrano nella tua vita avviene la contaminazione: le speranze si accartocciano, non si è più in grado di dare un senso alle cose e a quel punto ognuno reagisce allo sfascio della propria vita in modo diverso.
Quando e come nasce 'Lo sfascio'?
“Lo sfascio” nasce nella primavera del 2009, quando una sera, dopo il solito pomeriggio passato sui libri, mi sedetti alla scrivania con un quaderno e una penna e cominciai a scrivere il prologo del romanzo, dando vita alle tre protagoniste le cui personalità erano già impresse nella mia mente. Ho sempre amato scrivere e tante sono le storie che ho iniziato e mai finito ma è stato come se “Lo sfascio” avesse vita propria: ricordo che riempivo di inchiostro pagine su pagine, in totale due quaderni che conservo ancora, mentre i dialoghi e la narrazione procedevano spontaneamente, come se avessi davvero assistito a questa storia dall’alto e dovessi solo metterla su pagina.


Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?
Essere una scrittrice è da sempre il mio sogno, ho cominciato a scrivere storie già alle scuole elementari. Questo romanzo nasce proprio nel cuore della mia adolescenza e la prima stesura è durata circa un anno: è stato poi arricchito dalle esperienze, ricordi e sensazioni che ho acquisito con la crescita in modo da sfrondare il racconto dalla vena troppo adolescenziale e renderlo un po’ più maturo.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Certo! Chi vuole può trovarmi su Facebook (Simona Maccarone) e su Instagram (simona_maccarone).

Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.
Perché puntare su un romanzo scritto dieci anni fa ai tempi del liceo?
Perché il nostro passato non va dimenticato né ignorato, fa parte di ciò che siamo, che ci piaccia o no. Una storia che parla di adolescenti, scuola, fermate dell’autobus e bullismo può avere qualcosa da dire anche a chi vede questi elementi solo come frammenti di un’età ormai andata, perché essi si intrecciano alle tematiche della paura degli altri, della violenza fuori e dentro le mura di casa, del rapporto con l’altro sesso, del diventare donna in un mondo che non è fatto per le donne.
Cosa le piace?
La gentilezza, l’umiltà, la generosità, la capacità di ascoltare l’altro senza giudicarlo, l’ordine e la pulizia, i lavori ben fatti e le persone che festeggiano il compleanno del loro animale domestico.
Cosa non le piace?
L’arroganza, la saccenteria, il narcisismo, la misoginia in ogni sua forma, l’aggressività e le persone che criticano quello che mangi e poi pescano dal tuo piatto.

Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Potrei dire che non ho mai immaginato “Lo sfascio” in un film, che non ho mai pensato ai volti dei personaggi, all’ambientazione, all’atmosfera, alle musiche… Ma mentirei. Una trasposizione cinematografica sarebbe un sogno. Non nego però che anche una traduzione in inglese mi piacerebbe, almeno per farmi conoscere all’Estero, soprattutto tramite i social, ma devo prima pensare a conquistare il pubblico di casa mia!


Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?

È chiaro che questa storia può attrarre di più un pubblico di adolescenti e ventenni ma ho avuto riscontri da lettori di tutte le età che mi hanno confermato che una storia, se piace, lascia qualcosa a tutti.
Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni...
“La letteratura è una difesa contro le offese della vita.”