Intervista a Chiara Lipari

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Il suo libro

My Bloody Deadly Love

Fantasy

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10/05/2019

Chiara Lipari è nata l’8 ottobre del 1998, frequenta il Liceo delle Scienze Umane “Marie Curie” di Tradate (VA). Accanita lettrice, ama l’arte in ogni sua forma e, in particolar modo, il teatro; fa, infatti, parte di una compagnia teatrale. Inoltre, pratica pattinaggio artistico a rotelle e compete a livello nazionale nella categoria gruppi spettacolo.

Eccoci, curiosi e interessatissimi finalmente conosciamo Chiara Lipari, autore del libro “My Bloody Deadly Love”.

Ci vuole dire come mai è arrivato a questa pubblicazione?
Questo libro ha una “storia” decisamente meno tortuosa del primo episodio (“My Bloody Deadly Crush”, nato da un sogno e da una recente rottura), sapevo che nel caso in cui la critica degli amici e le recensioni fosse favorevole a un seguito avrei continuato le avventure di North Hampshire con un ultimo, esplosivo, capitolo.
In generale, mi piace lasciarmi le porte aperte: anche nella situazione di My Bloody Deadly Love, dopo il quale è impossibile che ci sia un seguito (leggendo, capirete perché) non nego la possibilità di uno spin off; però lo ammetto: è altamente improbabile, finito My Bloody Deadly Crush avevo già tante idee per il seguito… mentre adesso, con Love, per me la saga può considerarsi conclusa e completa, preferisco concentrarmi su nuove storie.
Quando e come nasce “My Bloody Deadly Love”?

È stato abbastanza semplice… dopo aver finito di scrivere My Bloody Deadly Crush avevo la testa piena d’immagini: l’Incipit con la caccia ai non-morti, le atmosfere che riprendono quelle del primo episodio ma in versione molto più cupa, Crystal combattuta fra un passato meravigliosamente sbagliato e un futuro in cui deve ricomporre i frammenti della propria vita, eccetera… (scrivo “eccetera” perché, se continuassi, probabilmente scapperebbe un spoiler! E non voglio rovinare la lettura a nessuno). Avevo iniziato a scrivere My Bloody Deadly Love a caldo, subito dopo il travagliato finale di Crush… ma poi mi sono interrotta perché era insensato, da parte mia, scrivere il seguito di un libro che non avevo ancora pubblicato! Però l’ho conservato, il mio sesto senso me lo diceva che, prima o poi, mi sarebbe tornato utile.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Su Instagram, il social da me più utilizzato, sono @the_walker_girl_ mentre le pagine del mio libro si chiamano @my_bloody_deadly_saga e @my_bloody_deadly_crush_libro quest’ultima tratta unicamente del primo libro e non la gestisco più da quando ne ho accidentalmente perso la password (sì, ho sempre la testa in aria io!).
Su Facebook sono Chiara Lipari e la pagina del libro (è una, non ho ancora perso le credenziali per grazia divina) si chiama “My Bloody Deadly Crush - Saga”.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Ho sempre nuovi progetti, in questo momento mi sto occupando di un libro abbastanza complesso, non tanto per la trama intrecciata bensì per la quantità di studio che la stesura richiede. È difficile poterlo spiegare senza leggerlo! Seguendomi sui social avrete la possibilità di restare aggiornati sulle mie future pubblicazioni e, se v’interessa, anche vedere un po’ di quello che accade nella mia vita, con annessi episodi divertenti (come il riconoscitore vocale di “Ok Google” del mio telefono che irrompe nel mezzo della lezione di letteratura latina e tante altre quotidiane figuracce).

A seguito, ho due progetti che vorrei portare avanti in contemporanea, saranno due storie completamente differenti, ma avranno una cosa in comune: una figura, presente in entrambi, ma raffigurata sotto due aspetti differenti. È un personaggio chiave in entrambe… molto importante, per la trama e me, in quanto mi sento di poter dar nuova vita, attraverso i miei scritti, a questa mia cara amica a quattro zampe.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?

Sono studentessa di Lettere Moderne presso l’Università Cattolica, ma il mio sogno è quello di diventare attrice, infatti ho frequentato e sto frequentando tutt’ora corsi sia di recitazione cinematografica sia di drammaturgia antica e teatro. Intanto pratico pattinaggio artistico a rotelle e gareggio nella categoria Piccoli Gruppi Spettacolo con la squadra della Rotellistica Gallaratese; in più ogni tanto svolgo qualche lavoro come modella… non a caso una delle mie frasi preferite è mens sana in corpore sano!

Cosa le piace?
Essere in luoghi familiari con le persone di cui mi fido e i miei gatti, recitare… amo la familiarità del palco! E poter scrivere tranquillamente, sola con le mie idee, senza altre preoccupazioni ad assillarmi l’animo.
In breve, sono alla ricerca del mio equilibrio, del raggiungimento dei miei obbiettivi, in un momento in cui tutto questo è stato sconvolto.
Cosa non le piace?
Arrendermi, ricevere una porta in faccia e buttarmi giù. O almeno nelle attività che amo (recitare e scrivere, appunto). Non sempre mi capita di riuscire a ottenere un ruolo o di pubblicare un racconto nel quale mi sono impegnata, la cosa importante è non buttarsi giù e non smettere di combattere e riprovare.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
La forza che ci fa vivere giorno per giorno… l’amore verso se stessi, quello che ci spinge a impegnarci per realizzare i nostri sogni.
E la torta. Quella al cioccolato, molto illegale per lo stile di vita che vorrei, che mangio fra una lezione e l’altra. Accidenti, ci sono dei giorni in cui vado in università solo per quella! È troppo buona.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?

Credo sia “La Canzone di Achille” di Madeline Miller: adoro l’Iliade, ho sempre parteggiato per gli Argivi e aspettavo solamente che qualcuno mettesse per iscritto la (ahimè travagliata) storia che Achille e Patroclo meritavano.
(Lo so che Omero è sempre rimasto vago, ma nella mia testa quei due sono la coppia più bella della letteratura, antica e non, e nessuno può farmi cambiare idea!)

C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Se non fosse per la mia torta proibita da universitaria in crisi direi che è proprio mens sana in corpore sano! Beh, comunque rimane un’ideale che mi affascina, quello di essere in equilibrio con il corpo e con la mente.
Oppure il mio sempreverde: When someone told me I lived in a Fantasy land I nearly fell off my unicorn (Quando qualcuno mi ha accusata di vivere in un mondo di fantasia per poco non sono caduta dal dorso del mio unicorno). Questo ben definisce le nuvolette in mezzo alle quali, fin troppo spesso, dimentico la testa.