Intervista a Dato R. I fratelli Frllo Agostino A. e

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Il suo libro

Mastro Heidn l'Orologiaio

Fantasy

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13/05/2019

Nati nel Sud della Repubblica, i fratelli Frllo sono cresciuti con la passione per il Fantasy. Entrambi padri di famiglia, sono rispettivamente astronomo e insegnante di Matematica e Fisica nei licei il maggiore e funzionario di un’agenzia di controlli comunitari il minore.



Eccoci, curiosi e interessatissimi finalmente conosciamo Antonio Agostino autore del libro “Mastro Heidn l'Orologiaio”.


Ci vuole dire come mai è arrivato a questa pubblicazione?
C’è uno gnomo nella nostra mente che ci ha obbligati a farlo.
Quando e come nasce “Mastro Heidn l'Orologiaio”?

Si dice che gli gnomi nascano da uova di drago non fecondate. Ma Heidn non è uno gnomo come gli altri. Oh, intendevate il libro? La storia dell’Orologiaio ha cominciato a prendere vita quando eravamo ragazzini e la fantasia ci portava a viaggiare in altri mondi usando come portali i libri e i videogiochi. Arrivati a una certa età, ci siamo resi conto che fosse nostro dovere morale raccontare ai nostri figli le avventure del piccolo maestro inventore.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Il mio profilo Facebook è Antonio Agostino (link https://www.facebook.com/antonio.agostino.52), ma è in cantiere un profilo dedicato a Mastro Heidn.

Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Stiamo continuando a scrivere la collana dedicata a Mastro Heidn l’Orologiaio, ma abbiamo altri progetti letterari in mente, dei quali è ancora prematura parlare.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Sono docente di matematica e fisica e amo la mia professione. I miei alunni sostengono che un professore di matematica non dovrebbe scrivere libri di narrativa e forse hanno ragione. Vivo a cavallo di due mondi sin dalla tenera età di nove anni, quando m’imbattei per caso ne “Il Signore degli Anelli” nella biblioteca del nonno materno.
Cosa le piace?
Gli gnomi e le loro diavolerie. Il cibo della Repubblica e le belle donne di Belthasia. E la golemantica, naturalmente.
Cosa non le piace?
Le persone che abusano del loro potere, per quanto piccolo sia.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
La lettura e la fantasia, che mi permettono di vivere più vite contemporaneamente.
Dopo aver conosciuto Antonio Agostino, ecco che ci accingiamo a conoscere Rosario Dato.

Una domanda diretta: com'è stato lavorare a quattro mani?
Semplice come due ragazzini che in un'afosa giornata d'estate sul greto di una fiumara inscenano la parodia di uno gnomo che ha buttato l'oro fuori dalla pentola per metterci dell'altro. Che ci crediate o no tanti anni dopo un cercatore amatoriale ha trovato una pepita nello stesso posto. Ci sono opere che si scrivono da sole alle quali tu fai solo da spettatore meravigliato.
Vuole aggiungere qualcosa a quanto detto dal coautore?
Anche le donne di Alunda sono niente male.
A parte questo mi reputo indegnamente coautore, ci siamo divisi i compiti e Antonio ha fatto il grosso del lavoro. Come gli hobbit sul Monte Fato, abbiamo iniziato assieme, finiremo assieme: l'ascesa del vulcano nell'alto medioevo era considerato atto penitenziale di grande devozione.
Anche per lei qualche domanda personale: il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
Domande del genere han fatto scoppiare la guerra di Troia sa. A parte la saga di Mastro Heidn che ho già letto in anteprima e potrei “spoilerare”, i miei gusti sono molto eclettici: non smetto mai di rileggere i Vangeli dove sono tutte le risposte alle domande più intime dell'anima umana. Ho letto di recente un trattato sulle vaccinazioni pediatriche e un tomo enciclopedico sulla storia del conflitto tra cristianità ed islam. Tutta roba medievalista messa all'indice dal modernismo globalizzante. Mi sono appassionato alla lettura di alcune agiografie, tra le quali quella del beato principe moldavo, diplomatico e martire Vladimir Ghika.
Se proprio devo dirne uno sicuramente “Il Veggente” di Stefano Gaeta con la storia della conversione di Bruno Cornacchiola e delle apparizioni della Vergine della Rivelazione alle Tre Fontane in Roma.

Se potesse cambiare qualcosa nel mondo che viviamo cosa farebbe?
Siam già in troppi a volerlo cambiare e io sono troppo pigro. Tenterei solo di preservarne la bellezza prima della finale devastazione morale e fisica.
Ma anche questa è vanità.
Progetti editoriali in cantiere?
Se dovessimo sentire le voci nella testa che ci obbligano a farlo, perché no. Tempus fugit ... a meno che voi non siate tra i pochi ad avere accesso all'Emendamento Du Norvent.