Intervista a Luca Calzetta

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Il suo libro

La teoria della Bios

Fantasy

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16/05/2019

Luca Calzetta è nato a Roma il 12 aprile 1993. Si è laureato in Sociologia e in Scienze Sociali Applicate presso l’Università “La Sapienza” di Roma.

Eccoci, curiosi e interessatissimi finalmente conosciamo Luca Calzetta, autore del libro “La teoria della Bios”.


Ci vuole dire come mai è arrivato a questa pubblicazione?

Come accade alla maggior parte degli scrittori, una pubblicazione è la conclusione di un lungo percorso introspettivo, un desiderio di comunicare al mondo il proprio punto di vista su determinate cose. Arriva il momento in cui si sente la necessità che le centinaia di pagine conservate in una cartella del pc, prendano forma in qualche modo. La mia, inoltre, non è stata mai una scrittura fine a se stessa: sin dalla prima pagina che scrissi sapevo che il mio sogno sarebbe stato la pubblicazione del mio racconto. E l’ho avverato, finalmente!
Quando e come nasce “La teoria della Bios”?
Difficile ricordare il momento esatto in cui “La teoria della Bios” ha preso forma nella mia testa. Si tratta di un percorso che esiste da sempre nella mia testa, sin da quando ero bambino. Sono sempre stato appassionato di film e cartoni animati dove fosse presente la figura dell’eroe, allora cominciai a crearmene uno tutto mio e così nacque John, protagonista dell’opera. Nel corso degli anni gli ho costruito intorno una storia sempre più dettagliata e caratterizzante, fino a quando mi sono reso conto che se volevo dare vita ad un personaggio che potessi considerare mio a tutti gli effetti, dovevo dotarlo di specificità che mancavano agli eroi tradizionali. Mi riferisco ai suoi dubbi esistenziali, che mi hanno permesso di costruire una complessità psicologica di John devastante. Sarà scelta del lettore se amarlo o odiarlo, ma sarebbe impossibile per chiunque rimarne indifferenti.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Assolutamente sì. Potete seguirmi su Facebook e su Linkedin, dove mi chiamo Luca Calzetta. E su Instagram, dove il mio username è luca1993.1.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Ultimamente ho rallentato con la scrittura, ma scrivo sempre, è una delle mie passioni. Il mio progetto letterario è concludere la saga de “La teoria della Bios”, in quanto in questa prima pubblicazione sono presenti soltanto la parte prima e la parte seconda. Nel cassetto ho già pronta la parte terza, che deve però essere integrata con la parte quarta, che sto tuttora scrivendo. Mi sono reso conto tuttavia, che più si va avanti e maggiori sono le difficoltà a cui uno scrittore può andare incontro. Mi sto prendendo tutta la calma necessaria, perché se con la prima pubblicazione il mio obiettivo è catturare l’interesse del lettore, con la seconda il mio intento sarà sconvolgerlo. E non voglio assolutamente mancare a questo appuntamento.

Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Dal 2013 fino a marzo 2019 ho studiato Sociologia nella laurea triennale e Scienze sociali applicate durante la magistrale, lunga esperienza formativa che è culminata con la lode. Probabilmente se a quarant’anni qualcuno mi chiedesse quali siano stati gli anni più belli della mia vita, li farei corrispondere alla mia esperienza universitaria. È lì che sono maturato, che ho appreso mille sfaccettature del mondo e non a caso proprio in questo periodo sono riuscito a portare a termine la mia prima pubblicazione. Per non parlare delle relazioni interpersonali che ho intrapreso: da quelle amorose, a quelle amicali, alle esperienze all’estero. Non oso immaginare cosa sarebbe stata la mia vita senza l’università.
Attualmente mi occupo di Automotive Management e Digital Marketing, un mondo che ho scoperto da poco, ma che mi ha appassionato sin dal primo giorno. Nel week end lavoro nell’azienda di famiglia, un agriturismo vicino Roma, precisamente a Frascati.
In generale mi ritengo una persona metodica e determinata, che preferisce spendere il proprio tempo libero insieme agli amici di sempre ed una birra, piuttosto che in luoghi troppo confusionari. Di contro però, ogni anno se posso torno a fare visita ad Ibiza, isola che mi ha completamente catturato sotto ogni aspetto da quattro anni ormai. Oltre alla parte ludica, è come se la vedessi avvolta in un alone di mistero, cosa che mi intriga da pazzi.
Cosa le piace?
Sono un tifosissimo della Lazio, quindi mi piace il calcio. Ma in generale sono appassionato del fitness e degli sport da combattimento. Pratico body building da sei anni e nell’ultimo mi sono approcciato al Brazilian Jiu Jujitsu. È un’arte marziale che si radica in Brasile grazie alla famiglia Gracie e deriva dall’arte giapponese del Judo. A differenza di quest’ultima, il combattimento si svolge prevalentemente a terra, dove sfruttando la gravità la forza dell’avversario può essere annullata dalla tecnica. Non nego che i primi approcci con questo sport sono difficili e frustranti, vedi le tecniche che fanno i tuoi compagni e pensi: “io non ci riuscirò mai, non fa per me”. Ma con la costanza e il duro allenamento si possono raggiungere risultati stupefacenti. Nello sport, come nella vita.
Infine, nonostante segua un regime alimentare abbastanza rigido, mangiare è una delle cose che più apprezzo della vita, quasi quanto il sesso.
Cosa non le piace?
L’umanità e non faccio molto per nasconderlo nel mio libro (ride). Scherzi a parte, detesto le persone che credono di aver capito tutta della vita e che tentano di convincermi cosa sia meglio per me secondo le loro deduzioni. Allo stesso tempo mi tengo bene alla larga da chi si fa trasportare troppo facilmente dalle emozioni, mettendo in atto comportamenti che possano danneggiare se stesso e il prossimo. In ultimo, ma non in ordine di importanza, non mi piace l’altra squadra calcistica della Capitale, ma questo credo rientri nella normalità delle cose per chi vive il calcio a Roma (ride).

Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
La lealtà. Non ho la presunzione di credere che mi sia sempre comportato nel migliore dei modi con le persone, ma sono sempre stato una persona leale. Non mi aspetto nulla dagli altri, se non questa improrogabile caratteristica.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
È triste sentirselo dire da uno scrittore, ma negli ultimi anni ho letto pochissimi libri. Tuttavia di diritto nomino “A dance with dragons”, l’ultima opera di Martin riguardante la saga “A song of ice and fire”.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Non amo cose di questo genere, trovo riduttivo caratterizzare una persona con una sola frase. Proprio a dover scegliere però, mi verrebbe in mente “Veni, vidi, vici”.