Intervista a Laura De Menech

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Il suo libro

Nella sabbia del Tempo

narrativa

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03/06/2019

Laura De Menech nasce a Belluno. Dopo gli studi di Filosofia all’Università di Padova
collabora come giornalista freelance presso alcune testate.
Ha ottenuto in questi ultimi anni ben sette riconoscimenti letterari con le sue opere.
Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un’altra intervista.
Oggi parliamo di Laura De Menech, autrice del libro “Nella sabbia del Tempo”.
Cominciamo da questo libro: la copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto.
Come mai questo titolo?
In realtà questo romanzo era nato con un altro titolo, “Il Velo del Tempo”, che per motivi di
mercato ho dovuto cambiare in “Nella sabbia del Tempo”. Ed è proprio con il suo titolo
originale che quest’opera si è aggiudicata la prima posizione al prestigioso “Premio
Letterario Internazionale Giglio Blu di Firenze”, quand’era ancora inedito.
Ma perché proprio “Velo del Tempo”?
Il velo è un qualcosa di sottile, impalpabile, etereo, proprio come ciò che separa il nostro
presente dal passato e dal futuro. In realtà noi possediamo solo l’attimo presente, il “Qui e
Ora”, in quanto il passato non esiste più e il futuro non c’è ancora.
Anche il Termine “sabbia” ha un suo fascino. Pensiamo, ad esempio, al lento scorrere della
sabbia nella clessidra: ogni singolo granellino rappresenta una minuscola porzione di Tempo
che se ne va; oppure mi vengono in mente le orme lasciate sulla spiaggia: presto arriverà
l’onda che le cancellerà per sempre.
La nostra Realtà è regolata dal Tempo, ma basta dimenticare per un istante il nostro piccolo
“io” ed entriamo subito in una dimensione atemporale dove esiste solo il momento presente,
che è eterno ed immutabile.
Quando e come nasce “Nella sabbia del Tempo”?
Un pomeriggio di dicembre del 2017 presi la penna in mano perché in quel momento era
forse l’unica cosa che ero in grado di fare. Ero sopravvissuta miracolosamente a un periodo
difficile della mia vita, dove l’unica consolazione e forza mi era stata data solamente dai
miei amati libri. Volevo consegnare il mio dolore alle pagine di un libro e, nello stesso
tempo, essere d’aiuto a coloro che, leggendo le mie parole, avrebbero percepito una scintilla
di Luce e conforto.
Quindi c’è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo
questa storia?
Ho vissuto un’infanzia magica e volevo, con la Scrittura, eternizzare quel periodo e quei
luoghi che mi hanno reso felice. E mi è successo proprio questo: quando la penna scorreva
sulle pagine (rigorosamente inchiostro nero e carta tipo pergamena), io rivivevo ogni
singolo istante del mio passato riuscendo a percepirne perfino i suoni e profumi. Così ho
cercato di trasmettere questo incanto.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Mi trovate su Facebook sotto i profili “Laura Hart” e “Laura De Menech Hart – scrittrice
saggista”. Sono inoltre su Instagram: “laurahart23” e su Linkedin “Laura De Menech”.
Perennemente connessa!
Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: si faccia una domanda e si dia una
risposta.
La domanda potrebbe essere: “Ma tu, chi sei?”
E la risposta è solamente una: “Esteticamente sono una donna, come tutti possono vedere,
ma in realtà io sono un concetto filosofico che si manifesta nell’illusione di un fenomeno!”
(E qui ride… )
Cosa le piace?
Amo la Bellezza della Natura e adoro viaggiare. Amo l’Educazione, il Rispetto, le Anime
gentili, ma anche la Filosofia, che è la mia vita, l’Arte e la Matematica. Mi piace pure
nuotare.
Cosa non le piace?
La cattiveria unita all’ignoranza, i soprusi sia sugli esseri viventi che sulla Natura, sul
Pianeta, la volgarità, la prepotenza, l’arroganza.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una
traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
E’ possibile scegliere entrambe?
Le spiego: questo libro è ambientato a Chicago e l’autore che ho sempre amato sin da
bambina è stato il grande Stephen King, che è americano. Come pure lo è il mio secondo
padre. Quindi la traduzione inglese sarebbe l’ideale! (E magari mi legge pure Stephen
King!)” Inoltre sarebbe bellissimo vedere sul grande schermo i miei personaggi: sono così
insoliti che avrebbero sicuramente successo!
Il suo pubblico ideale ha 20, 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Il piacere della lettura non ha età. Credo però che le persone di età più matura abbiano in
comune il loro lungo passato che ciascuno ha vissuto naturalmente a modo suo, e proprio da
questo nascono i ricordi e le narrazioni.
Saluti i lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni…
“Sii Luce a te stesso. La Pace viene da dentro. Non cercarla fuori”.
Parole del Buddha, naturalmente.