Intervista a Adriano Segarelli

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Il suo libro

L'uomo che vedeva opaco

Narrativa

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15/06/2019

Adriano Segarelli nasce a Roma il 18 dicembre del 1978. Frequenta l’Istituto statale d’arte “Silvio D’amico” e realizza diverse opere di pittura. È autore di tre sceneggiature per cortometraggi.

Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Adriano Segarelli, autore del libro “L'uomo che vedeva opaco”.



Cominciano da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?
Un mio amico, che non vedo più da molto tempo, aveva seri problemi con l’alcol e mi ricordo che guardava ogni cosa intorno a sé, strizzando sempre gli occhi come se non riuscisse a vedere bene.
quando smise di bere improvvisamente mi disse che tutto cominciava ad essere più chiaro, più definito. che cominciava a vedere i reali colori delle cose.
E il significato di questo titolo, è semplicemente quello che uno legge: una volta un uomo vedeva opaco, perché aveva perso i punti cardinali della vita. Ora può vedere tutto, perché ha finalmente consapevolezza di sé.

Quando e come nasce 'L'uomo che vedeva opaco'?

Nasce dalla voglia di rimettersi in gioco, quando credi che la vita ti abbia tolto tutto.
E’ in un certo senso rassicurante sapere di avere sempre un’altra possibilità, dal momento in cui nella vita si fanno errori e si perdono persone importanti.
essere consapevoli di avere infinite versioni di noi stessi, ti da la certezza che prima o poi riuscirai a portare a termine ciò che non hai potuto realizzare in una sola esistenza.
Nasce dall’esigenza di fare un percorso quasi teraupetico, per affrontare tutto quello che il destino mi ha tolto, rendendomi conto che tutto si può ripresentare di nuovo sotto un altro aspetto.
Sono i vari punti di vista a cambiare sempre la forma della vita, anche quando apparentemente non sembra.
Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?
Mi piace molto scrivere nella mia camera. La maggior parte del testo è stato scritto lì. Ma c’è un altro posto che mi ispira molto: il fontanone al Gianicolo. Mi metto lì e guardo Roma dall’alto e comincio a immaginare tutta la vita che scorre lì sotto.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Non sono un grande amante dei social. Penso che abbiano allontanato le persone dalla realtà, ma comunque a modo mio anch’io ci sono.
il mio profilo instagram è adrianosegarelli.
Cosa le piace?

Adesso che ho caldo una birra fresca.
Cosa non le piace?

Il vuoto.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Credo che una qualsiasi cosa scritta debba mantenere la sua lingua originale, per trasmettere realmente ciò che si vuole dire.
Se il mio libro fosse tradotto in inglese significherebbe che sono diventato famoso, quindi perché no?
Ma un film mi piacerebbe di più.


Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?

Credo non ci sia un target di età. Infinite possibilità, significa che da 20 a 70 tutti potrebbero sfruttare una tale evenienza.
Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni...


Non sono un intellettuale, semplicemente scrivo...