Intervista a Tiberio Centi

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Il suo libro

Un toscanaccio londinese

Diario

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12/07/2019

Laureato in Architettura all’Università di Kingston, Tiberio Centi ha seguito una carriera di progettazione di alto livello internazionale. Da imprenditore ha saputo diversificare le sue competenze creative in diversi ambiti: architettura, arredamento di interni, agente per numerosi marchi nel settore del mobile e illuminazione. Ha una grande passione per il teatro, il ballo e il burlesque. Astrologo, medium e chiromante per hobby. In seguito a un insolito destino, ritornato nella propria patria, ha deciso di condividere le proprie esperienze di vita scrivendo libri. Dello stesso autore, la Casa Editrice Kimerik ha in pubblicazione Elogio della vita libertina.

Eccoci, curiosi e interessatissimi finalmente conosciamo Tiberio Centi, autore del libro “Un toscanaccio londinese”.
Ci vuole dire come mai è arrivato a questa pubblicazione?

E’ sempre stata la mia passione quella di scrivere, trovare il giusto momento di tranquillità, in uno stato di equilibrio mentale, in assoluta armonia con l’universo, ma purtroppo la vita non è mai cosi semplice, almeno per me, ci sono stati momenti in cui guadagnavo bene, ma non avevo tempo libero, altri momenti ho avuto tanto tempo libero, ma essendo senza lavoro ero molto preoccupato e non trovavo la giusta concentrazione per scrivere, poi in un momento più basso della mia vita mi sono chiesto: - Ma come ho fatto a trovarmi in questa situazione? - E’ stato per me un libro terapeutico e adesso chi mi ferma più…
Quando e come nasce “Un toscanaccio londinese”?

Un toscanaccio londinese, nasce con la mia vita, è praticamente la mia autobiografia. C’è chi dice che non si può scegliere la nostra famiglia, mentre altri dicono che è infatti la nostra anima a fare questa scelta per noi, ma molto probabilmente nel mio caso, dato che i miei genitori volevano tanto un figlio maschio e hanno dovuto aspettare otto anni per avermi, penso che la mia anima si rifiutava: -Ma dai ma proprio con quella famiglia mi volete mandare?
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Ce lo avuto ma l’ho tolto… non chiedetemi il perché!

Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?

Si direi dopo i miei primi due libri con la Kimerik, grazie soprattutto al suo gentilissimo team, sono veramente fantastici! Per me è stato un corso accelerato di italiano perché dopo tanti anni vissuti a Londra, devo ammettere che faticavo un po’ ad esprimermi nella mia madre lingua. Ma adesso sono pronto per scrivere cose molto più ambiziose proclamatomi Architetto Sociale.

Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Il mio mondo privato!? Direi che sono un libro aperto, non ho tabù e con i miei due libri che ho pubblicato con la Kimerik ho raccontato tute le mie avventure; la prima per un pubblico adulto con “Elogio della vita libertina” l’altro invece “Un toscanaccio londinese” è paragonabile alla seconda parte del “Giornalino di Gian Burrasca” perché ne ho combinate di cotte e di crude!

Cosa le piace?
Mi piace vivere la vita, amo stare in contatto con la gente, sono molto positivo e per me il bicchiere è sempre mezzo pieno.
Cosa non le piace?
C’è una buona ragione perché abbiamo due orecchie e una bocca sola, bisogna ascoltare il doppio e parlare la metà. Non mi piace la gente fa al contrario e non ti fa mai parlare.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
L’educazione, le buone maniere, la gentilezza e il rispetto. Ma chi vorrebbe fare l’intellettuale quando l’unico “intellettuale” che si vede in televisione è Sgarbi che urla e insulta a casaccio tanto per fare audience?
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
Il cuoco dell’Alcyon di Andrea Camilleri

C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?

La donna è la rovina dell’uomo ma resta il fatto che l’uomo senza la donna è rovinato.