Intervista a Giannantonio Zambon

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Il suo libro

La vita segreta di Michele IV il Paflagone e di Zoe Porfirogenita

Saggio

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01/08/2019

Nato nel 1977 a San Bonifacio (VR), Giannantonio Zambon è sempre stato appassionato di storia antica e medievale. Negli ultimi anni si è dedicato in particolare a studi approfonditi sull’Impero bizantino, nucleo tematico della sua attività letteraria. È l’autore del pregevole saggio storico Basilio II Bulgaroctono (2019).

Eccoci, curiosi e interessatissimi finalmente conosciamo Giannantonio Zambon, autore del libro “La vita segreta di Michele IV il Paflagone e di Zoe Porfirogenita”.


Ci vuole dire come mai è arrivato a questa pubblicazione?
Il mondo bizantino dell’età di mezzo è un mondo misterioso ed impenetrabile agli occhi di un occidentale, un impero chiuso in sé stesso che esclude lo scambio di idee e valori col mondo esterno. Esso, dietro la raffinatezza e la clericalizzazione della vita, nasconde in sé elementi che lo distinguono dagli altri Stati occidentali di allora, e cioè la lussuria, la crudeltà e il fasto delle autocrazie orientali. Una realtà indissolubilmente mescolata con il simbolo e l’astrazione. Il mio intento con questa pubblicazione è quello di penetrare e svelare, attraverso dei personaggi come Michele IV e Zoe Porfirogenita, questo misterioso mondo, raccontando le avvincenti e interessantissime vicende di questi imperatori, intrise di complotti, di storie d’amore, tradimenti e atti eroici, nonché percorrendo le idee politiche e gli ideali spirituali dell’Impero erede di Roma. La divulgazione del mondo bizantino costituisce la mia missione: un mondo ben rappresentato dalle icone e dai canti religiosi greco bizantini, dove i princìpi e la logica del classicismo greco romano lasciano il posto al mistero, al misticismo, così come alla tristezza e all’irrazionalità tipiche dell’Oriente.
Quando e come nasce “La vita segreta di Michele IV il Paflagone e di Zoe Porfirogenita”?
L’idea nacque quando scrissi il mio primo saggio: Basilio II Bulgaroctono. Nel narrare le vicende di questo grandissimo Basileus mi imbattei nell’intrigante figura di Zoe, la più bella delle sue nipoti. Iniziai quindi ad approfondire l’argomento, e da lì saltò fuori la figura del suo giovanissimo sposo, Michele IV, valente soldato ma rozzo, nonché dell’astuto zio Giovanni, ecc. Decisi pertanto di lasciare memoria, nero su bianco, delle loro interessantissime vicende.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Sì, Giannantonio Zambon
https://www.facebook.com/giannantonio.zambon.7
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Sì, oltre che a poesie, sto traducendo alcuni libri scritti in bulgaro e greco medievale al fine di raccontare la storia di un personaggio, di cui per ora voglio celarne il nome, che sfidò l’Impero ottomano.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Sono sposato e ho due figli, Ivan e Christian.
Lavoro come responsabile d’ufficio presso un’importante azienda italiana in provincia di Verona.
Cosa le piace?
La mia passione è la storia. Da anni mi sono dedicato a ricerche e studi approfonditi sulla storia e sulla civiltà dell’Impero bizantino e degli Slavi meridionali.
La passione per la scrittura, poi, mi accompagna sin dalla tenera età: cerco sempre di raffinare ciò che scrivo, quasi un esteta della lingua italiana.
Altre mie passioni sono la cucina e la musica, così pure il giardinaggio e la cura meticolosa che ho per le “mie” piante.
Cosa non le piace?
La matematica e la lingua francese: non riesco a comprenderle.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Innanzitutto la famiglia. E’ fondamentale essere un esempio per i nostri figli, non solo attraverso le parole ma soprattutto con i fatti. Essi copiano il nostro stile di vita e non le nostre parole.

In secondo luogo considero fondamentale la conservazione dell’antichità classica greco-romana, nonché della poesia, la filosofia e la scienza greche, di cui siamo tutti debitori. Ciò implica anche lo studio del greco e del latino.

E poi la storia. Per me la storia è un enorme romanzo, gremito di avvenimenti avvincenti, d’inganni, di misteri, di violenza, di clemenza, di dolore e di amore, che solo la pazienza di un arguto scrittore riesce a cucire insieme creando uno stato di suspense che rende avvincente la lettura di un’opera.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
Le Indagini dell'inquisitore Girolamo Svampa (Il marchio dell’inquisitore, Il monastero delle ombre perdute, La prigione della monaca senza volto) di Marcello Simoni.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Certo, è una frase che ho scritto:

Esistettero uomini che compirono gesta straordinarie. È doveroso compito dello scrittore tramandarle e renderle immortali.. nonché accattivanti.