Intervista a Luciana Pace

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Il suo libro

Leinad

Narrativa

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11/11/2019

Luciana Pace nasce il 4 febbraio 1999 in un piccolo paesino della Basilicata. Cresce con la voglia di fare nella sua vita qualcosa per cui essere ricordata, qualcosa in grado di far emozionare. Oggi, dopo un breve ma intenso percorso introspettivo, pubblica il suo primo romanzo.


Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Luciana Pace, autore del libro “Leinad”.


Cominciano da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?
La vita è imprevedibile. Ogni istante può incombere qualcosa sul nostro cammino, e rivoluzionare il tutto; e ciò che succede a questa giovane protagonista, che dovrà fare i conti con la tempesta che si è abbattuta su di lei; ma non quella per cui si ripara nel suo “rifugio”, ma ciò che trova dentro.
La tempesta di Clarissa ha esattamente un nome e cognome.
Quando e come nasce 'Leinad'?
Leinad nasce esattamente nel marzo del duemiladiciotto. Un giorno, ricordo ancora quel momento, avevo appena terminato un libro, uno dei tanti, che mi hanno tenuto compagnia nei due anni precedenti, e sentii la necessità di prendere un foglio, non riuscivo a spiegarmi il perché di quella sensazione, perché è in inspiegabile, ma iniziai a dirmi: “Se le storie che ho letto avessero avuto un finale diverso? Se ci fossero stati più intrecci?” E corsi alla scrivania, lì era il mio posto preferito, e formulai la prima frase, poi la seconda, poi la terza e così andando avanti. Verso il terzo/quarto capitolo mi resi conto che stavo raccontando una storia, una mia, che era l'un per cento ovviamente di quello che avevo letto, però non mi fermai; decisi di farmi trasportare da quel fiume in piena che aveva messo piede nella mia mente e immaginazione, fino a raggiungere la conclusione della storia.
Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?
In verità non c'è un momento dove mi do questa risposta, poiché avvenendo tutto quasi in una mia fase di distacco dal mondo reale, passatemi la similitudine, quasi un po' Alice nel Paese delle Meraviglie; mi accorgo solo successivamente di cosa stavo realizzando.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Sì certo. Ho mantenuto quello che c'è scritto all'anagrafe: Luciana Pace.
Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.
Pagheremo mai per ciò che negli anni abbiamo fatto al nostro pianeta?
Certo che sì! Ci scioglieremo alla luce del sole.
Cosa le piace?
Tutto ciò che è arte. L'arte non si può spiegare, sono come le emozioni, ti riempiono l'animo senza coinvolgere la parte logica, dove diamo spiegazioni a tutto ciò che ci circonda.
Cosa non le piace?
La superficialità che padroneggia l'essere di tanti ragazzi in questi ultimi anni e soprattutto l'utilizzo sbagliato dei vari social network. Tanti miei coetanei, pensano che sia più importante raggiungere un quantitativo di seguaci sui social che raggiungere i propri amici al bar.
Ultimamente la domanda più frequente è: “Quante persone ti seguono?” Come se quel numero identificasse chi sei. Credo che identifica chi siamo ciò che di buono possiamo dare e essere per la società e questo lo possiamo trasportare sui social, dando un aiuto o consiglio, e non essere i così detti “leoni da tastiera” infangando gli altri dietro uno smartphone.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Una scelta difficile. La seconda è vedere con gli occhi, ciò che la mia immaginazione ha dato vita, quindi un traguardo bellissimo, ma una traduzione in inglese significherebbe arrivare anche a lettori di altri Paesi. Per la mia voglia di diffondere sceglierei la prima, e magari sperare poi nella seconda.
Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Non ho un target di riferimento. Per quanto sia un romanzo rosa e quindi predilige una fascia di età precisa, credo che qualunque persona possa appassionarsi e viaggiare con l'immaginazione, magari anche ricordando il passato, l'età adolescenziale che tutti hanno attraversato: la più complicata ma bella in assoluto.
Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni...
“Qualsiasi sogno tu abbia, raggiungilo, realizzalo. Non fermarti agli ostacoli, ma superali come se stessi affrontando una staffetta!”