Intervista a Alessandro Zizolfi

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Il suo libro

Giovanni Zizolfi, il sacrificio dimenticato

Diari e memorie

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09/12/2019

Alessandro Zizolfi è nato a Palermo e vive a Capo d'Orlando. Geometra, svolge la sua attività presso il Comune di Capo d'Orlando. Dal 1987 al 1988 ha prestato servizio nell'Arma dei Carabinieri, con il grado di carabiniere ausiliario.

Eccoci, curiosi e interessatissimi finalmente conosciamo Alessandro Zizolfi, autore del libro “Giovanni Zizolfi, il sacrificio dimenticato”.

Ci vuole dire come mai è arrivato a questa pubblicazione?
Per un atto dovuto! Sentivo che era arrivato il momento. Dopo parecchi anni di silenzio da parte della mia famiglia per l’assenza di nuovi particolari sulla vicenda su io zio, in questi ultimi tempi, dopo l’accadimento di alcuni episodi casuali, si è attivato da parte mia, un percorso d’indagine che mi ha fatto recuperare nuova documentazione sia privata che militare: lettere private, atti vari militari, notizie verbali etc., che hanno chiarito alcuni aspetti personali, caratteriali e dinamiche sull’accaduto. C’è stato un input importante, sinceramente non avrei pensato di scrivere una biografia su mio zio, fino a poco tempo fa. Questo testo è un’esortazione alla verità e di sensibilizzazione, affinché si ottengano risposte documentali concrete, al fine di riconoscere il giusto merito a un uomo che, con spirito di abnegazione e senso del dovere, ha sacrificato la sua vita.
Quando e come nasce “Giovanni Zizolfi, il sacrificio dimenticato”?
L’intenzione di scrivere un libro su mio zio nasce nel 2017, quando conobbi uno scrittore giornalista a Mirto, luogo di nascita di mio zio, dopo la presentazione di un libro inerente la stage sui “40 Martiri di Gubbio”.
Ci fu immediatamente un’empatia che è stata approfondita a Capo d’Orlando, poiché lo invitai a cenare insieme. Nacque quel giorno l’idea di scrivere una memoria su Giovanni, addirittura proposi allo scrittore, di attivarsi sulla redazione, pur avendo poco materiale, allora. L’anno successivo, dopo aver instaurato un rapporto amichevole con lo stesso scrittore, alla domanda se avesse iniziato a rifletterci sulla redazione del libro, mi rispose che per ragioni di lavoro, non avrebbe avuto il tempo e l’ispirazione per assolvere l’incarico.
Capendo la situazione e immedesimandomi, considerando la professione dell’amico scrittore, la mia mente iniziava a maturare, quasi a fatica, l’dea di andare avanti da solo, un’impresa difficoltosa e articolata, ma che era assolutamente da fare, sentivo il dovere.
Finalmente, a tarda primavera di quest’anno, inizio ad abbozzare la biografia, con il materiale che man mano riuscivo a recuperare. A luglio finalmente completo il mio testo.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Si certo, su Facebook, cercando Alessandro Zizolfi. E’ mia intenzione, nell’immediato futuro, creare una pagina dedicata a questo libro e ovviamente a mio zio.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
No, non ho ancora pensato ad altri progetti letterari, il mio non è ancora completato, sto ancora lavorando per recuperare gli atti tedeschi riguardanti gli interrogatori che avvennero all’epoca dei fatti. Mi piacerebbe, nel contempo, avviare un progetto cinematografico, quello si, credo che questa storia potrebbe essere raccontata sul grande schermo o in televisione.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Essendo geometra e impiegato al municipio, mi occupo principalmente di mansioni tecniche, ma nel tempo libero, avendo attitudine manuali, mi piace creare manufatti in legno, giardinaggio etc. Sono sposato da dieci anni e mia moglie è nativa della città di Catania, dove insieme abbiamo creato un’associazione culturale e musicale, che porta il nome di un compositore musicale, bisnonno di mia moglie, scomparso nel 1927, con l’intento di promuovere la sua musica, in particolare, e la cultura in genere. Organizziamo piccoli eventi e ci occupiamo di riportare in vita brani musicali di vecchia data.

Cosa le piace?
La coerenza! E’ ciò che m’induce a instaurare un buon rapporto interpersonale e avere fiducia per il prossino; senza di essa, mantengo un comportamento di assoluta indifferenza. Tengo tanto al senso della parola, che se veritiera, ha un alto valore morale. Apprezzo il buon senso civico e le buone regole, che ti aiutano a non dimenticare di fare il tuo dovere e infine adoro l’umiltà, che oggi, purtroppo, è diventata una virtù di pochi, una cosa rara; la pienezza di se stesso prevale sul buon senso e sulla sensibilità altrui.
Cosa non le piace?
L’arroganza e la prepotenza, mi portano a essere veramente spigoloso, atteggiamento che di solito non assumo. Odio le bugie per il semplice fatto, come detto prima, apprezzo la coerenza.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
L’onestà, il rispetto delle regole e della persona; sono degli elementi, che se ben coniugati tra di loro, ti fanno stare bene con te stesso, con gli altri e con la compagna della tua vita. Ti fanno camminare a testa alta!