Intervista a Antonino Crisafi

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Il suo libro

Sequestro malvagio

Narrativa

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07/03/2020

Antonino Crisafi nasce a Messina il 31 luglio 1935 da antica e nobile famiglia di gentiluomini messinesi di origine greca, decorata del titolo baronale. Oltre alla presente, è autore di dodici pubblicazioni. Per la casa editrice La Grafica “gbe” di Verona: - 1994 1ª ed., 1996 2ª ed. Il mal d’Arma; - 1995 Il mal d’Alma; - 2010 1ª ed. Misteri e leggende di Sicilia fra mitologia, storia e cronaca; - 2010 Giustizia imperfetta, probabile e ingiusta e quella giusta esiste?; - 2011 Il Crocifisso di papà; - 2015 1915-2015 Due guerre mondiali e settant’anni di pace per l’Europa. Per la Casa Editrice Kimerik di Patti (ME): - 2011 I vecchi, una volta, avevano cinquant’anni: menzione speciale al Premio letterario nazionale “Un libro amico per l’inverno” - Anno 2011 e Targa Montefiore nel Premio letterario internazionale Montefiore 2016; - 2012 Gocce d’amore ovvero la malinconia del successo: partecipante al Premio Campiello 2013, Menzione d’onore al Premio letterario nazionale “Un libro amico per l’inverno” - Anno 2012 e terzo posto nel Concorso internazionale Tulliola 2014; - 2014 Com’era triste Trieste: partecipante al Premio Campiello 2015 e miglior opera storica nel Premio letterario “Un libro amico per l’inverno” - Anno 2017; - 2015 Il mistero della donna chinata; - 2017 La famiglia Masier: secondo classificato nella sezione romanzi del Premio Letterario nazionale “Franz Kafka 2019”; - 2018 2ª ed. Misteri e leggende di Sicilia fra mitologia, storia e cronaca. Il 22 settembre 2018 gli viene attribuito il primo premio “alla carriera per la cultura” nel Concorso nazionale “Gran Galà Rende… in versi”.

Eccoci, curiosi e interessatissimi; finalmente conosciamo Antonino Crisafi, autore del libro “Sequestro malvagio”.
Ci vuole dire come mai è arrivato a questa pubblicazione?
Si tratta della mia tredicesima pubblicazione, di cui la prima è stata un’autobiografia, che ho intitolato “Il mal d’Arma”, perifrasando il detto del “mal d’Africa”, per interpretare al meglio l’amore nutrito per la Benemerita Arma dei Carabinieri, dalla quale a 53 anni mi sono dovuto congedare anticipatamente per motivi di salute. Poi, intrapresa la mia seconda carriera da dirigente legale d’azienda, ho cominciato a coltivare la passione per la scrittura realizzando saggi e romanzi che mi hanno dato molta soddisfazione.
Quando e come nasce “Sequestro malvagio”?
Nasce da una riflessione suggerita dalla personale esperienza di Colonnello Comandante dei Carabinieri a Vicenza, impegnato nelle indagini del più lungo sequestro della storia: quello di Carlo Celadon, avvenuto nel mese di gennaio del 1988 e durato 831 giorni. Comunque nel romanzo non vi è alcun riferimento a tale sequestro e la storia raccontata pur non essendo vera è certamente verosimile e cerca di interpretare i sentimenti e le angosce di una famiglia che ha subito il sequestro di un familiare a scopo di estorsione. Nella copertina, a significare come tutta la famiglia venga avvolta nella spirale della disperazione, è riportato un vortice marino con una imbarcazione che sta per essere inesorabilmente inghiottita dai flutti.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Si, in facebook e digitando il mio nome su google si rinvengono molte notizie sulle mie opere.

Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Sicuramente si, in quanto la passione dello scrivere fortunatamente non ha età e con i miei 85 anni ho ancora la voglia di fare progetti per il futuro.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Ormai sono in pensione da circa dodici anni e mi dedico, oltre alla passione per la scrittura, ad attività umanitarie nell’ambito dei Lions, ove ho ricoperto la carica di Presidente del Club Vicenza Host e per diversi anni la carica di referente per il libro parlato Lions del Distretto che comprende il Trentino Alto Adige e il Veneto. Amo il Teatro e la musica lirica.
Cosa le piace?
La buona educazione e l’Amicizia che io scrivo sempre con la A maiuscola.
Cosa non le piace?
La maleducazione, la volgarità e la stupidità di certe persone.

Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
La famiglia. che è il fulcro di tutta la mia vita.

Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
Oltre quelli che ho scritto, ne ho letto parecchi, ma quelli che mi sono rimasti più impressi sono “I Medici” di Matteo Strukul e “I leoni di Sicilia-La saga dei Florio” di Stefania Auci, stranamente dedicati a due grandi famiglie seppure di epoche ed ambientazioni totalmente diverse; ho letto anche i triller della mia Amica Roberta Melli “In vetta al mondo” e “Possessione” e il “Connettivista”, l’autobiografico dello scienziato Claudio Ronco.

C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Si: ”Amare vuol dire dare, dare tutto se stessi e quando si è dato tutto desiderare di dare ancora.” E’ la frase che ho dedicato a mia moglie, tanti anni fa, quando ci innamorammo.