Intervista a Roberta Biscozzo

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Il suo libro

Monodia di donne

narrativa

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23/03/2020

Roberta Biscozzo è nata a Lecce nel 1990. Laureata in Lettere moderne, è attualmente dottoranda presso l'Università di Udine. Monodia di donne è la sua prima raccolta di racconti.

Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Roberta Biscozzo, autrice del libro “Monodia di donne”.

Cominciano da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?
Per spiegare la mia scelta, credo sia necessario prendere le mosse dal contenuto dell’opera: si tratta di una raccolta composta da cinque racconti, ognuno rispettivamente dedicato alla riscrittura di una figura femminile della mitologia e della tradizione greca: Arianna, Elena, Cassandra, Medusa e la Pizia Perialla. L’andamento dei testi è perlopiù introspettivo, al fine di porre in rilievo la psicologia delle protagoniste ed esprimere l’intima sofferenza che proviene loro dal proprio status di donna o, talvolta, dalle proprie avventate deliberazioni. La decisione di intitolare il libro “Monodia di donne”, è dunque derivata dalla volontà di evidenziare il carattere di intima narrazione dei racconti, metaforici canti a una voce, atti a manifestare la solitudine delle protagoniste.

Quando e come nasce 'Monodia di donne'?
Ho cominciato scrivendo Medusa, racconto che ho scelto di porre alla fine della raccolta perché la protagonista rappresenta quell'ideale di donna forte e determinata in grado di affrontare le avversità e prendere in mano il proprio destino. La sua storia è pertanto la più adatta a chiudere un ciclo dedicato a figure femminili che, mediante le proprie scelte e i propri comportamenti, spesso avventati e ingenui, sono al contempo vittime e colpevoli della loro condizione e della loro rovina. Terminata la stesura di questo racconto, ho poi deciso di dedicarne altri a donne della mitologia e della letteratura greca, riscrivendo le loro vicende sotto inediti punti di vista.
Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?
Non proprio. I racconti sono stati scritti in momenti diversi, a distanza, talvolta, di mesi. La difficoltà principale è stata quella di evitare, per quanto possibile, gli anacronismi. Tutto questo ha presupposto una minuziosa disamina e un'attenta rielaborazione del paradigma storico, quanto di quello mitologico-letterario.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Ho un profilo Facebook (è sufficiente cercare il mio nome e cognome) e un profilo Instagram (ro_111b).

Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.
Cosa rappresenta davvero la scrittura? La scrittura è potenza in atto, sebbene asservita alla parola, che è potere puro: possederla, controllarla, significa plasmare interi mondi, creare vita, infondere imperitura e vigorosa linfa, donare concretezza a ciò che potrebbe apparire mera astrazione.
Cosa le piace?
Sono una persona riflessiva e solitaria, mi piace estraniarmi dal mondo attraverso la lettura e la scrittura. Soprattutto adoro apprendere, mi interessa la cultura in generale e, svolgendo un dottorato in italianistica, ho la possibilità di dedicare gran parte del mio tempo alla mia passione per la ricerca accademica.
Cosa non le piace?

La falsità e la mancanza di rispetto. In particolare, dal momento che sono una grande amante degli animali, non tollero alcuna forma di maltrattamento nei loro confronti.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Sicuramente una traduzione in inglese equivarrebbe a una circolazione del libro in ambito internazionale, eventualità della quale sarei lusingata. Per quanto concerne un’eventuale trasposizione, credo che un soggetto come quello affrontato nella mia raccolta potrebbe più agevolmente adattarsi a una rielaborazione di tipo teatrale.
Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Non ho un vero target di riferimento, soprattutto per quanto concerne l’ambito anagrafico. In molti potrebbero ritenere che il libro, composto secondo una prospettiva femminile, sia indirizzato a un pubblico costituito perlopiù da donne; tuttavia, le storie narrate possono essere considerate da un punto di vista più ampio, ossia quale viaggio nell’interiorità dell’animo del singolo individuo, nella psiche turbata e scossa da dubbi e sofferenze, che può interessare ogni essere umano.
Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni...

Riporterò una poesia di Frida Kahlo, intitolata “Di struggente bellezza”:

Ho smesso di contare le volte in cui,
arrivata alla seconda riga,
ho cancellato e riscritto tutto nuovamente.
Cercavo un inizio ad effetto,
qualcosa di poetico e vero allo stesso tempo,
qualcosa di grandioso, ma agli occhi.
Non ci sono riuscita.
Poi ho capito,
ricordando ciò che non avevo mai saputo:
che per i grandi cuori
che muoiono nel corpo
ma che continuano a battere nel respiro della notte,
non ci sono canoni o bellezze regolari,
armonie esteriori,
ma tuoni e temporali devastanti
che portano ad illuminare un fiore,
nascosto,
di struggente bellezza.