Intervista a Teresa Perini

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Il suo libro

La mia cava

Poesie

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07/05/2020

Teresa Perini è una giovane studentessa italo-marocchina appassionata di studi filosofico-umanistici. Decide di pubblicare i propri scritti in seguito alla perdita del padre, che la segna nel profondo: il libro nasce con la volontà di ricordare, di non lasciare al disordine della sua camera altri scritti.
Oggi la ospitiamo nel nostro salotto virtuale, per chiederle di parlarci del suo libro di poesie “La mia cava”.
Ci vuole dire come mai è arrivato a questa pubblicazione?
La pubblicazione di questo libro “la mia cava” nasce dall’esigenza di dar voce a un bisogno intimo, in seguito alla tragica perdita di mio papà. È stato necessario per me conservare ogni scritto e condividerlo al mondo della poesia per mantenere vivo il suo ricordo in me, lasciandone una traccia calcata e non sbiadita dal tempo. Ho preso coraggio e ho provato a mandare a case editrici la mia proposta, ora sono qui.
Quando e come nasce ”La mia cava”?

Ho riposto già parzialmente a questa domanda tramite la prima, ma ci tengo ribadire che “La mia cava” non nasce il 25 maggio 2019, giorno in cui persi mio padre, ma tempo prima, perché quella volontà di raccontare il passato ed elaborarlo con colori, profumi, città, cibi in seguito a ricoveri ospedalieri era viva in me e mi ha accompagnato al suo funerale in Romania. Il libro si è costituito il seguito, anche, al viaggio a Suceava ed a Lisbona, le città di vita di mio padre benché egli sia nato in Italia, ha mantenuto per lavoro e per ozio un rapporto vivo con i due paesi.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Ho molti profili social, anche se non amo molto questi portali mi sono convertita per poter condividere i miei scritti. Il mio domicilio è Instagram al nome di @theresebleu_, pagina in cui condivido pensieri, poesie e parole della mia vita.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Scrivo sempre, raramente mi fermo. Ho già in mente un’altra raccolta di poesie, che è già nata ed attende di essere accolta tra le mani di case editrici.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Cosa le piace?
Mi piace la vita e tutto ciò che comporta viverla con passione, cura e conoscenza. Mi piace viaggiare il mondo, descriverne gli odori, colori, sfumature, non lasciando nulla al caso. Mi piace dar voce ai luoghi, ai ricordi e alle sensazioni che giacciono sotto la pelle tra le pieghe dell’animo.
Cosa non le piace?
Penso l’invidia umana, penso sia un qualcosa di estremamente maligno e perfido che sporca di fango l’uomo e i rapporti
umani.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Nella mia vita reputo fondamentale la presenza di affetti stabili, coloro che permangono nel tuo percorso di vita, crescono al tuo fianco e ti stringono forte nei momenti di sconforto.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
“Lo straniero” Camus
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Tratto dal brano “Farewell” del cantautore Guccini: “E sorridevi e sapevi sorridere/
Coi tuoi vent'anni portati così/
Come si porta un maglione sformato su un paio di jeans”.