Intervista a Walter Olivetti

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Il suo libro

La Quiete del Lago

Poesie

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14/05/2020

Walter Olivetti nasce a Moncalieri nel 1970 e ancora oggi vive a ridosso della provincia di Torino. Poeta in rima per passione, in quanto non ha studi classici alle spalle, prosegue il suo percorso personale iniziato con il sorprendente “Strada Sterrata”. Nuovi testi, nuove emozioni da condividere con le persone sensibili sono contenuti ne “La Quiete del Lago”, riflessioni semplici e ricercate che ci mettono in pace con noi stessi.
Oggi l’autore ci parla un po’ di sé e del suo libro “La Quiete del Lago - Luoghi di pace e di poesia”.
Ci vuole dire come mai è arrivato a questa pubblicazione?
Quest'opera si può definire il naturale proseguimento di “Strada Sterrata”. Dopo la pubblicazione del primo libro non mi sono seduto sugli allori ma ho continuato a mettermi in gioco per produrre nuove poesie e dare sfogo a nuove emozioni che risiedevano dentro di me. Il risultato è “La Quiete del Lago”, una raccolta di cui sono davvero orgoglioso e fiero in quanto toccano sia argomenti leggeri che delicati.
Quando e come nasce ” La Quiete del Lago - Luoghi di pace e di poesia”?


Non essendo uno scrittore di professione “La Quiete del Lago” nasce nei ritagli di tempo compatibilmente con la propria realtà quotidiana. Le poesie sono frutto di riflessioni nate nelle ore notturne, generalmente dopo aver dato la buonanotte ai miei splendidi bambini.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Si, sono presente su Facebook semplicemente come Walter Olivetti, l’immagine del mio profilo è un sole che sorge all’alba di un nuovo giorno con la speranza che sia davvero un giorno migliore per tutti.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Si, finché le idee e la fantasia mi accompagnano andrò avanti a scrivere poesie, rigorosamente in rima. Il periodo sociale che stiamo vivendo, vista la delicatezza della attuale situazione, sta limitando la libertà d'azione ma non intacca la libertà di pensiero. Non è sicuramente facile trovare lo stato d'animo ideale per produrre nuovo materiale ma la volontà resta più forte per cui l'intenzione è quella di pubblicare un terzo volume.
Riserviamo l’ultima parte dell’intervista a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
I miei studi mi hanno portato ad essere un impiegato tecnico presso un'azienda tessile, una volta a casa faccio il marito e il papà di 3 meravigliosi bambini, tutti maschietti e molto vivaci! La poesia non è la mia unica passione, fin da quando ero adolescente mi piace la musica heavy metal al punto tale che sono riuscito a creare un intreccio straordinario tra queste due passioni: per ben 3 volte mi sono esibito sul palco all'interno di un evento heavy metal, il pubblico ha molto apprezzato dimostrandomi una sensibilità unica e molto profonda. E in futuro non escludo nuove performances!
Cosa le piace?
Mi piace vedere l'emozione che traspare negli occhi di chi apprezza le mie poesie, vuol dire che qualcosa è arrivato e ha lasciato un segno.
Cosa non le piace?
L'incertezza del futuro che lascerò ai miei figli, il mondo è cambiato tanto e cambierà ancora molto, questo è un dato di fatto.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Essendo un amante delle tradizioni la famiglia per me ha un ruolo fondamentale in quanto è un viatico per essere sereni e in pace con se stessi; non è facile mantenere sempre stabili gli equilibri ma essendo un viaggio che si è deciso di percorrere insieme le difficoltà vanno affrontate accettando anche altri punti di vista.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
“Il Tesoro di Shadowkeep” di Alan D. Foster.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?


È una frase che ho coniato diversi anni fa ma il significato è sempre valido: “è un bellissimo gioco divertirsi con poco e saper apprezzare ciò che ognuno può dare”.