Intervista a Hoti Rexhep

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Il suo libro

La campana del silenzio

Poesie

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06/06/2020

Rexhep Hoti è nato a Krushe e Madhe, Kosovo, il 12 gennaio 1964. Ha studiato lettere e lingua albanese presso l'Università di Pristina e si è specializzato in filologia. Durante gli
studi universitari si è occupato anche di pubblicistica, collaborando alla prima edizione
del giornale universitario di Pristina, dal nome 'Il fondamento'. All'inizio degli anni '90
ha vissuto in Slovenia dove ha collaborato con la rivista 'Alternativa'. Più tardi, insieme
al noto combattente e guerriero, eroe del Kosovo Ukshin Hoti, è stato cofondatore
della rivista 'La democrazia autentica'. Dopo il 2000 ha fondato i quotidiani
'Infopress', 'La tribuna albanese', 'Sport' e la rivista 'IP Magazine'. Ha ricevuto vari
incarichi politici e governativi nel paese natale. E' stato consigliere del primo Premier
del Kosovo dopo la guerra per l'indipendenza. Nel periodo dell'UNMIK ha aperto il
primo ufficio del governo del Kosovo, ha ricevuto l'incarico di coordinatore del
Governo, deputato, direttore d'Accademia Diplomatica Albanese, viceministro e
coordinatore del Ministero della Cultura, Sport e la Gioventù. E' sposato e ha tre figli.
Vive a Pristina. Hoti è autore di molti libri e di tanti articoli di natura scientifica. Ha
partecipato a molti convegni e conferenze di stampo internazionale. I suoi libri più noti
sono: Righelli scostumati, La notte di Kosovo, Il tempio della parola, Kosovo di fronte a
se stesso, Il peso del consenso, Triste miscuglio, I geni e il dramma di Kosovo, Il flirt
civile e l'ambasciatore, La condanna dei ricordi e Il monologo del leader. Sulle sue
precedenti pubblicazioni si sono pronunciati eminenti nomi del panorama culturale
albanese, fra cui: il noto scrittore - più volte candidato Premio Nobel per la letteratura -
Ismail Kadare, l'accademico e professore Rexhep Qosja, Diana Culi, Mimoza Ahmeti,
Lisen Bashkurti, Brikena Ismaili, Anton Panchev e altri. I suoi libri sono stati tradotti in
varie lingue internazionali, come ad esempio inglese, bulgaro e turco. Questo è il suo primo libro tradotto in italiano.
Eccoci con Hoti Rexhep che ci parlerà del suo libro “La campana del silenzio”.
Ci vuole dire come mai è arrivato a questa pubblicazione?
La pubblicazione del mio libro in italiano direi che è un apprezzamento del mio traduttore, giornalista albanese Ndue Lazri, riguardo a mia opera. Lui mi fece una proposta di tradurre il libro in italiano e poi si mise al lavoro. Cosi direi che è merito suo. Forse il fatto che anche lui è un poeta, rendeva più facile questa avventura. Ed io non ebbi paura di mettersi d'accordo con lui. La sua proposta di tradurre il mio libro per me fu una bella sorpresa e fino ad ora non glielo ho detto mai. Penso che lui ha realizzato questo lavoro con ispirazione. Prima non avevo sognato di poter portare le mie poesie in un paese dove si trova la gran parte della cultura e della civiltà europea e mondiale. Non per essere modesto, ma perché mi sembrava troppo bella per essere vera. All' improvviso mi arriva poi la risposta e il contratto dalla casa editrice “Kimerik”, una delle più rispettate in Italia. Provai delle bellissime sensazioni. Se mi permettete, vorrei trasmettere la mia riconoscenza.
Quando e come nasce “La campana del silenzio”?
La strada di un libro è come la vitta stessa. Dentro c'è un mondo di emozioni, di creatività, e spesso anche di dolori. Quella che mi seguiva come uno sottofondo invisibile era il desiderio di arrivare a realizzare una raccolta poetica che porta la sfida di trasmettere i confini del tempo e dello spazio in rapporto con la vita dell'uomo, con la sua originalità. Le stagioni del libro “La campana del silenzio” per me sono ribelli. Loro,senza rispettare la Costituzione dell'Umanità, provano in modo metaforico un universo più in là. In questo stato di creazione e dell'anima nacque La campana. La sua particolarità è la libertà assoluta di creazione, restando fedele solo alla vita poetica. La libertà è il tronco e la radice dell'albero dove esplodono l'emozione, il pensiero e il tuono della creazione.
Questo libro è nato nei continenti, in cielo e in preistoria, dietro l'universo e in un rossetto di una donna. E' nato nei dolori d'età.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Volentieri. Ho un profilo su Facebook con il mio nome: Rexhep Hoti.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Scrivere, che per noi poeti vuol dire creazione, per me è la magia della vita. Essa è assoluta in rapporto con l'ego e la mia anima. Sto lavorando su un'altra raccolta di poesie intitolata “Sono sole al tramonto”. Ma il progetto che mi sta facendo soffrire di più è un romanzo ancora in processo di creazione sulle relazioni tra un dittatore e un genio.
Riserviamo l’ultima parte dell’intervista a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Io sono un albanese del Kosovo. Sono cresciuto con il dramma e la tragedia del Kosovo. Il dramma di un paese troncato dalla madrepatria, Albania, per la decisione delle grandi potenze europee. Il sogno di essere di nuovo uniti in un unico stato è il sogno di tante generazioni di kosovari e anche degli albanesi in Albania. Da qui sono nati tanti movimenti chiamati irredentisti, migliaia di persone hanno dedicato la loro vita e il loro sangue a questo sogno. E l'epilogo fu la tragedia della guerra etnica in ex Jugoslavia e specialmente la persecuzione e lo sterminio eseguiti da parte dei serbi nei confronti degli albanesi del Kosovo. Ma per fortuna, finalmente, con l'aiuto dell'America, d' Europa (qui voglio ringraziare specialmente l'Italia), il Kosovo ha ottenuto l'indipendenza, ha creato il nuovo stato, Repubblica del Kosovo, conosciuta ufficialmente da maggior parte degli stati membri dell'ONU.
In questo processo io sono stato attivo da quando ero molto giovane, ho avuto ruoli importanti nella politica, nella diplomazia e nel governo del Kosovo.
Sono felicemente sposato. Ho due figlie e un figlio. Siamo una famiglia molto unita e ci consideriamo felici. La scrittura rimane per me una parte molto importante della mia vita.
Cosa le piace?
La creazione. Scrivere, per me è un piacere immenso.
Cosa non le piace?
Non mi piace ragionare troppo.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
L'opportunità.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
“Il nome della rosa” di Umberto Ecco
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Un temperamento difficile.