Intervista a Andrea Ceriani

L'Autore

Nessun dato inserito

Sei l'Autore?
Vuoi completare la scheda e inserire novità e completare il tuo curriculum letterario?
Clicca qui e aumenta la tua visibilità.

Il suo libro

Parole scartate raccolte sulla via

Poesie e racconti

Acquista online

03/07/2020

Ceriani Andrea, classe 1964 di Genova, risiede nel capoluogo ligure. È docente di lettere presso il liceo classico-linguistico della città. Ha pubblicato alcune poesie con piccole case editrici locali, prima di approdare alla Kimerik.
Oggi l’autore ci parlerà un po’ di sé e del suo libro “Parole scartate raccolte sulla via”. Ci vuole dire come mai è arrivato a questa pubblicazione? Quando e come nasce “Parole scartate raccolte sulla via”?
Le mie poesie? Sono parole, frasi spezzate, profili di pensieri trasportati dal rapido vento della sera, voci misteriose del buio, suggestioni del cuore, ricordi di morti o rugiada perlacea e delicata ( qualche goccia raccolgo ) densa di risonanze notturne o fremiti della dolcezza dell'aurora che cede al sole del primo mattino.
Fiori vivi di sensazioni e o rami secchi di tristezze. Emozioni del cuore che a volte ricordo e appunto su sgualcite pagine. Spesse restano li, fino a sbiadire nel nulla. A volte, spinto da ignote pulsioni dell'anima, riprendo, rielaboro e cerco di 'cucirle' tra loro in brevi prose o distorti versi, con filo ruvido e pesante o leggero e invisibile.
Le mie poesie? Un semplice 'collage' del turbinio di sentimenti e angosce che il mio inconscio nasconde e, ogni tanto, mi permette di percepire qualche rarefatta parvenza di affetti. Così nascono e muoiono i miei libercoli. In fondo un pensiero, un’idea, un sentimento, nel passaggio dal cure alla carta perdono subito qualcosa della loro autenticità.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Custodisco ancora nei segreti cassetti percezioni nuove di tutto e di nulla.
Parlare di progetti di altre pubblicazioni, non so. Forse non ne vale la pena. Forse manca la vera ‘genialità’.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
In fondo sono un uomo antico e riservato del '900 ( anche primo novecento ). Non ho grande competenza d'informatica e se posso cerco di evitare queste 'profili' virtuali. Potrei quasi affermare che ho un certo timore nell'avanzare dell'alta tecnologia e della robotica, utilissima se controllata o usata con sobrietà e buon senso, altrimenti (basta leggere Asimov ) ci costruiamo degli idoli.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Sì, sono ormai fuori dal tempo, quasi anacronistico.
Un uomo abbastanza chiuso, discreto e riservato, quanto basta per non amare parlare della mia vita privata, una vita normale, forse un po' solitaria, ravvivata solo dal mio lavoro di docente. Dicono che in classe, a contatto con i ragazzi, mi trasformi, divento un altro, dal carattere totalmente diverso. Dicono ( Tradunt ) ma …..non so.
Cosa le piace? Cosa non le piace?
Difficile precisare cosa mi piace o no. I gusti, gli stile di vita, le necessità, i desideri cambiano col tempo.
A volte una semplice passeggiata, tranquilla, sotto gli ultimi raggi di sole, al calar della sera, d’estate, può costituire un momento di felicità.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
L’onestà certo, l’onesta e la sincerità delle relazioni col prossimo penso siano fondamentali per un vivere ‘umano’.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
Il mestiere scelto per vivere ( il mestiere di vivere ), più che mestiere una 'missione' educativa per un futuro migliore ( un po' di retorica! ) mi porta a leggere vati libri, ma non li trovo così esaltanti, profondi, ricchi di sapienza e talento come La Bibbia e la Divina Commedia. La Bibbia, insieme all'Odissea , rappresentano il codice della letteratura e, in generale, della cultura europea, la Divina Commedia è un'opera 'universale' che parla agli uomini di ogni tempo.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
“Non è il monda rumor altro che un fiato/ di vento , ch'or vien quinci or vien quindi/ e muta nome perchè muta lato”. ( Dante ).
“Il sole si leva, il sole riappare, niente è nuovo sotto il sole e tutto e vanità”(Ecclesiaste ).
Sono frasi che spesso ritornano, anche involontariamente, alla mente. Mi rendono contezza della mia creaturalità, dei miei limiti, della vecchiaia, della vita breve , minima ( si arriverà a 120 anni?) di fronte all'infinito.
Sono una lezione di umiltà e mi ricordano i miei pochi talenti, anche i miei versi in fondo sono indistinti balbettii destinati all'oblio.

Non penso di potere dire altro. Preferisco rimanere 'anonimo', quasi assente, l'assenza, a volte, vale più di una presenza.