Intervista a Roberto Moscianese

L'Autore

Nessun dato inserito

Sei l'Autore?
Vuoi completare la scheda e inserire novità e completare il tuo curriculum letterario?
Clicca qui e aumenta la tua visibilità.

Il suo libro

Salviamoli

Saggio antropologico

Acquista online

06/07/2020

Roberto Moscianese è nato a Roma nel 1957, ma vive da molti anni in Veneto a Schio (VI). Lavora come Informatore medico scientifico. Attualmente è presidente del Centro Culturale “Samadhi” di Schio che propone eventi annuali come il “Premio di Letteratura”, i “Concorsi di Musica Lirica e Strumentale”, le “Collettive di Pittura” e varie conferenze. È inoltre membro del Circolo Culturale “Cola Filotesio” di Amatrice (RI), del Centro Studi “Bibliograf” di Rimini, Operatore Culturale della Presidenza C.D.A.P. – U.P.C.E e membro del C.D.A.P. - “Centro Divulgazione Arte e Poesia” di Sutri (VT). Ha all’attivo diverse pubblicazioni su riviste e giornali sia italiani che stranieri. È stato vincitore di diversi premi letterari. Con la Ibiskos Editrice di Empoli ha pubblicato una silloge, La vita e un libro di favole, Lilli e Dido. Quest’ultimo è stato presentato al “Salone del libro” di Torino nel 1990 e alla “Mostra del Libro” di Gradara (PU) nel 1992. La poesia inedita Ciao Papà è stata scelta dalla “Nuova Editrice Spada” e inserita nel testo scolastico delle scuole medie di Brescia, mentre la poesia inedita Natale è stata inserita nell’Antologia edita da “Il Carrarese”.
Oggi l’autore ci parlerà un po’ di sé e del suo libro “Salviamoli”. Ci vuole dire come mai è arrivato a questa pubblicazione?
Sono nato a Roma 63 anni fa ma vivo a Schio in provincia di Vicenza da oltre 25 anni.
Lavoro come coordinatore territoriale nel campo dell'informazione medico scientifica.
Sono sposato da quasi 40 anni e ho due figli. Sono sempre stato legato all'arte, in ogni sua forma perché credo sia l'unica valvola di sfogo che abbiamo in un mondo di egoismo, superficialità, invidia e idolatria verso il dio denaro.
Proprio partendo da questi aspetti ho voluto rivolgere lo sguardo verso i più deboli ed indifesi, verso tutti coloro che non hanno diritti, perché decidono i diritti i più forti: i politici, i ricchi, coloro che hanno il denaro.
Quando e come nasce “Salviamoli”?
Circa 7 anni fa tramite degli amici argentini e tramite un'amica peruviana ho conosciuto un mondo a me lontano il mondo degli indios.
Ho potuto conoscere una realtà molto distante dal mio pensiero e, tramite un movimento mondiale “Survival International” ho potuto constatare che ci sono persone che credono nei diritti degli altri, dei popoli indigeni. È l'unica organizzazione che sostiene gli indigeni, che difende le loro vite, che protegge le loro terre e li aiuta a determinare il loro futuro.
'Survival International' vive per prevenire i genocidi, le schiavitù e il razzismo a cui sono sottoposti i popoli indigeni.
Credono e dobbiamo credere anche noi alla libertà di pensiero, alla volontà che ognuno di noi ha nel gestire la propria vita; noi non possiamo obbligarli ad accettare il nostro modo di essere, la nostra cultura, la nostra religione.
'Survival International' sono 50 anni che lotta per le tribù che non hanno contatti, per la loro conservazione e noi: noi continuiamo con il disboscamento illegale, con la costruzione di miniere, con la costruzione di dighe senza interpellare chi vive da secoli in quelle terre ancestrali.
Il denaro è la forza.
Il libro vuol parlare di clima, di biodiversità ma il tutto legato ai 300.000.000 di indigeni che vivono in quelle terre e che noi stiamo distruggendo.
5000 lingue; 5000 usi, costumi e religioni sono in pericolo.
Se pensiamo che questo sia giusto e se continuiamo così, tutto questo porterà alla nostra distruzione.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Non sono molto tecnologico, ho un profilo su Instagram e su Facebook come Roberto Moscianese.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Si, sto scrivendo.
Ho terminato di scrivere una commedia in due atti dal titolo “Greta la Lappone”, anche questa parla di una minoranza etnica, quella dei lapponi e narra la storia di una ragazzina che vive a Karesuando, un piccolo villaggio nel nord della Svezia, della sua vita e della sua voglia di salvare alcuni animali dalla schiavitù dello zoo.
Ho terminato una silloge dal titolo “L'uomo, la riflessione, il sogno”.
Sto terminando un romanzo che si svolge nella Francia della seconda guerra mondiale e dell'immediato dopoguerra. È la storia di una ragazza, delle sue paure di bambina e delle sue certezze di donna. “Yvonne”.
Riserviamo l’ultima parte dell’intervista a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Come ho detto all'inizio, mi occupo di informazione medico scientifica da tanti anni.
Il mio mondo privato; ho una famiglia, una moglie e un figlio “Mirko” che vive in casa con noi, l'autore della copertina del libro.
L'altro mio figlio “Marcello” è sposato da tantissimi anni con Tatiana, vive a Ravenna e tra poco mi renderanno felicissimo perché diventerò nonno.
Poi c'è la persona che mi sopporta da tantissimi anni “Maria”, da circa 40 anni e posso dire che ha avuto tanta pazienza nel vivere con me.
Vivo in mezzo alle persone tutta la giornata e quando sto a casa dedico il mio tempo a scrivere, leggere e ad alcuni hobby.
Molte volte mi isolo in me stesso e vivo in un mondo che non è la realtà di tutti i giorni.
Cosa le piace?
Tutto della mia vita ma soprattutto i miei hobby, i francobolli e i miei libri.
Cosa non le piace?
Il modo in cui stiamo vivendo. Irregolare, di corsa e molte volte senza significato.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Il lavoro; la famiglia; le amicizia; il dedicare agli altri, anche se non con il contatto diretto il proprio tempo. A tal proposito voglio dire che il ricavato del libro verrà dato all'organizzazione che dedica la sua vita per i diritti umani dei popoli indigeni.
Chi acquista il mio libro aiuta questi popoli a sopravvivere, aiuta le organizzazioni che da anni fanno da barriera ai governi che deliberatamente sfruttano quei territori.
Chi acquista il libro aiuta le organizzazioni che si occupano di salvaguardare le foreste che stiamo distruggendo.
Aiuta le organizzazioni che si battono contro i governi che vogliono levare le riserve naturali per darle in mano agli sfruttatori.
Aiutiamoli. Salviamoli
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
“L'uomo del labirinto” di Donato Carrisi.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
C'è un motto che per me è fondamentale ed il libro lo mette in risalto sempre ed in ogni momento.
E' un motto delle Isole Azzorre:
antes morrer livres que em paz sujeitos
cioè: Piuttosto morire liberi, che schiavi nella pace
piuttosto morire liberi, che schiavi nella pace.